<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269</id><updated>2012-02-16T15:45:36.576+01:00</updated><category term='rimgraziamento di fine corso a Liguori'/><category term='12 Gennaio 2007'/><category term='Laurea'/><title type='text'>Varie ed eventuali</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>131</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-3338746796742315525</id><published>2011-03-30T22:52:00.007+02:00</published><updated>2011-03-30T23:13:41.729+02:00</updated><title type='text'>Dare i voti</title><content type='html'>Sono un’insegnate e la mia classe è molto promettente. Oggi gli riporto i temi che ho corretto negli anni. &lt;br&gt;&lt;br&gt;“Brown?”&lt;br&gt; “Presente!” &lt;br&gt;“ Lei ha stile, molto stile ma… non si capisce quando è serio e quando scherza: quali parti del suo libro sono vere e quali inventate? Mi spiace, posso darle solo la sufficienza”&lt;br&gt; “Ma professore’, ce l’ha detto quella di storia dell’arte che uno dei dodici apostoli di Da Vinci è femmina!” &lt;br&gt;“Oh, non cominciare a dare la colpa alla collega che ti abbasso il voto”&lt;br&gt; “Uff” &lt;br&gt;&lt;br&gt;“Dumas?” &lt;br&gt;“Presente!” &lt;br&gt;“Complimenti, lei ha preso 8. Cosette è un nome fantastico!” &lt;br&gt;“Veramente l’ho scritto solo perché non mi veniva in mente un nome e dovevo sbrigarmi a consegnare…”&lt;br&gt; “Mmm…allora ha preso 8 meno!” &lt;br&gt;&lt;br&gt;“Signorina Fallaci anche lei ha preso 8 ma l’ho dovuta segnalare allo psicologo scolastico: il suo odio per alcune categorie di persone potrebbe essere patologico, è meglio indagare” &lt;br&gt;“Ma sono loro che ci odiano!” &lt;br&gt;“Questo lo deciderà lo psicologo, intanto rifletti sul compito”&lt;br&gt;&lt;br&gt; “Kafka, mi spiace, insufficiente. Io incentivo la fantasia ma non la fantascienza: uno che si ritrova scarafaggio è veramente troppo!” &lt;br&gt;&lt;br&gt;“Sant’Agostino, che dirti? Ti do la sufficienza perché le tue confessioni sono interessanti, ma basta paroloni latineggianti, renderebbero noiosa pure una barzelletta!”&lt;br&gt; “Ma io sono vissuto nell’epoca…” &lt;br&gt;“Ah, non ricominciare sennò ti abbasso il voto. Te l’ha detto pure Manzoni l’altra volta: ‘basta co ‘sto latinorum’!” &lt;br&gt;&lt;br&gt;“A proposito, Manzoni…”&lt;br&gt; “Sì?” &lt;br&gt;“Bello il tema sui promessi sposi ma dì la verità, ti sei fatto aiutare da tuo nonno Cesare Beccaria?”&lt;br&gt; “No no!” &lt;br&gt;“Ma ‘no-no’ ‘nonno’ o ‘no-no’ ‘no, no’?” &lt;br&gt;“No-no nel senso negativo: mio nonno non m’ha aiutato, però ho copiato… glielo avevo scritto all’inizio del compito che avevo trovato un manoscritto…” &lt;br&gt;“Ma credevo fosse una trovata letteraria!” &lt;br&gt;“Prof, premi la sincerità” &lt;br&gt;“Vabbè, ti metto solo un meno…” &lt;br&gt;&lt;br&gt;“Pirandello?” &lt;br&gt;“Presente” &lt;br&gt;“Sette. Hai delle buone doti di scrittura ma tutti ‘sti suicidi nel ‘fu Mattia Pascal’?” &lt;br&gt;“Ma sono solo inscenati, mica veri!” &lt;br&gt;“Appunto, non sono manco veri. Dai, al prossimo tema prenderai di più!” &lt;br&gt;“Uff…”&lt;br&gt;&lt;br&gt; “Poe? Ma che è successo al tuo tema?” &lt;br&gt;“Professore’, è suonata la campanella e non ho finito!”&lt;br&gt; “Eh, me ne sono accorta: hai lasciato Gordon Pym in mezzo all’avventura, che voto dovrei mettere a un tema a metà? È fatto benissimo ma è a metà!”&lt;br&gt; “Se lo finisco mi mette otto?” &lt;br&gt;“Dai, ti do la sufficienza ma la prossima volta metti la conclusione” &lt;br&gt;&lt;br&gt;“Dickens?”&lt;br&gt; “Sì!” &lt;br&gt;“Tu sei trasportato da buonissimi sentimenti e scrivi anche molto bene, ti ho messo 8 ma posso darti un consiglio? Oliver Twist è simpatico ma basta con le storie di bambini sfigati che capita tutto a loro!” &lt;br&gt;“Al prossimo tema posso scrivere di fantasmi?”&lt;br&gt; “Scrivi quello che vuoi: vi do sempre temi di fantasia!”&lt;br&gt; “E posso ambientarlo a Natale anche se è quasi Pasqua?” &lt;br&gt;“Basta che non ci metti bambini sfigati!” &lt;br&gt;“Ok, allora ci metto un vecchio scorbutico e lo chiamo Scrooge!” &lt;br&gt;&lt;br&gt;“Volo, lei è un discolaccio, ma ha preso 8 a tutti gli elaborati. Ha uno stile semplice e le storie non sono entusiasmanti ma qua e là ti butta frasi che ti spingono a riflettere su te stesso e possono cambiare la tua concezione su alcune cose, come non tenerne conto?”&lt;br&gt; &lt;br&gt;“Infine Verga… co ‘sti ‘Malavoglia’ hai preso 4” &lt;br&gt;“Ma come 4? Io sono bravo, diventerò qualcuno: scrivo le storie dal vero!” &lt;br&gt;“Eh, non si scaldi, ho deciso così!” &lt;br&gt;“Almeno mi spieghi gli errori…” &lt;br&gt;“Ah, guarda, non ci sono, è solo che al liceo l’unico compito di italiano a cui io presi quattro era proprio l’analisi del testo sui Malavoglia: adesso che tocca a me mettere i voti mi sono vendicata, e se continui a fare storie ti metto 3!”&lt;br&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;P.s. Viva Anobii che dà a noi comuni mortali la possibilità di dare i voti ai libri. Povero Verga però, Stanotte, in una specie di contrappasso onirico, mi sono vendicata di lui. Mi spiace. Posso solo consigliare ai miei lettori di non mettersi a compilare la propria libreria virtuale per ore e poi andare subito a dormire. I sogni possono essere fortemente influenzati da questa attività. Ieri mi sono iscritta ad Anobii e, per chi non sapesse di cosa si tratta, spiego cos’è: un sito in cui ognuno può dare un giudizio sui libri che ha letto (da una a cinque stelline) oppure lasciare una recensione. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Qual è l’utilità? Se vuoi comprare un nuovo libro, la media di stelline lasciate da centinaia di utenti è un ottimo metro di paragone, rispetto al giudizio di un singolo critico letterario che, per quanto preparato, può avere gusti personali discostanti da quelli dei comuni mortali. Secondo me le opere d’arte non sono quelle che piacciono alla critica ma quelle in cui, in un determinato periodo storico, il sentire comune delle persone si ritrova. Ecco perché mi piace Anobii: &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;fa di migliaia di comuni lettori un critico affidabile. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-3338746796742315525?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/3338746796742315525/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=3338746796742315525' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3338746796742315525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3338746796742315525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2011/03/dare-i-voti.html' title='Dare i voti'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-1125546148916096865</id><published>2011-03-23T08:48:00.003+01:00</published><updated>2011-03-23T08:52:09.877+01:00</updated><title type='text'>La droga più potente del mondo</title><content type='html'>I sogni sono una droga. Potentissima e, si sa, più una droga è potente più i suoi effetti devastanti.&lt;br /&gt;Pare che siano i sogni a muovere il mondo: sono loro a far muovere le persone, a fargli fare progetti e a perseguire obiettivi. Da qualche parte a casa della mia amica Giorgia lessi “&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;sono i sogni a tenere in aria gli astri”&lt;/span&gt;. Ho creduto a quella frase. È vero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma che succede se proprio chi ti ha spinto spinto a sognare, proprio coloro che hanno trasformato i tuoi sogni in progetti, improvvisamente ti rivelano d’averti mentito per anni? Che succede si il giorno che i progetti su carta son finiti e puoi finalmente iniziare a costruire, la stessa persona che ti ha dato dosi per anni ti confessa: “Ti ho preso in giro per tenere in aria gli astri, non ho assolutamente intenzione di fare nulla di tutto ciò che ti ho fatto credere”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, da quel giorno inizia la disintossicazione. Provi ad andare avanti facendo altri progetti senza permearli dei tuoi sogni stavolta. Ma più ti imponi di disegnare nuovi progetti più l’odore delle vecchie carte riempite negli anni ti attira, sei costretto ogni tanto a dare una sbirciata e così finisci col perdere il tuo tempo. Non puoi farci niente: per quanto tu ti stia impegnando per disintossicarti ogni poco ricadi nell’errore di quel sogno che ti hanno rubato. Pur volendoti muovere su nuove cose, non riesci a resistere al richiamo dei sogni che avevi già fatto. Finisci, pensando di muoverti, col rimanere fermo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È lì che inizia la fine del mondo. Quando pur cercando altri sogni non li troveremo, finiremo immobili a guardare quelli in cui avevamo veramente creduto e ci sono stati tolti ingiustamente. Quello sarà il giorno in cui gli astri non staranno più in aria, ci cadranno addosso. Ma non credo che avremo paura: si ha paura quando si può perdere qualcosa ma, se tutto ciò in cui credevamo ci è stato tolto, cos’altro potremmo perdere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fortuna i dubbi con cui mi sono svegliata stamattina li ha già risolti Michael Endel il giorno che ha finito di scrivere “La storia infinita”. Contro il nulla che imperversa sulle teste di tutti gli adulti del mondo a cui sono stati rubati i sogni, ci saranno sempre un piccolo Bastian e un’imperatrice bambina a ricostruire Fantasia. Il destino del mondo è in mano a due piccoli tossici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-1125546148916096865?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/1125546148916096865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=1125546148916096865' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1125546148916096865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1125546148916096865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2011/03/la-droga-piu-potente-del-mondo.html' title='La droga più potente del mondo'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-7320103652039933699</id><published>2011-03-16T15:50:00.002+01:00</published><updated>2011-03-16T15:57:15.064+01:00</updated><title type='text'>Il mio primo 730</title><content type='html'>Oggi alla Lumsa mi hanno portato il Cud per la compilazione del 730. Sarebbe il primo della mia vita. Ero un po’ eccitata e un po’ impaurita: non l’ho mai fatto, che succede se sbaglio, come si fa? Per la via controllavo quelle strane carte coi numeretti e ho incontrato un vecchio/a compagno/a di corso (per ovvi motivi non dico il nome) che all'epoca era un pò fuoricorso. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Vi racconto il nostro dialogo.&lt;/span&gt; Credo meriti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ciao Monia, che fai con quelle carte in mano per la via? Piove pure!”&lt;br /&gt;“Ciao X, lo so, sto cercando di non bagnarle ma sono troppo curiosa: volevo capire come funziona il cud e non posso aspettare d'arrivare a casa… è la prima volta che lo vedo! Sai, dovrò compilare il 730…a proposito, tu potresti saperlo, non si era esentati se si guadagna poco?”&lt;br /&gt;“Credo di sì”&lt;br /&gt;“eh, sai quanto è questo poco? Mi sa che io non devo farlo” – e l’ho detto anche un po’ dispiaciuta… mi piaceva il pensiero di dover compilare quei moduli per la prima volta, mi fa sentire adulta.&lt;br /&gt;“Impossibile, per quanto poco ti possono pagare avrai qualcosa a tuo nome”&lt;br /&gt;“no”&lt;br /&gt;“Seeee, mò che non c’hai&lt;span style="color:#ffff33;"&gt; casa&lt;/span&gt; a quasi 30 anni?”&lt;br /&gt;“A parte che non ne ho nemmeno 27… comunque no”&lt;br /&gt;“Vabbè, la &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;macchina&lt;/span&gt; però…”&lt;br /&gt;“Non ho manco quella”&lt;br /&gt;“E come ti muovi?”&lt;br /&gt;“A piedi”&lt;br /&gt;“ah, hai &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;l’abbonamento ai mezzi&lt;/span&gt;?”&lt;br /&gt;“veramente no…”&lt;br /&gt;“Beh, se avevi l’abbonamento ai mezzi almeno te lo scaricavi! Scusa eh, ma a 26 anni guadagni così poco da non poterti permettere, non dico una casa ma nemmeno una macchina e… manco il trasporto pubblico?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ sempre bello incontrare vecchi amici... ... ...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-7320103652039933699?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/7320103652039933699/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=7320103652039933699' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7320103652039933699'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7320103652039933699'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2011/03/il-mio-primo-730.html' title='Il mio primo 730'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-7506576970409802188</id><published>2011-02-10T22:29:00.002+01:00</published><updated>2011-02-10T22:32:30.589+01:00</updated><title type='text'>promemoria</title><content type='html'>Oggi ho imparato tre o quattro cosucce che è il caso di ricordare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È importante avere una &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;meta&lt;/span&gt;. Senza meta nessuno si muove. Senza mete non ci sarebbe nemmeno la volta celeste: anche le stelle seguono la co-meta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;date di scadenza&lt;/span&gt; sono essenziali: il latte è buono fresco, quello a lunga conservazione è mediocre ma... quello scaduto non lo vuole proprio nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;rimpianto&lt;/span&gt; è la punizione che si merita chi, anche solo per un attimo, lascia che la propria paura diventi più grande del proprio amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;cose più belle&lt;/span&gt; sono quelle per cui non ci si sente mai pronti: una strana legge della vita vuole che a godere di queste meraviglie siano solo quei temerari che hanno il coraggio d'affrontare le sfide pur consapevoli della propria impreparazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine ho riapprezzato la bellezza dei film: tutte queste cose le ho imparate semplicemente riflettendo su una commediola vista oggi pomeriggio al cinema…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-7506576970409802188?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/7506576970409802188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=7506576970409802188' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7506576970409802188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7506576970409802188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2011/02/promemoria.html' title='promemoria'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-4438988082860717064</id><published>2011-02-08T20:38:00.003+01:00</published><updated>2011-02-08T20:47:16.027+01:00</updated><title type='text'>La mia prima diretta televisiva</title><content type='html'>Vi presento il video della mia prima diretta televisiva. So che ormai è una cosa vecchia ma visto il successo che ha riscosso il mio primo lavoro da inviata ho deciso di pubblicare anche questo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...BUGIA... la realtà è che sto a letto con l'influenza da un pò, non ho la forza di scrivere e, per non lasciare il blog vuoto, ho tirato fuori questo vecchio video, a me molto caro perchè mi ricorda un'esperienza lavorativa ormai conclusa ma molto, molto bella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/EsaVQTIrMy4" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-4438988082860717064?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/4438988082860717064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=4438988082860717064' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/4438988082860717064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/4438988082860717064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2011/02/vi-presento-il-video-della-mia-prima.html' title='La mia prima diretta televisiva'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/EsaVQTIrMy4/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-355007512459788464</id><published>2011-01-26T22:56:00.007+01:00</published><updated>2011-01-26T23:07:32.245+01:00</updated><title type='text'>I miei praticanti</title><content type='html'>Spesso le persone non capiscono il mio lavoro. C’è chi dice che le scuole di giornalismo sono fabbriche di disoccupati, chi mi dice d’essermi accontentata per soldi, chi (ma questo non me lo dicono in faccia) che se faccio questo lavoro evidentemente è perché non so fare bene il mio di mestiere (che poi sarebbe il giornalista).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che le scuole di giornalismo siano fabbriche di disoccupati forse è vero ma il mio scopo è preparare dei disoccupati bravi. Prima o poi la crisi del settore dovrà finire e allora saranno i primi a trovare un posto. Lo spero e glielo auguro. A quelli che mi dicono d’essermi accontentata per soldi sono disposta a fornire la mia busta paga: lo stipendio è in linea con tutti i co.co.pro part-time d’Italia. Che io non sappia fare bene il mio mestiere? Spero un giorno di smentire tutti ma per ora non posso che rispondere “può darsi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per me il tutoraggio nella scuola di giornalismo è stato un piano B, lo ammetto, ma adesso lo adoro questo piano B. Non è facile, molti praticanti sono più grandi di me, qualcuno è addirittura sposato eppure…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure esistono i giorni come oggi, i pomeriggi con lo sciopero dei mezzi pubblici che ti tiene a casa. I pomeriggi in cui A. ti chiama più volte entusiasta mentre sta facendo un servizio per dirti orgoglioso chi è riuscito a intervistare, D. ti ringrazia via sms per i consigli e il tempo che gli hai dedicato in mattinata e L. ti scrive su facebook che ammira quello che fai e sa (lui, non io) che un giorno ce la farai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, quei pomeriggi vorresti dirgli &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;GRAZIE&lt;/span&gt; ai tuoi praticanti perché anche se oggi non hai vinto il Pulitzer e, a dirla tutta, non hai scritto neanche un articolo, &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;andrai a letto davvero contenta e soddisfatta per quello che hai fatto durante la giornata. Qualsiasi cosa sia. &lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 215px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566618308459780994" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TUCZ27vuW4I/AAAAAAAAAQc/aZZMUfk8rlc/s320/barchetta%2Bdi%2Bcarta.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;p.s. Dato che lunedì i praticanti partono per gli stage… IN BOCCA AL LUPO a tutti!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-355007512459788464?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/355007512459788464/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=355007512459788464' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/355007512459788464'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/355007512459788464'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2011/01/i-miei-praticanti.html' title='I miei praticanti'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TUCZ27vuW4I/AAAAAAAAAQc/aZZMUfk8rlc/s72-c/barchetta%2Bdi%2Bcarta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-2806661426531720980</id><published>2011-01-25T21:33:00.006+01:00</published><updated>2011-01-25T21:42:49.308+01:00</updated><title type='text'>L'innominabilità di cobalto e vermiglio</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TT809QMOoeI/AAAAAAAAAQM/H2TmEvbkVLs/s1600/matite.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 50px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566225891376144866" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TT809QMOoeI/AAAAAAAAAQM/H2TmEvbkVLs/s200/matite.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Quando mi chiedono quale sia il mio colore preferito rispondo il blu. In realtà il mio colore preferito è il cobalto. È che la gente ti guarda strano se utilizzi termini inusuali. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Se chiedi a Francesco quale sia il suo colore preferito risponde “il rosso”. Anche lui è impreciso. Credo che anche lui si lasci intimorire dalle facce stranite che i termini inusuali suscitano. Anche a me ha risposto sempre “rosso”. Il risultato è che io non so quale sfumatura preferisce. Anche se lui non me lo ha mai detto non punterei sui toni verso l'amaranto, ma sul vermiglio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Forse le incomprensioni nascono proprio quando cerchiamo di farci comprendere meglio usando termini comprensibili a tutti. Forse crediamo sia più facile accettare una cosa poco specifica. Forse basterebbe un vocabolario ricco e forbito per stare meglio. Forse dovremmo vietare i mezzi termini. Forse, forse, forse… &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Una cosa è certa: il cobalto e il vermiglio stanno bene insieme. Ci sarà un perché se Dio ha deciso di accostarli per tingerci il cielo almeno due volte al giorno. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 157px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566226035896902306" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TT81FqkqYqI/AAAAAAAAAQU/FNKsPdhZ7K0/s320/tramonto.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-2806661426531720980?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/2806661426531720980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=2806661426531720980' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2806661426531720980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2806661426531720980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2011/01/linnominabilita-di-cobalto-e-vermiglio.html' title='L&apos;innominabilità di cobalto e vermiglio'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TT809QMOoeI/AAAAAAAAAQM/H2TmEvbkVLs/s72-c/matite.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-1662400596022605439</id><published>2010-12-31T11:47:00.003+01:00</published><updated>2010-12-31T11:51:42.510+01:00</updated><title type='text'>Buon 2011</title><content type='html'>Per fare a tutti gli auguri di BUON ANNO vi racconto cosa mi è accaduto nel 2010 appena trascorso.&lt;br /&gt;Il 2010 è stato un anno molto interessante per me…almeno così pare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pare che io sia stata all’antica e bigotta quest’anno. Pare che abbia preparato mousse al cioccolato in quantità, che abbia creato fiori di carta e che abbia festeggiato per la prima volta qualcosa (ma proprio non ricordo cosa). Pare inoltre che mi sia cimentata in delicati interventi elettrici...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;Pare che io abbia vissuto un sacco di avventure, meglio dei viaggi di Gulliver!&lt;/span&gt; Durante le ferie, terminate le quali pare io sia stata assalita da dilemmi, pare che io sia stata in viaggio sulle stelle, che sia stata la protagonista di una guerra (con le zanzare), che abbia lavorato come investigatrice. Pare che quest anno io abbia ricevuto le fusa del telegatto, pare che abbia scoperto che Dio sa usare internet e pare che io abbia perfino fatto un giretto all’inferno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La verità è che non so quanto ci sia di vero in tutto ciò… o non ho memoria alcuna di ciò che mi accade, o ho passato un anno da ubriaca scrivendo assurdità perché… &lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;questo racconto è ciò che viene fuori dalla raccolta di tutti i miei status su face book relativi al 2010:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fa la mousse al cioccolato aspettando che la sua famiglia torni per pranzo (e, dato che c’è, prepara pure il pranzo).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;È all’antica, è pure bigotta e, non contenta, ne va fiera.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Crea fiori di carta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per la prima volta oggi è anche la sua festa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il suo intento era quello di sostituire una lampadina fulminata. Ora si ritrova un bagno a luci rosse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;È Sherlock Holmes: indaga sulle identità nascoste&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ha sul corpo i segni dell’attacco notturno delle zanzare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Di ritorno da un viaggio sulle stelle&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dio sa usare internet&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se qualcuno la cerca sta andando nel sesto cerchio dell’inferno…burp!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Finiscono le ferie e iniziano i dilemmi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il telegatto le ha fatto le fusa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Con questo assurdo bilancio 2010 faccio a tutti voi tanti auguri per un 2011 pieno di...&lt;br /&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;qualsiasi cosa sia nei vostri desideri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-1662400596022605439?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/1662400596022605439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=1662400596022605439' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1662400596022605439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1662400596022605439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2010/12/buon-2011.html' title='Buon 2011'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-3764293563158817708</id><published>2010-12-24T18:27:00.001+01:00</published><updated>2010-12-24T18:29:06.817+01:00</updated><title type='text'>Buon Natale 2010</title><content type='html'>L'anno scorso vi augurai Buon Natale con un video musicale, oggi ho voluto fare qualcosa di simile ma molto più originale...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ITW7ebw8Z3E?hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/ITW7ebw8Z3E?hl=it&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-3764293563158817708?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/3764293563158817708/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=3764293563158817708' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3764293563158817708'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3764293563158817708'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2010/12/buon-natale-2010.html' title='Buon Natale 2010'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-3047638636657763943</id><published>2010-12-19T22:13:00.002+01:00</published><updated>2010-12-19T22:18:28.108+01:00</updated><title type='text'>c'è posta per te</title><content type='html'>Chi non sa come funziona? La De Filippi ti manda a chiamare, tu decidi se accettare l’invito e, in caso positivo, ti ritrovi in trasmissione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quel punto lei, probabilmente per rompere il ghiaccio, chiede: “Sai già come funziona?”. E tutti preparatissimi: “Sì sì”. È come se lei non ascoltasse l’interlocutore, lo spiega lo stesso: “Ora io apro la busta, tu vedi chi ti manda a chiamare e poi decidi se sentire cos’ha da dirti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesso la gente immagina chi c’è dall’altra parte ma quando il pannello di quell’enorme busta elettronica si alza tutti, sorpresi, cambiano espressione. Alla fine l’invitato decide se abbracciare o meno l’invitante. Maria fa l’avvocato dell’invitante e cerca in ogni modo di convincere la controparte a levare la busta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni tanto immagino di essere chiamata anch’io a “C’è posta per te”. Se ricevessi davvero l’invito avrei un ventaglio di sei persone di cui sospettare, si va dal fidanzato dell’asilo a quello attuale passando per gente che ha da farsi perdonare qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra queste sei persone ce n’è una che non vedo da 20 anni esatti e, considerando che ne ho 26, nel bene e nel male, deve aver fatto qualcosa di grosso per essere rimasto così impresso a una bambina. Se mi invitasse lei in trasmissione la farei parlare solo per dirgliene quattro. Gli direi che non si sparisce così e che poteva pensarci prima a farsi risentire. E poi gli renderei pan per focaccia: sarebbe una grossissima soddisfazione chiudergli la busta in faccia nonostante Maria gli faccia da avvocato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo che &lt;span style="color:#ffcc66;"&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;nella vita non ci si può fidar di nessuno. Nemmeno di se stessi&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt; Nella vita reale c’è facebook e lì le procedure sono accelerate: non puoi decidere se andare in trasmissione prima di sapere chi sia, non puoi decidere di far parlare il mittente solo dopo averlo visto, non puoi dare il tuo permesso per sentire cos’ha da dirti. Accade tutto insieme: hai un messaggio, vedi chi te lo manda e lo leggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così improvvisamente fai tutto il contrario di quello che ti aspettavi da te stesso. Vorresti avere davvero l’enorme busta della De Filippi per toglierla immediatamente di mezzo e rivedere la persona che ti ha scritto. Sei contento, contentissimo perché sai che quelle tre righe sono costate tanto a chi ti ha scritto. A esser precisi il coraggio di scrivere quelle tre banali righe è direttamente proporzionale al tempo trascorso. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Le tre righe arrivate a me pesano almeno 20 anni&lt;/span&gt;. Ti dispiace veramente tanto di non essere dalla De Filippi perché nella vita reale le persone non sono proprio dietro l’angolo e tu vorresti proprio riabbracciarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora capisci che lui (la persona in questione è un uomo) il gesto grande l’ha già fatto, talmente grande che non ti ricordi più perché volevi chiudergli la busta in faccia, vuoi solo rivederlo e gli rispondi immediatamente se vi va di prendervi un caffè e glielo vuoi offrire tu (almeno quello) perché capisci che sei tu quello in debito: quella persona in realtà è molto migliore di te che non hai mai trovato il coraggio di ricercarla. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Non si può fare nulla per recuperare il tempo perso&lt;/span&gt; (il tempo perso non si recupera), &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;ma si può evitare di perderne altro. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-3047638636657763943?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/3047638636657763943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=3047638636657763943' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3047638636657763943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3047638636657763943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2010/12/ce-posta-per-te.html' title='c&apos;è posta per te'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-3449188549688475591</id><published>2010-12-01T15:31:00.003+01:00</published><updated>2010-12-01T15:38:02.655+01:00</updated><title type='text'>Video diario del viaggio a Santiago 2/2</title><content type='html'>La seconda puntata del video diario del viaggio a Santiago. Spero vi piaccia anche perchè... vorrei chiudere in bellezza: dal prossimo post si cambia argomento!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_T5zgaCJQZc?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/_T5zgaCJQZc?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-3449188549688475591?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/3449188549688475591/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=3449188549688475591' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3449188549688475591'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3449188549688475591'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2010/12/video-diario-del-viaggio-santiago-22.html' title='Video diario del viaggio a Santiago 2/2'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-7163745090086575075</id><published>2010-11-29T23:27:00.003+01:00</published><updated>2010-11-29T23:31:11.184+01:00</updated><title type='text'>Video diario del viaggio a Santiago 1/2</title><content type='html'>Con le foto e i videoclip del cammino a Santiago ho pensato di fare un "video-diario di viaggio" che desse suggestioni ed emozioni a chi quei posti li ha visti e che al contempo potesse incuriosire chi sta pensando di mettersi in cammino verso il sepolcro di san Giacomo. I materiali audio-video non erano stati pensati per la creazione di un filmato quindi il risultato finale può averne risentito ma...spero lo stesso d'essere riuscita a dare un'idea di cosa può vivere un pellegrino che cammina verso Santiago. Il video è diviso in due parti. Questa è la prima. Buona visione a tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/JmP9kEM4O_s?hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/JmP9kEM4O_s?hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-7163745090086575075?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/7163745090086575075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=7163745090086575075' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7163745090086575075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7163745090086575075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2010/11/video-diario-del-viaggio-santiago-12.html' title='Video diario del viaggio a Santiago 1/2'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-3717225939210863087</id><published>2010-10-19T20:26:00.013+02:00</published><updated>2010-10-19T21:13:38.636+02:00</updated><title type='text'>A piedi verso un campo di stelle 5/5</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;Santiago, Epilogo&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Gli insegnamenti&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#ffff99;"&gt;Chiudo questa serie di post con un epilogo che vuol essere un augurio a chi ha fatto il cammino di Santiago, a chi lo farà e a chi vorrebbe farlo ma chissà per quale motivo non partirà mai . Auguro a tutti di raggiungere la propria Compostela. Che cos’è Compostela? Letteralmente vuol dire “campo di stelle”. Auguro a tutti di raggiungere le proprie stelle. Cosa sono le stelle? Etimologicamente le stelle son desideri: “stella” in latino è “sidĕris”, da qui viene la parola desiderio, “de- sidĕris”. Auguro a tutti di realizzare i propri desideri perché sono i desideri a metterci in cammino.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Santiago mi ha insegnato a carpire dalle piccole cose dei grandi insegnamenti. Questa è una lista di oggetti che chi si mette in viaggio dovrebbe tenere a mente.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 213px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5529833418202860002" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TL3qMg8QyeI/AAAAAAAAAQA/4js0O5VlUgI/s320/zaini.JPG" /&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Lo zaino&lt;/span&gt;. Il cammino inizia ancor prima della partenza, quando devi preparare il tuo unico bagaglio. Quando decidi cosa portare e cosa no impari la differenza tra utile e necessario. Solo camminando impari a perfezionare questa differenza: molte delle cose che a casa ritenevi necessarie in realtà si rivelano essere solo “zavorra”, appesantiscono il passo. È vero anche il contrario: a tutti i pellegrini è capitato d’aver dimenticato qualcosa di essenziale che dev’essere poi acquistato lungo il cammino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff99;"&gt;L’andare a piedi.&lt;/span&gt; Il ritmo dei passi mi ha svelato una delle più grandi fregature del tempo moderno: la perdita del valore del tempo e dello spazio. Mezzi di trasporto e di comunicazione hanno azzerato le distanze e in questo c’è del buono, anzi dell’ottimo (come potremmo andare a trovare un parente in America senza aereo? Come comunicargli senza Skype?). La fregatura sta nella pigrizia umana che ha smesso di suonare il campanello del vicino per chattare con pseudosconosciuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff99;"&gt;Le vesciche e i dolori articolari.&lt;/span&gt; Mi hanno insegnato a fermarmi. Il cammino non è una maratona: andare avanti a tutti i costi per l’orgoglio di finire una tappa può compromettere tutte le seguenti. Bisogna sapersi fermare per ascoltare il proprio corpo, per ascoltarsi… solo così si può trovare la propria andatura, un’andatura diversa per ciascuno ma che porta tutti alla meta. Accettare i propri limiti non vuol dire arrendersi, vuol dire ponderare, per poi godersi tutto al meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Le frecce gialle.&lt;/span&gt; Il cammino è tutto segnato da frecce gialle che &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TL3pfYmQczI/AAAAAAAAAP4/lvfJejEO-V8/s1600/freccia.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 185px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5529832642868966194" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TL3pfYmQczI/AAAAAAAAAP4/lvfJejEO-V8/s200/freccia.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;indicano la giusta direzione. Spesso erano a molta distanza l’una dall’altra e dopo aver camminato per qualche tempo senza vedere uno di quei segni rassicuranti, la paura d’essersi persi era forte… soprattutto quando la situazione si verificava in boschi deserti dai suoni sinistri. Quando la paura era tale da scatenare una discussione tra me e Francesco per capire dove avessimo sbagliato, improvvisamente spuntava beffarda su una pietra o sul tronco di un albero la freccia tanto cercata che, indicandoci la giusta direzione, ci svelava l’inutilità della nostra discussione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff99;"&gt;I pellegrini.&lt;/span&gt; Dato il fastidio al ginocchio la mia andatura era tale che tutti ci superavano. Proprio tutti, compreso il gruppo del centro anziani. Inizialmente la cosa mi dava fastidio ma poi ho imparato che la vita non è una gara contro gli altri, ma con se stessi. Gli altri stanno dalla nostra parte e ci aiutano a fare una grande partita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Il bastone. &lt;/span&gt;Inizialmente io e Francesco giudicavamo ridicoli tutti quei pellegrini che giravano col bastone, per noi non erano altro che dei fanatici. Alla terza tappa, tra discese e salite di montagna, ne abbiamo presi due anche noi: il bastone aiutava non poco a scaricare il peso dello zaino. Le cose che giudichiamo le più ridicole a ben vedere sono le più utili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Camerate, bagni e sacco a pelo&lt;/span&gt;. Spesso diamo per scontate cose importantissime come la morbidezza delle lenzuola pulite. Gli spazi in comune ti ricordano quanto sia prezioso avere una casa, quale fortuna sia avere un proprio angolino, un posto dove stare, un posto che si sente proprio. Ti insegna anche però a non essere gelosi del proprio posto: è bello condividere quel che si ha. Qualsiasi cosa è veramente propria solo quando si sa condividerla con qualcun altro. È questa azione a dare valore alle cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Lavaggio panni.&lt;/span&gt; Durante il viaggio io e Francesco non abbiamo mai lavato i panni ognuno per conto proprio. La sera, una volta ciascuno, senza una divisione precisa dei turni, ognuno lavava le cose di entrambe. A mano. Oltre al profondo senso di gratitudine (e la proposta del nobel!) per l’inventore della lavatrice, ho provato la strana sensazione di lavare i panni di qualcun altro e di far lavare i miei panni a qualcun altro. Santiago mi ha mostrato che c’è qualcosa di magico anche nel levare la terra dai calzini sudati: le azioni non sono mai buone per se stesse, è l’amore a rendere tali anche le più insignificanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;La fine di ogni tappa&lt;/span&gt;. La sera, dopo l’arrivo in albergo, spesso ci facevamo una passeggiata nel paesino per vedere cosa ci fosse. È incredibile ma per riprenderci dalla stanchezza dell’aver camminato tutto il giorno ci serviva una passeggiata. Le persone sanno sempre cosa vogliono ma difficilmente ciò di cui hanno bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;La Chiesa di San Giacomo&lt;/span&gt;. La piazza che ha davanti mi ha dimostrato che nella vita ci si rincontra sempre. La colonna all’entrata che sono le carezze a scavare la roccia. Il sepolcro di San Giacomo che Gesù non è vissuto in un tempo troppo lontano: 2000 anni sono volati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TL3o0EG19tI/AAAAAAAAAPw/cuPDEi3CazQ/s1600/fiori.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 142px; FLOAT: right; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5529831898634122962" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TL3o0EG19tI/AAAAAAAAAPw/cuPDEi3CazQ/s200/fiori.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;Gli incontri.&lt;/span&gt; Mi hanno dato l’insegnamento più singolare: è l’incontro fortuito a saper trasformare una faticosa tappa da 25 Km in una passeggiata in comitiva. Sono gli amici a rendere magica un’esperienza. Contano molto più della bellezza dei luoghi e della suggestione della natura. Il fiore più profumato del cosmo ha poco valore se non si ha qualcuno a cui farlo annusare e il tramonto più bello del mondo non può essere tale se non c’è qualcuno a guardarlo con noi. Nel nostro viaggio ci sono compagni di mezza giornata, compagni di una tappa e compagni di viaggio. Tutti collaborano a rendere ogni singolo giorno diverso dagli altri, tutti rendono il viaggio indimenticabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Se nel discorso appena fatto sostituissi la parola “&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Cammino&lt;/span&gt;” con “&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;vita&lt;/span&gt;” otterrei dallo zaino e dai calzini dei grandissimi insegnamenti. Se sintetizzassi nell’ordine gli insegnamenti ottenuti nel viaggio verso quel campo di stelle direi che....&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Direi che nella vita bisogna portarsi dietro solo ciò che ci migliora, tutto il resto non fa altro che appesantire il nostro passo. Direi che dobbiamo comunicare con chi è lontano ma senza dimenticarci di suonare il campanello del vicino. Direi che la via verso il successo sta nel sapersi ascoltare. Direi che l’unico vero limite è non saper riconoscere i propri limiti. Direi che bisogna fidarsi dei segni che il destino ci mette davanti per indicarci la via e se improvvisamente perdiamo la rotta direi che non bisogna disperare, ma solo cercare meglio una freccia gialla che ci indichi la giusta direzione. Direi che la vita non è una gara contro gli altri: siamo tutti parte della stessa squadra. Direi di non sottovalutare mai ciò che abbiamo. Direi che le cose che giudichiamo le più ridicole a ben vedere sono le più utili. Direi che è la condivisione a rendere prezioso ciò che possediamo. Direi che qualsiasi azione se compiuta con amore è una grande azione. Direi che sappiamo sempre cosa vogliamo ma difficilmente ciò di cui abbiamo bisogno. Direi che bisogna godersi ogni attimo perché 2000 anni possono passare molto velocemente. Direi di comportarsi sempre bene perché nella vita ci si rincontra sempre. Direi che solo le carezze possono scavare la roccia. Direi che sono gli incontri a rendere speciale il viaggio. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Sono le persone che abbiamo affianco a rendere speciale la vita: ognuno a modo proprio renderà indimenticabile questa esperienza, i compagni di mezza giornata come quelli di tutto il viaggio.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Direi che.... direi che &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;LA META NON è L’ARRIVO, LA META è IL CAMMINO. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-3717225939210863087?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/3717225939210863087/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=3717225939210863087' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3717225939210863087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3717225939210863087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2010/10/piedi-verso-un-campo-di-stelle-55.html' title='A piedi verso un campo di stelle 5/5'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TL3qMg8QyeI/AAAAAAAAAQA/4js0O5VlUgI/s72-c/zaini.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-2365273624445892583</id><published>2010-10-12T20:30:00.021+02:00</published><updated>2010-10-12T23:50:05.779+02:00</updated><title type='text'>A piedi verso un campo di stelle 4/5</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Santiago, puntata quattro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;L’arrivo a Santiago&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’arrivo a Santiago non è come te lo aspetti ma la cosa non deve stupire: se c’è una cosa che ho imparato durante il cammino è che nulla è davvero come te lo aspetti. Dopo giorni di boschi e sterrati, di paesini bucolici senza pavimentazione, di vegetazione che profuma l’aria di eucalipto, ci si ritrova in una grande città con i suoi negozi, il suo traffico, la sua confusione. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;L’arrivo ti trasforma improvvisamente da pellegrino a turista&lt;/span&gt;: bancarelle in ogni dove ti ricordano che devi scrivere qualche cartolina e portare a casa almeno un souvenir. Ma la confusione che è nell’aria rispecchia anche l’entusiasmo del cuore.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TLTNM7rsxfI/AAAAAAAAAO4/DY9DIwcTjJs/s1600/blog+01.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 266px; FLOAT: left; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5527268264753546738" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TLTNM7rsxfI/AAAAAAAAAO4/DY9DIwcTjJs/s400/blog+01.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;Chi arriva qui ce l’ha fatta e ad attenderlo di fronte alla Chiesa di San Giacomo trova tutti gli amici che il viaggio gli ha “fortuitamente” fornito. E se qualcuno manca all’appello è solo perché è un po’ in ritardo. In questa piazza non si fa in tempo a chiedersi “chissà se Tizio è arrivato…” che il Tizio in questione compare all’orizzonte. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;Pare che molti la loro Santiago la trovino in questa piazza, io qui ho ritrovato l’entusiasmo che la stanchezza a volte aveva tentato di soffocare. L’entusiasmo di avercela fatta, probabilmente lo stesso che prova un maratoneta a gara conclusa. Ma non ho trovato la mia Santiago. Ero un po’ delusa: il viaggio volgeva al termine e mi aspettavo qualcosa di più, qualche folgorazione, che so, e invece niente. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;Non mi era rimasto che confidare nella messa del pellegrino ma anche a quella saltò per un disguido (non si può entrare con gli zaini quindi, dopo aver fatto la fila, ci hanno fatto allontanare). Anche il ritiro della Compostela somigliava più al rilascio della carta di identità che a un momento di profonda spiritualità. Non riuscivo a capire bene se avevo sopravvalutato Santiago o se semplicemente non avevo trovato la MIA Santiago. Ad ogni modo non ero soddisfatta. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;La verità è che sono una persona impaziente e credevo che raggiungere la meta geografica mi avrebbe per magia fatto raggiungere quella interiore. Ma&lt;span style="color:#ffff66;"&gt; i tempi del cuore non sono quelli dello spazio&lt;/span&gt; e, proprio come nella vita, &lt;span style="color:#ffff00;"&gt;le cose più belle arrivano quando si smette di cercarle&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Saltata la messa, con Bibi e Massi che avevamo rincontrato in città, ci siamo messi alla ricerca di un alloggio. Io avevo puntato un convento francescano che offre ospitalità ai pellegrini ma Massi voleva andare in un ostello dove in un viaggio precedente si era trovato “benissimo”. Il fatto che lui sia “l’esperto”, avendo fatto il cammino altre volte, fa sì che la sua idea venga presa in maggior considerazione della mia ma… &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;al destino non si comanda&lt;/span&gt;: gli alberghi erano tutti pieni e il convento francescano ci ha salvato. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Io San Giacomo l’ho trovato a casa di San Francesco.&lt;/span&gt; Sarà che questo nome nella mia vita è importante, sarà che Assisi è vicino a Rieti, sarà che da piccola la storia di San Francesco me la raccontavano come una favola, sarà quel che sarà, ma quel posto mi ha dato la chiave di lettura di tutto il cammino. È stato lì che ho davvero riflettuto su tutto ciò che avevo affrontato e che ho capito improvvisamente che cos’è il Cammino. Il luogo in cui non ho scattato foto (tranne una all’arrivo) è quello in cui ho impresso nella mia mente i momenti più significativi di questo viaggio. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TLTOMvZwn-I/AAAAAAAAAPA/b3BXVAw7ujo/s1600/blog+02.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 213px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5527269360968703970" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TLTOMvZwn-I/AAAAAAAAAPA/b3BXVAw7ujo/s320/blog+02.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;Al nostro arrivo una suora vagliava le richieste di accoglienza. Non so perché temevo ci mandassero indietro come è successo ad altri ma la simpatia di Francesco ha conquistato la suora (non ci hanno chiesto nemmeno quanti Km avessimo fatto, domanda che veniva rivolta a tutti): “Salve, le do la credenziale – poi, passandole il foglietto – scusi eh, ma lo sa che qui sembra di essere all’Università? Se la credenziale fosse il libretto degli esami… vabbè, speriamo di superarlo questo esame!”. La suora ha sorriso. Esame superato. Per entrambe, senza nemmeno una domanda. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;Se avessimo avuto un voto avrei detto d’aver preso il massimo: in un convento francescano ci hanno perfino permesso di dormire nello stesso letto!... certo, era un letto a castello con me sopra e lui sotto in una camerata da 70 persone ma questi son dettagli. Battute a parte, questo posto mi ha fatto fare altri due incontri significativi: suor Anna e Marta. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Suor Anna&lt;/span&gt; è sarda, e il fatto che parli l’italiano ci facilita la conoscenza. Anche se forse la nostra è solo un’impressione: ripensandoci abbiamo parlato pochissimo ma a tutti ha comunicato molto. La sua figura la dice già lunga su di lei. Lei non cammina, salterella. È molto giovane e ha un viso dai lineamenti delicati. Non fosse per quell’abito grigio che rivela al mondo la sua scelta, diresti che è una bamboletta. A colpire più di tutto però è l’effetto dirompente del suo sorriso: se tutti facessimo le nostre scelte di vita con la gioia con cui lei ha preso una decisione così dura forse il mondo sarebbe un posto migliore. Ecco, &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;se mentre stiamo scegliendo qualcosa di importante non abbiamo il suo sorriso (sul viso e nel cuore) forse dovremmo tirarci indietro&lt;/span&gt;: le scelte giuste danno gioia, anche quando non sono quelle scontate.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Suor Anna ci ha guidato attraverso un momento di preghiera fatto di canti allegri e luci soffuse. Un momento di preghiera in cui abbiamo sconfitto Babele: abbiamo letto il vangelo in tutte le lingue, ogni versetto in una lingua diversa (e non solo spagnolo, italiano, inglese, ma anche finlandese, ungherese e chissà cos’altro) e alla fine tutti avevano capito di che brano si trattasse. Un momento di preghiera culminato in un abbraccio. Un momento di preghiera di cui ci rimane una piccola pietra con sopra una freccia gialla che ci ricorda sempre la direzione. A me piace pensarla come il personale souvenir di Suor Anna per i pellegrini che accoglie. Vorrei raccontare altro su questa celebrazione ma non voglio levare il gusto della sorpresa a chi navigando su internet incapperà in questa pagina e deciderà di provare ad alloggiare presso l’ “Hogar de hospidalidad San Francisco de Asìs”. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;Questo convento ci ha fatto fare l’ultimo incontro del Cammino: Marta. Marta è una ragazza portoghese che aveva fatto in Sicilia una specie di Erasmus. Qui aveva conosciuto una coppia di ragazzi italiani con i quali aveva stretto una bella amicizia negli anni. Spesso loro, originari di Ferrara, erano andati a trovarla in Portogallo e l’avevano rinvitata a casa loro. Avevano deciso di fare il cammino insieme ma già al secondo giorno lei si è fatta male. Si è dovuta fermare. Gli amici l’hanno lasciata al primo ostello utile e hanno continuato per giorni a camminare senza mai chiederle come stesse, ma arrabbiandosi sempre di più perché lei non riusciva a raggiungerli col pullman. Appena arrivata all’ostello francescano (non so come, camminava con le stampelle), si è buttata nelle accoglienti braccia di Suor Anna e ha iniziato a piangere dalla gioia. A lei nessuno ha chiesto la credenziale: il piede dolorosamente fasciato garantiva più di qualsiasi pezzo di carta con decine di timbri.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Bibi che in ogni donna vede una “pupa” non ha potuto resistere: ha dovuto aiutarla e, dato che c’era, ha coinvolto anche me. Non che io non volessi, ma se lui non avesse rotto il ghiaccio per me sarebbe stato molto difficile accompagnare quella sconosciuta a farsi la doccia. Per il resto ha fatto tutto lui, ha ritirato fuori i suoi ricordi di sportivo e le ha rifasciato il piede (inutile dire che la sua fasciatura le permetteva di muoversi molto meglio di quella fatta dall’ospedale).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TLTQ7gv9aKI/AAAAAAAAAPI/qP8eLrjVtyE/s1600/blog+03.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 133px; FLOAT: right; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5527272363512391842" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TLTQ7gv9aKI/AAAAAAAAAPI/qP8eLrjVtyE/s200/blog+03.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;La sera siamo andati a messa tutti insieme e, mentre io facevo la dama di compagnia chiedendole di raccontarmi come i due ferraresi l’avevano abbandonata (tuttora non riesco a capire con che spirito hanno potuto continuare a camminare) i ragazzi l’hanno trasportata… soprattutto Massi che se la è portata in spalla quasi tutto il tempo. Anche Massi e Bibi sono di Ferrara ed è bello pensare che a Santiago nulla accade per caso: in una camerata di 70 persone al torto di due ferraresi hanno posto rimedio gli unici due ferraresi della stanza. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Ci avevano assicurato che la messa delle 19 era “del pellegrino” tanto quanto quella delle 12 ma non era vero. A Santiago però nemmeno gli errori sono casuali: io dovevo essere alla messa delle 19 perché il Vangelo di quella liturgia era scritto apposta per me. Il perché, come tanti altri dettagli che son rimasti fuori da questi racconti, nel blog non ci sta: ci sono cose che è giusto rimangano nel privato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mattina dopo boicottammo la gita a Finisterre degli altri pellegrini perché non ha senso raggiungere la “fine del mondo” (finibus terre) se non si è prima andati alla messa del pellegrino. È quello il cardine intorno a cui ruota tutto il pellegrinaggio e se il caso aveva voluto che arrivassimo un giorno in anticipo probabilmente era per darci la possibilità di non perderci quel momento. Quella messa ha un rituale tutto suo: tradizione profana e momenti sacri si incrociano. Si va dal bacio alla statua d’oro di San Giacomo alla visita al sepolcro del Santo, questo è il momento più profondo: pensare d’essere sulla tomba di uno che era lì quando Gesù spezzava il pane e versava il vino fa sembrare molto corti i 2000 anni che ci separano da quegli eventi e, in proporzione, ti fa sentire la particella minuscola di un gioco gigante disegnato alla perfezione da Qualcuno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TLTSBduYfqI/AAAAAAAAAPQ/djBktu_wBuE/s1600/blog+4.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 213px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5527273565291314850" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TLTSBduYfqI/AAAAAAAAAPQ/djBktu_wBuE/s320/blog+4.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;Una sola cosa non volevano farci fare ma Bibi ci ha fatto infrangere tutte le regole scavalcando le transenne (ebbene sì, in Chiesa!). L’entrata principale della Chiesa di San Giacomo era in ristrutturazione ma proprio davanti la porta c’è una colonna dove i pellegrini al loro arrivo per tradizione appoggiano una mano. Negli anni le mani hanno scavato la roccia. Volevo, se non contribuire allo scavo, almeno vedere. Ce l’abbiamo fatta: abbiamo rischiato di farci cacciare dalla chiesa (niente male per dei “quasi santi” dato che quest’anno fare il cammino dà ai pellegrini l’indulgenza plenaria!) ma &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;è stato importante vedere quell’impronta collettiva&lt;/span&gt;. Proprio in quel punto avevano poggiato la mano &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;San Francesco e Giovanni Paolo II&lt;/span&gt;, collaborando alla stessa impressione sulla roccia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;La messa si chiude con un’enorme incensiere che fluttua sulle teste di pellegrini catturati dal movimento oscillatorio. Tutti stanno inspiegabilmente a testa in su, incantati di fronte all’ondulare banale di un pendolo spargi fumo. Un tempo il botafumeiro, che rilascia incenso, serviva a profumare i pellegrini, ma oggi non ha (apparentemente) più motivo d’esistere. Eppure continua a conservare la sua magia. Solo chi è stato a Santiago sa perchè tutti sono attratti come bambini da quell’oggetto inutile. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;In quell’attimo, a messa finita, ogni pellegrino sta pensando alle speranze legate al proprio ritorno a casa, le stesse speranze che ci hanno fatto mettere tutti in Cammino. Il botafumeiro non è un semplice incensiere d’argento, ma un accentratore di pensieri che dà una forma visibile a quelle speranze, la forma di una morbida nuvola profumata. Le speranze sanno di incenso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 192px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5527279089312051666" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TLTXDATjsdI/AAAAAAAAAPo/x6B_YwpfMh4/s320/blog+5.JPG" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff66;"&gt;(FINE o inizio?)&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-2365273624445892583?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/2365273624445892583/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=2365273624445892583' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2365273624445892583'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2365273624445892583'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2010/10/piedi-verso-un-campo-di-stelle-45.html' title='A piedi verso un campo di stelle 4/5'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TLTNM7rsxfI/AAAAAAAAAO4/DY9DIwcTjJs/s72-c/blog+01.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-6841911434591493294</id><published>2010-10-01T19:30:00.006+02:00</published><updated>2010-10-12T20:29:01.272+02:00</updated><title type='text'>A piedi verso un campo di stelle 3/5</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Santiago, puntata tre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Passo dopo passo, incontro dopo incontro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo fatto molti incontri sul cammino. Inizialmente non avevamo capito l’importanza di questi sconosciuti che il fato ci metteva affianco e li abbiamo snobbati (chissà quali occasioni ci siamo persi) ma dal terzo giorno ad ogni incontro siamo riusciti a dare il suo valore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A darci una chiave di lettura giusta per gli avvenimenti è stato un piccolo incidente: pochi chilometri dopo la partenza da O’Cebreiro, mi sono arrampicata su una collinetta per fare una foto e, tornando indietro, mi ha ceduto un ginocchio. Impossibile muovere un solo passo. Non ho fatto nemmeno in tempo a disperarmi che ci hanno raggiunto &lt;span style="color:#ffff99;"&gt;due pellegrine olandesi&lt;/span&gt;: una era un’infermiera e l’altra aveva tutto il materiale per una fasciatura e una pomata miracolosa (emetteva calore a contatto con la pelle). L’infermiera mi ha fatto un massaggio e mi ha detto di riposare qualche minuto. Ho eseguito gli ordini della sconosciuta e ho potuto riprendere a camminare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TKYbiEx2LNI/AAAAAAAAAOo/yHEkq3EiezQ/s1600/blog+1.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 266px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5523132265228807378" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TKYbiEx2LNI/AAAAAAAAAOo/yHEkq3EiezQ/s320/blog+1.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;uò darsi sia stata &lt;span style="color:#ffff99;"&gt;una coincidenza&lt;/span&gt; ma per giorni abbiamo camminato quasi soli e, giusto in quel momento, è passata una pellegrina che poteva aiutarmi. Non una pellegrina qualunque (che magari nel tentativo di aiutarmi avrebbe potuto peggiorare la situazione) ma una che sapeva esattamente cosa fare e come farlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo incontro fortuito mi ha spinto a guardare con occhi diversi chiunque mi superasse augurandoci “Buen Camino”. Ho anche ripensato agli incontri che avevo fatto nei tre giorni precedenti quando, concentrata su dolori e disagi, non avevo guardato ai miei vicini con l’occhio giusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stato nel riguardare indietro che ho notato molte coincidenze: la &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;prima persona&lt;/span&gt; in assoluto che ci ha rivolto parola aveva un nome importante, è arrivata in un momento di sconforto, ha rallentato il suo passo per tenerci un po’ compagnia, ci ha predetto che ce l’avremmo fatta ed è sparito… è l’unica persona che non abbiamo mai più rincontrato e, non so perché, avevo immaginato finisse così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Ponferrada avevamo incontrato una &lt;span style="color:#ffff99;"&gt;ragazza ucraina&lt;/span&gt; che stava percorrendo tutti gli 800Km del cammino, era partita dai Pirenei e con lei siamo riusciti a comunicare usando tutte le lingue e non usandone nessuna. Noi l’abbiamo aiutata a seguire le indicazioni stradali, lei ci aveva mostrato che l’impresa si poteva compiere. Nello stesso tratto abbiamo incontrato anche una &lt;span style="color:#ffff99;"&gt;coppia di romani&lt;/span&gt;: avevano un metodo tutto loro nell’affrontare il viaggio… ogni ora di cammino mezz’ora di pausa. Ci avevano detto che per riuscire nell’impresa bastava trovare il proprio ritmo, ma io ero ancora nella fase “maratona” per capire cosa mi stessero dicendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Cacabelos abbiamo conosciuto&lt;span style="color:#ffff99;"&gt; Miguel&lt;/span&gt;, un bimbo di sei mesi che viaggiava sulle spalle di mamma e papà. Non so come abbiano fatto ma si sono messi in cammino: la mamma aveva avuto un incidente sulla Tour Eiffel quando era incinta e il bimbo pare sia nato sano per opera di San Giacomo… sentivano di dover ringraziare e l’hanno fatto nel più difficile dei modi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre camminavo pensando a quanto mi sarebbe piaciuto aver fatto qualche domanda in più a quelle persone, mi ero quasi dimenticata del ginocchio ma, al primo paesino incontrato, una pausa è stata d’obbligo. Avevo appena fatto il proposito di prestare più attenzione alle persone che incontravo sui miei passi che abbiamo incontrato il personaggio più singolare di tutto il viaggio: &lt;span style="color:#ffff99;"&gt;l’uccello del malaugurio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tre minuti che è stato seduto al bar con noi ci ha predetto tre sventure. Vedendo la fasciatura al ginocchio: “mmm… brutta cosa, secondo me è il menisco, mi sa che il tuo viaggio finisce qui, domani non cammini più!”. Dopo poco: “Ah, avete visto le piaghe di quella signora che viaggia con me? Ha preso le pulci, fate attenzione che le prendete pure voi!”. Non pago, prima di andar via: “Mi auguro voi siate sposati… no perché l’80% dei fidanzati che fa il Cammino poi si lascia!”. Ho sperato d’essere nel restante 20%. Comunque il fatto che con le prime due sventure annunciate non ci abbia colto fa pensare(e sperare) che come veggente non valesse un granché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff99;"&gt;Per una strana legge di compensazione la tappa più anonima di tutto il viaggio è stata quella che ci ha fornito le migliori conoscenze.&lt;/span&gt; Abbiamo incontrato un’altra coppia di fidanzati: &lt;span style="color:#ffff99;"&gt;Gennaro e Patrizia&lt;/span&gt;. Lui ufficiale dei carabinieri, lei insegnante. Patrizia è rimasta in silenzio per gran parte della tappa: pur di farcela stava prendendo un sacco di antinfiammatori e camminava grazie ai bastoni e a delle potenti ginocchiere. Ho sempre pensato che il Cammino non andrebbe fatto così. Bisognerebbe fermarsi quando si sta male, non proseguire imbottendosi di antidolorifici. Il pellegrino moderno però ha una difficoltà oggettiva da affrontare: l’aereo. Una volta che si ha un biglietto aereo prenotato e le ferie che finiscono &lt;span style="color:#ffff99;"&gt;si è costretti a non seguire i ritmi del proprio corpo ma quelli del proprio impiego lavorativo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Gennaro invece è un gran chiacchierone: abituato com’è alle missioni all’estero ha il fisico allenato e una capacità d’adattamento spaventosa. In cinque o sei ore di cammino insieme ci ha raccontato un sacco di cose… eventi dei nostri giorni visti con gli occhi delle forze dell’ordine. Leggerli sul giornale o vederli in tv non è lo stesso che camminare fianco a fianco con qualcuno che ti dice “un centimetro più in là e sarei morto”. Non solo, ci ha anche insegnato molto (probabilmente involontariamente) tra quello che deve essere il rapporto tra stampa e organi di polizia. &lt;span style="color:#ffff99;"&gt;La fiducia reciproca vale più del singolo scoop. Sei ore di lezione che all’università nessuno ti fa.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Gennaro e Patrizia avevano meno giorni di noi a disposizione e avevano programmato tappe più lunghe. Arrivati a Palas De rei noi abbiamo deciso di fermarci, loro di proseguire fino a Melide. In teoria quel giorno non eravamo troppo stanchi e avremmo potuto proseguire anche noi ma decidemmo diversamente per un motivo che neanche noi sapevamo: l’ostello di Palas De Rei ci doveva far incontrare il duo più stravagante dell’intero viaggio… così stravagante che tutte le tappe successive le abbiamo fatte praticamente insieme. Poco dopo di noi arrivarono&lt;span style="color:#ffffff;"&gt; Bibi e Massi. &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffff99;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff99;"&gt;BiBi&lt;/span&gt; in realtà si chiama Edmondo ma precisò subito: “gli amici mi chiamano Bibi”. Si era appena presentato e già aveva deciso che eravamo amici. Ci è stato subito simpatico. Un uomo di bella presenza, aitante e ovviamente pieno di donne (che lui chiama “pupe”). Ne ha ben tre che lo attendono a casa e benché ami tutte allo stesso modo è per una di queste che cammina: la Luli, con l’articolo davanti, come la chiama lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’idea di venire a Santiago è di &lt;span style="color:#ffff99;"&gt;Massi&lt;/span&gt;: macho e cattolico fervente. È un continuo disastro, ogni minuto combina qualche pasticcio (come il farsi chiudere fuori dall’albergue o il far spaventare tutti per un’allergia alimentare sul petto che poi si rivela essere una semplice irritazione da lametta…) ma ha una cultura religiosa che riesce sempre a mandarci tutti in crisi. Parlare con lui è un continuo interrogare se stessi, Massi è un ormone della crescita spirituale. Parlare con lui di fede qualche giorno mi ha fatto fare tante domande, quante me ne ero fatte in tutta la mia vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche lui è qui per Luli, un tipetto affascinante che ci cattura al solo sentirla nominare, senza conoscerla. Pare sia un angelo, ma a dirlo non è Bibi (sarebbe di parte dato che è il papà) ma Massi, il di lei insegnante. Sì, perché Luli va ancora a scuola, ha solo 17 anni e all’epoca la attendeva un delicato intervento alla spina dorsale. Adesso è facile dirlo ma, ovviamente, quell’intervento è andato bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bibi per lei ha fatto 106 Km a piedi. Lui dice “il minimo sindacale” dato che 100 Km è la distanza minima da percorrere se si vuole ottenere la Compostela. Per me invece lui ha fatto il massimo: in quei giorni ha camminato solo verso Santiago, ma lui il Cammino lo fa a casa propria… quei 106 Km sono puramente simbolici, un periodo di riposo per chi come lui ogni giorno affronta la vita e, nonostante tutta la fatica, ogni sera ha la forza di giocare sul lettone con la moglie e le due figlie (le tre pupe di cui è innamorato, appunto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ultimo incontro prima dell’arrivo a Santiago è stato di pochi minuti ma illuminante. Io e Francesco ci eravamo fermati vicino all’aeroporto: a Santiago mancavano appena 12-13 Km e dovevamo decidere se arrivare in città in serata o fermarci nel primo posto utile e proseguire la mattina seguente arrivando da pellegrini (quindi un po’ stanchi) in tempo per la messa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre studiavamo la cartina ci ha sorpassato un signore &lt;span style="color:#ffff99;"&gt;60enne di Brescia&lt;/span&gt; che proseguiva a passo svelto e non sembrava volersi fermare. Il tempo di dire “Buen Camino” ed è andato avanti. Dopo qualche metro è tornato indietro però: aveva qualcosa da dirci. Abbiamo parlato qualche minuto e lui ci ha detto che era convinto di arrivare a Santiago (noi avevamo già preso la decisione contraria) in serata. Abbiamo provato a dissuaderlo dato che era visibilmente stanco e ci aveva confessato d’aver avuto qualche problema di pressione ma lui era determinato: aveva già fatto 40 Km, una decina in più non lo spaventavano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero esterrefatta: 50 Km in un solo giorno sono 14 ore di cammino! Non ci potevo credere… non sono riuscita a frenare un “Ma come cavolo ha fatto?!” e lui, con una naturalezza pazzesca: “più la meta si avvicina più mi viene la forza e sapete perché? Non si cammina coi piedi… &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;non si cammina che col cuore&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pernottammo a 10 Km dalla meta e il giorno dopo eravamo a Santiago. Pensavamo gli incontri fossero finiti invece la città di San Giacomo aveva ancora qualcuno da farci conoscere e, soprattutto, sulla piazza la mattina della messa aveva deciso di farci un’altra sorpresa. Sembrava che ci si fosse dato appuntamento: eravamo tutti lì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;(to be continued...)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 169px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5523132633924288850" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TKYb3iRswVI/AAAAAAAAAOw/82E2DeAramI/s400/blog+2.JPG" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-6841911434591493294?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/6841911434591493294/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=6841911434591493294' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/6841911434591493294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/6841911434591493294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2010/10/piedi-verso-un-campo-di-stelle-34.html' title='A piedi verso un campo di stelle 3/5'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TKYbiEx2LNI/AAAAAAAAAOo/yHEkq3EiezQ/s72-c/blog+1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-5280598122288498654</id><published>2010-09-27T22:56:00.005+02:00</published><updated>2010-09-27T23:19:30.443+02:00</updated><title type='text'>A piedi verso un campo di stelle 2/4</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Santiago, puntata due&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Rimanere, una decisione giusta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Erano passati tre giorni. Tre giorni di inferno. La decisione più logica sarebbe stata abbandonare tutto, prendere un pullman fino a Santiago e passare il resto del viaggio lì. Se non ho mollato è stato solo per (lo ammetto) uno stupido orgoglio: ce la facevano gli altri, dovevo farcela pure io.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ad un certo punto però Francesco si è imposto, mi ha costretto ad arrendermi. Lui non si era mai sognato nella vita di fare un’esperienza del genere e si è ritrovato in questa avventura solo perché tra l’idea dell’affrontare il cammino in prima persona e l’eventualità di mandarmi da sola aveva preferito la prima. Da vero uomo aveva deciso di assecondare la sua ragazza pazza e, sempre da vero uomo, al momento giusto ha posto un freno alla di lei pazzia: mi ha costretto a prendere un pullman. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Non fino a Santiago però, solo per una parte della tappa che andava da Tricastela a O’ Cebreiro. Ero incazzatissima: per colpa sua, solo sua, stavamo fallendo nell’impresa. Se aveva intenzione di arrendersi poteva starsene a casa invece di rovinare i progetti altrui, pensai.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;In realtà ero solo arrabbiata e&lt;span style="color:#ffff99;"&gt; la rabbia non ti fa vedere le cose con la luce giusta&lt;/span&gt;, solo il senno di poi mi ha mostrato che aveva ragione lui. Tanto per cominciare lui stava benissimo (l’unico pellegrino senza il minimo acciacco, senza neanche una vescichetta o un po’ di dolore da qualche parte… è vero che &lt;span style="color:#ffff99;"&gt;usavamo il voltaren come fosse una crema dopo doccia&lt;/span&gt; ma stavano tutti male lo stesso, tranne lui: ho scoperto d’essere fidanzata con Ironman!) e se aveva preso questa decisione era solo per il mio ginocchio che io, stupidamente, avevo deciso di non ascoltare. Ci ho messo un pò a capirlo. Lo stesso tempo che mi ci è voluto per calmarmi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Mentre ero sul pullman pensavo d’aver “barato”, d’aver “rubato” ma più i chilometri scorrevano più mi rendevo conto che non avrei potuto farcela: la lunghezza della tappa e la pendenza mi avrebbero ucciso (dai 650m sul livello del mare di Tricastela si passa ai 1300 di O’Cebreiro in 20 Km di salita). Sono stata grata a Francesco ma lì per lì non gliel’ho detto (ho ceduto il giorno dopo). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;La prima lezione personale che mi ha dato il cammino è passata attraverso l’unico tratto in cui non abbiamo camminato… c’è della magia anche in questo. Ho imparato &lt;span style="color:#ffff99;"&gt;l’importanza dell’accettare i propri limiti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color:#ffff99;"&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Arrivati a Pedrafita (5 Km da O’ Cebreiro) un taxi ci ha tentato ma non abbiamo ceduto: gli ultimi 5 Km ce li siamo fatti e sono stati durissimi. In compenso sul pullman c’erano due signore sarde che hanno fatto il percorso con noi e incontrarle ci ha fornito l’occasione per confrontarci, per parlare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La guida dice che &lt;span style="color:#ffff99;"&gt;“O’ Cebreiro non si vede ma si intuisce”.&lt;/span&gt; Non so trovare parole migliori per descrivere questo posto magico: è apparso all’impr&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TKEIUCoxHkI/AAAAAAAAAOQ/bgMx3bSNp2I/s1600/blog+2.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 63px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5521703758531206722" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TKEIUCoxHkI/AAAAAAAAAOQ/bgMx3bSNp2I/s200/blog+2.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;ovviso quando non ci aspettavamo più di trovarlo. La sera ci ha avvolto in una fitta nebbia e la mattina ci ha fatto svegliare su una nuvola. Questo ci ha dato la forza di proseguire e da qui in avanti l’idea di prendere un pullman non l’abbiamo mai più presa in seria considerazione. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Da qui in poi il nostro viaggio ha mutato aspetto. Proprio nel posto col paesaggio più spettacolare che abbiamo incontrato abbiamo capito che il conforto che speravamo di ricevere dalla natura in realtà ce l’avrebbero dato gli incontri. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TKEIzP3WIcI/AAAAAAAAAOY/SI4ZogxKLHw/s1600/blog+3.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; FLOAT: right; HEIGHT: 133px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5521704294657958338" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TKEIzP3WIcI/AAAAAAAAAOY/SI4ZogxKLHw/s200/blog+3.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il cammino si deve essere accorto che io e Francesco avevamo passato tre giorni di solitudine e quella sera ci mise in una bella camerata con 16 letti tutti occupati casualmente da italiani. Una confusione quella camera… finalmente sentimmo un po’ di “casa”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Verso le 10 di sera in qull'albergue è arrivata una ragazza spagnola, distrutta, con le ginocchia gonfie, che non aveva nemmeno mangiato. Si è scatenata un’improvvisa colletta fatta di cerotti e biscotti per aiutarla. In lei ho visto me, la me che avrei potuto essere se non avessi ascoltato Francesco. Questa ragazza l’abbiamo sempre rincontrata i giorni successivi, ha seguito più o meno la nostra tabella di marcia ma… ha fatto ogni tappa in macchina, le ginocchia non si sono volute muovere per 10 giorni. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff99;"&gt;Accettare i propri limiti non è un limite, è un’opportunità.&lt;/span&gt; Grazie a quei soli 20 Km in pullman io ho potuto beneficiare di tutti i passi di quel viaggio e di tutti gli incontri che tra quei boschi ho fatto perché la vita non è fatta solo dei posti che vedi, ma (sopratutto) dalle persone che incontri. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff66;"&gt;(to be continued...)&lt;/span&gt; &lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 153px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5521705389274346306" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TKEJy9oOs0I/AAAAAAAAAOg/6FmR_5qzFV4/s400/blog+1.JPG" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-5280598122288498654?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/5280598122288498654/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=5280598122288498654' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/5280598122288498654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/5280598122288498654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2010/09/piedi-verso-un-campo-di-stelle-24.html' title='A piedi verso un campo di stelle 2/4'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TKEIUCoxHkI/AAAAAAAAAOQ/bgMx3bSNp2I/s72-c/blog+2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-1118634969220512780</id><published>2010-09-25T17:56:00.006+02:00</published><updated>2010-10-12T20:28:22.543+02:00</updated><title type='text'>A piedi verso un campo di stelle 1/5</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Santiago, puntata uno&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;em&gt;Partire, una decisione sbagliata&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Da qualche anno pensavo al Cammino di Santiago come a una di quelle cose da fare prima o poi. Una di quelle cose come gettarsi col deltaplano, fare un giro in paracadute, provare le immersioni nei mari esotici. Insomma, una di quelle cose che uno dice “prima o poi nella vita…” e poi non fa mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mai dire mai. Questa estate in un raptus ho prenotato un volo per Santiago. La disponibilità di posti in aereo ha deciso&lt;span style="color:#ffff66;"&gt; la data di partenza: 25 Luglio, proprio il giorno di San Giacomo&lt;/span&gt;. La prima di una lunga serie di magiche coincidenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so spiegare esattamente perché ho deciso d’andare, in breve potrei dire che l’anno appena trascorso non è stato semplicissimo. Spesso quando devo pensare esco a farmi una passeggiata. Per uno strano principio muovere le gambe fa funzionare meglio il mio cervello e mi aiuta a schiarire le idee. Ho creduto che per schiarire la confusione accumulatasi nella mia testa in un anno servisse una bella, lunga passeggiata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Mai valutazione fu più errata&lt;/span&gt;: il Cammino non ha nulla a che fare con una passeggiata e non ti lascia molto tempo per pensare ai fatti tuoi: i dolori fisici, la necessità d’ingegnarsi su problemi pratici quotidiani e le necessità della convivenza con degli sconosciuti catturano tutte le tue energie mentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A dire il vero TUTTE le mie valutazioni si sono rivelate errate: credevo che la stanchezza del camminare sarebbe stata ripagata dalla bellezza della natura, credevo d’avere un fisico d’acciaio, credevo che Santiago m’avrebbe dato le risposte a tutte le mie domande. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Credevo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La disillusione non si è fatta aspettare molto. Già il primo giorno mostrò tutte le lacune delle mie aspettative. Dopo aver fatto in sei ore di pullman e una di taxi il percorso che poi avremmo dovuto fare a ritroso a piedi, io e Francesco siamo approdati a &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Foncebadòn&lt;/span&gt;. Avevo deciso di partire da qui solo per caso: avevo 10 giorni di ferie e avendo considerato una media di 20-25km al giorno, questo era il punto suggerito dalla cartina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci ritrovammo così in un minuscolo paesino dove, scopriremo poi, i pellegrini solitamente non sostano: &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TJ4ecZgFeBI/AAAAAAAAAOI/OTfMSUa3l3M/s1600/blog.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 213px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5520883666433439762" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TJ4ecZgFeBI/AAAAAAAAAOI/OTfMSUa3l3M/s320/blog.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;c’erano solo il nostro albergue (non dei migliori) e diverse case diroccate. Col senno di poi ho capito perché eravamo lì: &lt;span style="color:#ffff33;"&gt;nessun posto meglio di un paese fantasma poteva simboleggiare nella realtà il punto di partenza del mio viaggio interiore&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I primi tre giorni sono stati i peggiori: il cammino ha subito messo a dura prova il mio fisico e l’impatto psicologico con la vita in comune è stato tremendo. Dall’uso del bagno ai pasti passando per le camerate da 20 persone, tutto mi riusciva difficilmente sopportabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo ore sotto il sole o in mezzo al vento l’arrivo all’albergue di turno non faceva altro che farmi stare peggio: c’erano da lavare i panni (&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;si vive con quello che si ha nello zaino&lt;/span&gt;!), bisognava lavarsi nei bagni in comune, cercare un posto dove mangiare e, infine, coricarsi in uno scomodo sacco a pelo in camerate da 20 persone (chi puzza, chi russa…).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ristoro che ci aspettavamo ci offrisse la natura si è presto rivelato una fregatura (l’ennesima): la bellezza dei paesaggi stava proprio nel loro essere impervi ma, ovviamente, più sono impervi più si deve prestare attenzione a dove mettere i piedi. I 10 kg dello zaino e i dolori articolari (compagni di tutto il viaggio) ci costringevano a tenere gli occhi a terra fissi sull’arido terreno su cui muovere i passi incerti, impedendoci di scorgere le meraviglie avevamo accanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accadeva proprio come nella vita reale: si è così concentrati sui propri piedi, sui propri dispiaceri, sui propri dolori che spesso non si ci accorge delle molto più grandi meraviglie che ci sono affianco. Alle volte basterebbe alzare un secondo lo sguardo per rimanere conquistati dall’azzurro del cielo, dal movimento delle nuvole, dalla maestria con cui le montagne intorno a te ti stanno riparando da quello stesso vento che anima di sbuffi bianchi l'orizzonte. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;E di fronte a quella pace non si può che sorridere, dimentichi del piccolo dolore che un secondo prima ci perseguitava la mente&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci abbiamo messo tre giorni per capire che basta alzare gli occhi al cielo per affrontare le cose, tre giorni per renderci conto che tutte le cose che inizialmente ci infastidivano della vita in comune erano in realtà delle gran risorse, tre giorni per realizzare che se stavamo male la colpa era dell’esser partiti col piede sbagliato. E nel momento in cui abbiamo riconosciuto i nostri errori il mondo ci ha fatto vedere la bellezza che si nascondeva dietro tutte le cose che ci apparivano insopportabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff66;"&gt;(to be continued…)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-1118634969220512780?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/1118634969220512780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=1118634969220512780' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1118634969220512780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1118634969220512780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2010/09/piedi-verso-un-campo-di-stelle.html' title='A piedi verso un campo di stelle 1/5'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/TJ4ecZgFeBI/AAAAAAAAAOI/OTfMSUa3l3M/s72-c/blog.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-3979818401779447038</id><published>2010-07-24T17:24:00.003+02:00</published><updated>2010-07-24T17:32:04.603+02:00</updated><title type='text'>In cammino verso un campo di stelle</title><content type='html'>Un saluto ai miei sei lettori: sto partendo per Santiago. Avrei voluto scrivere un post sulla cosa ma...&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A - non ho fatto in tempo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;B - meglio scriverlo DOPO il viaggio un post, solo allora saprò dirvi se questa follia programmata quasi sconsideratamente è stata una buona idea.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tra una dozzina di giorni ci risentiamo: Buone vacanze a tutti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;p.s. per chi volesse leggere qualcosa su questo viaggio sul blog di Francesco può trovare soddisfazione: &lt;a href="http://francminardi.spaces.live.com/"&gt;http://francminardi.spaces.live.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;lui, non so come, tra i mille preparativi è riuscito anche a trovare il tempo di scrivere. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-3979818401779447038?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/3979818401779447038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=3979818401779447038' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3979818401779447038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3979818401779447038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2010/07/in-cammino-verso-un-campo-di-stelle.html' title='In cammino verso un campo di stelle'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-4440869481270976144</id><published>2010-07-20T22:24:00.003+02:00</published><updated>2010-07-20T22:29:45.590+02:00</updated><title type='text'>Il paradosso della presunta parentela</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Il peso di un nome importante&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;“Signorina a soli 26 anni possiede un curriculum di tutto rispetto ma mi dica, è parente di Gianluca Nicoletti?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I miei colloqui di lavoro 9 volte su 10 si concludono con questa domanda. La risposta è sempre la stessa: no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è una sola situazione in cui io e Gianluca Nicoletti siamo gomito a gomito: l’albo professionisti. L’ordine alfabetico ci ha messo in posizioni adiacenti ma questo non conta ai fini del requisito essenziale (richiesto ma non scritto) di qualsiasi candidatura. Potremmo smaltire molti colloqui di lavoro se per legge si obbligassero i datori di lavoro a inserire la casellina “conoscenze personali” tra “conoscenza della lingua inglese” e “competenze informatiche”. Ma siamo troppo ipocriti per scrivere su un bando “richiesta ottima conoscenza della lingua inglese e almeno buona conoscenza personale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ogni modo, non sono solita mentire, figuriamoci a un colloquio di lavoro. Se poi si tratta di giornalismo è meglio evitare anche per il miglior bugiardo del mondo: primo perché mentire al colloquio per un aspirante giornalista non è un buon biglietto da visita e poi perché in questo settore pare si conoscano tutti… è un attimo e ci si potrebbe sentir rispondere: “Davvero sei parente? Ho incontrato Gianluca Nicoletti proprio ieri all’evento X e non mi ha detto nulla di te, ma ora lo chiamo!”. Sai che figura?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ostino a dire quel no, quel no che ogni volta fa spuntare una grande delusione sul viso del mio esaminatore. Il mio “curriculum di tutto rispetto” improvvisamente sembra non esserlo più.&lt;br /&gt;Mi sono sempre chiesta se il mio curriculum “di tutto rispetto” lo sia davvero e manchi solo quel requisito-essenziale-ma-non-scritto, o se lo sia solo fino a quando rimane vivo nel mio interlocutore il sospetto che io possa essere parente del Nicoletti famoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff99;"&gt;Certe volte penso che sarebbe bello essere parente di quel Gianluca Nicoletti. Altre volte credo di no. Se fossi parente non deluderei ai colloqui ma probabilmente deluderei dopo: difficile essere alla sua altezza. Con un cognome così il rischio è sempre quello di deludere&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo cercare di capire come si possa ottenere una possibilità. La possibilità d’esser messi alla prova anche se non si è parenti di nessuno. Se non si è parenti di qualcuno non si ha la possibilità d’esser messi alla prova. Se si ottiene quella possibilità probabilmente non si è all’altezza del proprio predecessore. L’ideale sarebbe un parente famoso ma non bravo. Io non ho manco quello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se non ho ancora mai ceduto alla tentazione, spesso sono tentata di rispondere che sono parente di un altro Nicoletti, il Nicoletti della banda della Magliana… non sarebbe vera nemmeno questa di parentela, ma nessun potenziale datore di lavoro potrebbe rispondermi “l’ho incontrato ieri all’evento X”. Inoltre dall’espressione del mio esaminatore potrei vedere se il fascino del delinquente vale più o meno di quello del bravo giornalista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non dico che uno valga l’altro, ma a volte ho l’impressione che per avere la possibilità di essere messi alla prova basta esser parenti di qualcuno, chiunque esso sia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-4440869481270976144?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/4440869481270976144/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=4440869481270976144' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/4440869481270976144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/4440869481270976144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2010/07/il-paradosso-della-presunta-parentela.html' title='Il paradosso della presunta parentela'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-7655566101805912194</id><published>2010-07-07T22:43:00.003+02:00</published><updated>2010-07-07T22:53:48.079+02:00</updated><title type='text'>Ciao Niccolò</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ffff99;"&gt;&lt;em&gt;“Vorrei avere più fortuna che talento”. Un attimo e quel vorrei diventa un “avrei voluto”. Un attimo e quel tuo status è diventato la tua ultima frase su facebook. Un attimo ed è chiaro a tutti che, evidentemente, la vita ti ha dato più talento che fortuna.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niccolò, non si fa così. Io e te eravamo partiti proprio col piede sbagliato: ti ricordi quando ti litigai perché eri sparito alle 11.30 tra l’altro senza salutare? Il giorno dopo mi rispondesti strafottente che “ti era scaduto il parcheggio”. In pochi mesi hai cambiato atteggiamento. Ieri sei rimasto fino all’una, mi hai chiesto il permesso di scendere a firmare l'uscita e hai detto: “ci vediamo domani”. Ieri hai salutato, ma oggi non sei tornato. Forse ti preferivo strafottente Niccolò, quando andavi via senza salutare però tornavi, allora non eri bugiardo. Ieri lo sei stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niccolò, all’inizio di questo master non facevo altro che rimproverarti. Uscivi prima, andavi e venivi, ti fingevi zoppicante per farti dare passaggi in ascensore dal portiere, ti rifiutavi di fare i compiti che ritenevi noiosi, hai dato del “vecchio” ai prof e quando richiamato hai finto di non ascoltare per poi rispondermi: “Domani vado in barca, vuoi venire?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eri proprio indisponente Niccolò. Talmente impertinente che all’ultima tua bravata non ho potuto far altro che sorridere: litigarti non serviva a nulla. Come potevo non ridere quando mi presentasti la ripresa che mi avevi fatto di nascosto mentre litigavo a un tuo compagno per un ritardo? Avevi l’espressione talmente ragazzina che ho dovuto lasciar correre e dirti: “bravo, questo sì che è stare sulla notizia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse è una coincidenza ma dopo quel “bravo” detto un po’ per gioco sei cambiato. Non so dove hai nascosto l’irriverenza, ma un giorno sei arrivato perfino a chiedermi se si potevano mettere i bermuda in redazione. Dall’andarsene senza salutare al chiedere il permesso pure per i pantaloni... complimenti per il cambiamento Niccolò! Forse nella vita avevi bisogno solo di un po’ di incoraggiamento per dare il massimo, chissà. Quel che è certo è che il primo servizio che ti fu assegnato lo facesti fare tutto a una tua collega mettendo solo la firma e prendendoti il merito, l’ultimo (dopo quel “bravo”) è tuo: traspare la tua goliardia da quelle immagini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bravo Niccolò, devo dirtelo di nuovo, sei migliorato molto in questi tre mesi. Ieri avrei voluto dirtelo ma temevo ti montassi la testa, allora abbiamo parlato d’altro. Io cercavo di farti concentrare sull’audio che dovevi leggere per la radio ma tu niente: pur di non concentrarti ti sei improvvisato latin lover facendomi improbabili proposte di fidanzamento per settembre… con gli occhi azzurri incastonati su quel viso abbronzato sembravi un attore d’altri tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante la sceneggiata (che aveva fatto sorridere mezza redazione, tecnici compresi) al momento di registrare hai letto inaspettatamente bene. Niccolò, mi dispiace dirtelo ora ma ti ho sgamato anche stavolta: pensavo fossi diventato improvvisamente un genio della dizione invece ho scoperto che avevi provato e riprovato a leggere in bagno quelle righe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eri così Niccolò, in studio non ti potevi far vedere di sbagliare, neanche durante una prova. Allora provavi in bagno e venivi già preparato. Eppure come la mascheravi male la tua insicurezza: “Monia, ti siedi vicino a me mentre leggo? Non che mi devi dire se sbaglio ma mi fai compagnia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quello studio, mentre “ti facevo compagnia”, come dici tu, abbiamo parlato di tante cavolate. Dei capelli che ti saresti tagliato a fine luglio per evitare di doverli mettere in mano a qualche barbiere americano “sai, ad Agosto vado a Los Angeles, sto un mese: mica mi posso tagliare i capelli lì! Chissà come c’avrò i capelli a fine luglio, un cespuglio in testa! e tu che fai?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi metteva in difficoltà dirti che voglio fare il cammino di Santiago de Compostela: uno abituato alle vacanze che fai tu pensavo non avrebbe capito. La tua reazione alla mia risposta è stata un sorpreso “Davvero vai a Santiago?!”…pensavo che al tuo stupore seguisse uno dei tuoi soliti sberleffi invece… “non ci credo: è una cosa che voglio tanto fare anch’io! È solo che non so con chi organizzare, io volevo fare il cammino francese, tu quale fai?”. “Quello Niccolò, non tutto però eh, solo gli ultimi 230 Km…”, “Monia dai, non scherzare, senti: fai tante foto che a settembre le voglio vedere! Dai, ci tengo, falle eh!”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niccolò, io le foto le faccio ma… ma ieri sera un attimo ha deciso per te: un attimo ha deciso che non andrai a Santiago chissà quando, che non vedrai le mie foto a settembre, che non andrai a Los Angeles ad Agosto e non ti taglierai nemmeno i capelli a fine luglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giusto ieri avevo capito che la tua era la sfrontatezza dei timidi, non mi hai dato modo di capire altro di te. Peccato Niccolò, mi sarebbe piaciuto avere la possibilità di conoscerti meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;p.s. il post  che prece questo è nato proprio in seguito alla chiacchierata di ieri con Niccolò. Lui è il primo della lista: “il più spaventoso è solo il più spaventato”. Quando l’ho scritto non potevo sapere che non l’avrei più rivisto&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-7655566101805912194?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/7655566101805912194/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=7655566101805912194' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7655566101805912194'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7655566101805912194'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2010/07/ciao-niccolo.html' title='Ciao Niccolò'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-2367425045309379245</id><published>2010-07-07T16:09:00.003+02:00</published><updated>2010-07-07T16:30:58.725+02:00</updated><title type='text'>Ode agli incontri</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#ffff99;"&gt;Nella vita ho incontrato tanta gente, oggi una strana chiacchierata mi ha spinto a rivedere col senno di poi alcuni ricordi e ho tirato alcune somme. Ne è venuta fuori una curiosa stima. Il post è dedicato alle persone che ci sono finite dentro, non sono quelle a cui sono più affezionata, né quelle che vedo spesso o che non vedo mai. Semplicemente persone a cui ho pensato oggi, quelle che hanno involontariamente contribuito a farmi maturare la convinzione che le cose possono essere l’opposto di quelle che sembrano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il più spaventoso spesso è solo il più spaventato. Il più coraggioso quello che non ha nulla da perdere. Il più strafottente è solo il più fragile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il più grande musicista che abbia mai incontrato è un matematico, il più grande matematico un letterato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cristianesimo me lo ha fatto capire un ateo. La persona più capace che abbia mai incontrato è disabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La più contesa delle mie amiche ha avuto un solo ragazzo. La più brutta non smette di cambiarne. Il casanova più casanova che si possa immaginare è il più solo dei miei amici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La coppia più affiatata della comitiva è quella che è scoppiata per prima. Il ragazzo con la più spiccata capacità di comporre le rime che abbia mai conosciuto ha la dislessia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La più inconcludente delle sue amiche è stata la prima a sposarsi e fare un figlio e, dato che c’era, nel mentre ha scritto un libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La migliore delle ballerine che ho incontrato non sogna la Scala ma vuole fare la maestra. Il meno affidabile di tutti i miei amici è quello su cui ho sempre contato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il più grande amico non è mio amico. Il più bravo amante non ha mai amato nessuno prima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-2367425045309379245?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/2367425045309379245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=2367425045309379245' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2367425045309379245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2367425045309379245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2010/07/ode-agli-incontri.html' title='Ode agli incontri'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-4083160725420197143</id><published>2010-05-25T22:25:00.006+02:00</published><updated>2010-05-26T16:19:19.152+02:00</updated><title type='text'>Il cantastorie muto</title><content type='html'>Qualche anno fa conobbi un singolare vecchietto. Una volta andato in pensione, come molti, aveva intrapreso l’attività di raccontare le favole ai suoi nipotini. Le sue favole però erano vere e i suoi nipotini avevano tutti più di 20 anni e nessun legame di sangue con lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vecchietto aveva avuto una vita interessantissima, passata tra i mille luccichii del cinema e questa era la favola che voleva raccontare. Pensò di intitolarla “La settima arte” e di farne un libro scritto a più mani: personalmente non scrisse mai una riga di quel libro, ma chiese a ogni amico che aveva incontrato accanto ai riflettori di tutta una vita di scrivere un capitolo. Fu così che nacque il sottotitolo “Lezioni d’autore”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle aule della Lumsa molti ragazzi si trovarono a sognare di un mondo lontano fatto di lustrini, descritto dalle parole di vecchi registi e sceneggiatori, di attori contemporanei e non, di gente fatta di celluloide. Un mondo del quale il singolare vecchietto non parlava mai direttamente, ma di cui negli aneddoti raccontati da amici e colleghi finiva sempre per essere l’invisibile protagonista. Non parlava di sé, era come se non volesse vantarsi con i ragazzi, come se temesse di essere visto come un mostro sacro, mentre lui voleva solo che i suoi giovani nipotini ascoltassero attenti una favola, senza smettere di pensare a lui come a un nonno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel vecchietto dagli occhi di ghiaccio incantò anche me. Restio a ogni tipo di tecnologia si era circondato di giovani volenterosi che scrivessero le mail e registrassero su pellicola ogni singolo capitolo de “La settima arte”. Mi impegnai per entrare nello staff. Riuscirci significò sveglia all’alba, tante mail, tanti inviti e infinite mini Dv da archiviare e riversare. Stanchezza e soddisfazione.&lt;br /&gt;La seconda, evidentemente, superò la prima: decisi di fare di quel vecchietto il relatore della mia tesi triennale. Scoprii col tempo che ignorava il significato di questo aggettivo: ai suoi tempi la tesi era una, la mia ha le caratteristiche degli elaborati di mezzo secolo fa. Più di duecento pagine scritte in quasi un anno. Un’impresa, come tutto ciò che lui faceva. Un’impresa di cui ancora lo ringrazio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuai a lavorare per lui per qualche anno, poi la mia vita prese una strada diversa: iniziai il praticantato giornalistico e fui costretta a uscire dal suo staff. I due impegni erano inconciliabili. Lui non capì e fece di quella decisione una questione personale. Provai diverse volte a spiegargli che era per la mia realizzazione professionale che avevo dovuto lasciare il suo progetto ma… proprio non riusciva a spiegarsi come si potesse lasciare una favola del genere per scrivere di una realtà che di lustrini ne ha ben pochi. Non gli ho mai detto quanto ho sentito la mancanza di quelle favole durante gli ultimi due anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quel momento, che per me era un’evoluzione e per lui una “rottura”, passavo a salutarlo solo per gli auguri, Pasqua e Natale. In quelle occasioni vedere quel formicaio di giovani che gli girava attorno mi faceva pensare “è in buone mani”, anche se mi rammaricava sempre un po’ non essere più parte di quelle mani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia che voleva raccontare andò avanti, anche senza di me: il fascino di quel vecchino attirava solo persone estremamente capaci e volenterose e così i suoi amici continuarono a venire alla Lumsa e gli studenti, una volta a settimana, andavano a farsi raccontare una favola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La settimana scorsa “La settima arte” è stato chiuso dal presidente di Lettere e Filosofia. Anche se la favola non era ancora stata terminata non aveva più senso continuare a scriverla: come poteva esistere “Lezioni d’autore” senza il suo unico Autore? L’Autore che non scrivendo una sola riga teneva le redini di tutta la storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/S_0tdpsV_KI/AAAAAAAAAN4/u0TqNQ09Cdc/s1600/blog.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 291px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5475582709383691426" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/S_0tdpsV_KI/AAAAAAAAAN4/u0TqNQ09Cdc/s320/blog.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Come sua ultima tesista voglio anch’io adesso aggiungere un capitolo a questa favola. L’ho conosciuto quando orami era troppo tardi per vederlo all’opera nel mondo dello spettacolo, per cui vi racconterò l’aneddoto di quando fece una magia: trasformò una battutaccia in una progetto serio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff99;"&gt;“Prof, ma la possiamo chiamare &lt;em&gt;The Black&lt;/em&gt;?”&lt;br /&gt;“ eh? De.. deee… cosa? Cioè?”&lt;br /&gt;“No guardi, scusi, era una battutaccia!”&lt;br /&gt;“No no, dimmi, son curioso”&lt;br /&gt;“Eh, niente, avevo pensato che &lt;em&gt;Lo-nero&lt;/em&gt; tradotto alla lettera in inglese vien fuori &lt;em&gt;The-Black&lt;/em&gt; ma mi scusi, è oggettivamente una battutaccia, torniamo al lavoro, scherzavo!”&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;The Black&lt;/em&gt; dici eh… suona bene. Senti, ma se facessimo una rivista su questo seminario? Magari la chiamiamo&lt;em&gt; The Black News&lt;/em&gt;!”.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-4083160725420197143?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/4083160725420197143/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=4083160725420197143' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/4083160725420197143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/4083160725420197143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2010/05/il-cantastorie-muto.html' title='Il cantastorie muto'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/S_0tdpsV_KI/AAAAAAAAAN4/u0TqNQ09Cdc/s72-c/blog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-232840835245353753</id><published>2010-05-23T23:39:00.011+02:00</published><updated>2010-05-24T00:00:06.449+02:00</updated><title type='text'>volo per Santiago</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:0;"&gt;&lt;/span&gt;D’impulso ho fatto un biglietto aereo. No, due. Anzi, quattro. Andata e ritorno, per me e per Francesco. Si va in Spagna, niente mare, niente sole, niente vita notturna. A Luglio si parte per Santiago. Un bel pezzo ci accompagna l’aereo ma poi… 240 Km a piedi, metro più, metro meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ha detto che si dovrebbe partire a piedi dall’Italia ma… ci vorrebbero forse quattro mesi e io ho solo dieci giorni a disposizione. Potrei camminare più veloce... ma non sono un treno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le decisioni della mia vita si dividono in due categorie: quelle ragionate e quelle istintive. Le prime non mi hanno mai deluso. Le seconde o mi hanno fatto pentire di non aver pensato prima, o mi hanno regalato le sensazioni più belle della mia vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che so ora è che ho preso una decisione istintiva, solo ad agosto potrò sapere se mettere le immagini di quell’esperienza nell’album “cazzate” o in quello “cose di cui essere orgogliosi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/S_mlDsksmuI/AAAAAAAAANw/FtN9Zf3X5Dg/s1600/Cammino+Santiago.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 168px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474588304968817378" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/S_mlDsksmuI/AAAAAAAAANw/FtN9Zf3X5Dg/s200/Cammino+Santiago.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;’unico guaio è che questa è la prima volta che trascino un’altra persona nelle mie decisioni avventate e non oso immaginare come possa essere entrare a far parte dell’album “cazzate” di qualche d’un altro. In quello “cose di cui essere orgogliosi” proprio non mi ci vedo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#ffff66;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#ffff66;"&gt;Partenza prevista da Rabanal del Camino&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#ffff66;"&gt; (sulla mappa, prima di Ponferrada)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-232840835245353753?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/232840835245353753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=232840835245353753' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/232840835245353753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/232840835245353753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2010/05/volo-per-santiago.html' title='volo per Santiago'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/S_mlDsksmuI/AAAAAAAAANw/FtN9Zf3X5Dg/s72-c/Cammino+Santiago.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-8814046255541431868</id><published>2010-05-10T19:05:00.003+02:00</published><updated>2010-05-10T19:16:27.887+02:00</updated><title type='text'>In emergenza veritas</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/S-g-_dg1LkI/AAAAAAAAANg/GANttCkc9F8/s1600/micini.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5469691007416479298" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/S-g-_dg1LkI/AAAAAAAAANg/GANttCkc9F8/s320/micini.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non avrei mai creduto che una delle più grandi lezioni della mia vita me l’avrebbero data quattro gattini, nessuno dei quali è arrivato a compiere otto giorni di vita. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Facciamo una premessa: non mi sono mai definita amante degli animali. Sì, forse un giorno lontano se avessi un giardino mi piacerebbe avere un cane (purchè sia senza razza né pedigree) e quando incontro un animaletto non posso resistere alla tentazione di accarezzarlo e giocarci un po’, ma questo non mi è mai sembrato abbastanza per potermi definire “amante degli animali”. Io di animali non me ne voglio occupare: troppa fatica. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;È per questo che ammiro gli animalisti, che ti raccontano di occuparsi di casi disperati, che fanno parte di associazioni famose, che ti chiedono soldi per quelle associazioni perché, ahimè, non ne hanno mai abbastanza per prendersi cura dei loro cuccioli. Ti commuovono i racconti del loro lavoro come volontari che dedicano il proprio tempo a una nobile causa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Ecco, io faccio parte della categoria “mi piacciono gli animali ma non mi va di prendermi responsabilità”, loro di quella “ci prendiamo delle gran responsabilità perché amiamo gli animali”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Poi succede che una gattina randagia partorisce dei micini nel giardino di Francesco e per tre giorni tutto va bene: mamma gatta si prende cura dei suoi quattro cuccioli. Il quarto giorno la gattina sparisce. Sarà a caccia, forse Francesco semplicemente non l’ha incontrata. Il quinto si tiene sotto controllo la tana: i micini sono rimasti 24 ore da soli. Ora è certo, alla mamma è successo qualcosa, dobbiamo intervenire. Mi precipito da lui: i micini sono in condizioni pessime, sudici, puzzolenti e denutriti. Uno sembra morto. In una scena del tutto simile all’apertura de “La carica dei 101”, Francesco riesce a rianimarlo. Unica differenza col film della Disney: Batuffolino è stato salvato da un phon per i capelli. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Ci impegniamo per non affezionarci, ma il nostro è il proposito più corto del mondo: dopo cinque minuti ognuno aveva un nome, Pantera, Tigro, Macchia e Batuffolino. Comincia una frenetica ricerca di qualcuno che sia capace di prendersi cura di loro e, intanto, per non perdere ulteriore tempo, ci cimentiamo noi. Mai avrei detto nella mia vita che avrei iniziato a preparare il latte in polvere per dei gattini. La situazione è pessima: i piccoli non succhiano da soli e bisogna letteralmente spingergli il latte in gola coi minibiberon, una goccina alla volta. Rischiamo di soffocarli ogni volta che li alimentiamo, servono mani esperte.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ci siamo rivolti a veterinari, gattili e associazioni, quelli che sbandierano il loro amore per gli animali, che affiggono la loro vocazione su spillette che siano bene in vista. Ma è sabato: “ragazzi, ve la caverete, in caso ci sentiamo lunedì, in bocca al lupo”. Tutti la stessa risposta. I più gentili si sono limitati a dirci cosa fare, tutte cose alle quali eravamo arrivati da soli. C’è anche stato chi si è offerto di prenderseli per svezzarli, a patto d’essere pagato e poi, quando gli abbiamo detto che glieli stavamo portando, ci ha detto che non aveva capito che glieli portavamo subito, e che noi avevamo tutta l’aria di “volercene liberare al più presto”, lei l’avrebbe presi a partire dal lunedì. Se l’amore per gli animali diventa un lavoro, come tutti i lavori rispetta i giorni feriali.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In mezzo a questo mare di gente che si riempie la bocca di parole ma non si sporca le mani abbiamo però incontrato anche due persone gentili, davvero gentili. All’ennesima telefonata troviamo una ragazza che se li prende. Stavolta davvero. Lei non ha mai detto d’amare gli animali, né si è vantata di avere adottato un cucciolotto abbandonato, un vecchio cane con la cataratta, dei pesci, un gatto e un furetto. Bestiole di cui per telefono non ci ha parlato ma che al nostro arrivo ci sono saltate addosso. Tranne i pesci ovviamente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L’altra persona è una volontaria del soccorso animali che si era offerta di pagarci le vaccinazioni e la sterilizzazione di tutti e quattro i micini. Anche lei non ha mai detto d’amare gli animali e non sapeva gestirli nemmeno lei, ma era pronta a sostenerci almeno economicamente. Avevamo trovato anche tre famiglie adottive (e una era pronta a prendersi ben due micini).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;I gattini non ce l’hanno fatta. Il veterinario (il lunedì, ovviamente) ha detto che sono rimasti troppo tempo senza la mamma e che era impossibile salvarli. Tutta inutile la fatica della ragazza che se ne è presa cura questa notte, l’interesse di quella che ce li faceva vaccinare e il proposito di chi voleva adottarli.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Però a me una cosa l’hanno insegnata. Ho scoperto grazie a loro che &lt;span style="color:#ffff00;"&gt;la verità non è mai in quello che le persone ti dicono, ma nel modo in cui guardano le cose&lt;/span&gt;. La voce può dire ciò che non si pensa, lo sguardo fatica di più a mentire.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Qualcuno un tempo mi aveva detto che chi si riempie la bocca di tante belle parole lo fa per supplire a quello che manca nei gesti. Chi invece fa le cose ha poco tempo per parlare. Non avevo mai capito appieno questa frase, sono serviti quattro gattini a spiegarmela. Da oggi presterò meno attenzione a quello che mi si dice e molta di più ai sentimenti che traspaiono dallo sguardo.&lt;br /&gt;Nel loro ottavo (e ultimo) giorno di vita Pantera, Tigro, Macchia e Batuffolino hanno aperto gli occhi. Non solo i loro. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-8814046255541431868?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/8814046255541431868/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=8814046255541431868' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/8814046255541431868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/8814046255541431868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2010/05/in-emergenza-veritas.html' title='In emergenza veritas'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/S-g-_dg1LkI/AAAAAAAAANg/GANttCkc9F8/s72-c/micini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-2638854614297241003</id><published>2010-04-27T20:21:00.002+02:00</published><updated>2010-04-27T20:24:23.362+02:00</updated><title type='text'>Il primo giorno di lavoro? Io comincio dal secondo</title><content type='html'>Com’è andato il mio primo giorno di lavoro? Beh, giudicate voi: 24 praticanti che da te si aspettano molto, i professori che un tempo ti insegnavano e ora sono tuoi colleghi che si aspettano ancora più dei praticanti, diversi programmi informatici da imparare in poche ore, la struttura didattica da fare, i giovani da dividere in gruppi, gli orari da concordare, i laboratori da controllare, il riscaldamento di Lumsa News che continua a fare le stagioni che vuole (nota: la scuola ha chiuso mesi, hanno fatto 30 postazioni computer bellissime, aggiustato l’impianto elettrico, sistemato le porte scorrevoli, potenziato le attrezzature, ristrutturato l’aula regia, insomma FATTO MIRACOLI ma lui…lui no: l’impianto di riscaldamento ha avuto la meglio anche sulla ristrutturazione epocale!) e chi più ne ha più ne metta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff99;"&gt;Insomma, una giornata davvero pazzesca. Centinaia di cose da fare. Talmente tante che, dopo il discorso programmatico del neodirettore Seghetti ai ragazzi (in aula regia dato che al Lumsa News c’erano 40°),con gli altri docenti abbiamo deciso di rimandarle tutte a domani.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(Unico guaio: domani non le possiamo rimandare di nuovo. Il primo giorno si è trasformato in secondo e l’ansia da prestazione da primo giorno di lavoro ha deciso di accompagnarmi per altre 24 ore. Gioie e dolori della procrastinazione)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-2638854614297241003?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/2638854614297241003/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=2638854614297241003' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2638854614297241003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2638854614297241003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2010/04/il-primo-giorno-di-lavoro-io-comincio.html' title='Il primo giorno di lavoro? Io comincio dal secondo'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-5162445199402520681</id><published>2010-04-24T17:07:00.003+02:00</published><updated>2010-04-24T17:18:27.570+02:00</updated><title type='text'>Prima del ritorno. Riassunto delle puntate precedenti</title><content type='html'>Una cosa è certa: l’incostanza nel gestire il blog mi contraddistingue. Mi piace molto scrivere (ma di più leggere….forse perché ci vuole meno tempo a leggere tre pagine che a scriverle) ma ultimamente ho avuto davvero poco tempo da dedicare a questo blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O forse il tempo non l’ho trovato. A dire il vero forse non l’ho manco cercato. &lt;span style="color:#ffff99;"&gt;Non avevo il tempo di cercare il tempo per scrivere&lt;/span&gt;. Visto che ho deciso di tornare su queste pagine e non so da dove cominciare, comincio dalle puntate precedenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quel 16 di settembre segnato sull’ultimo post sono successe molte cose. Dopo quel corso di Roma ho frequentato il corso per giornalisti di Fiuggi. Una settimana intensa di lezioni in cui ho conosciuto molti altri aspiranti professionisti. Quasi tutti più grandi di me, così grandi da farmi tenerezza come dei bambini alle prese coi compiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si è in corsa costa poco fare gli ultimi cento metri della maratona ma se ci si ferma poi ripartire è davvero faticoso. Ecco, io e i ragazzi delle scuole (la minoranza) eravamo quei maratoneti freschi di studi universitari pronti a memorizzare tutto. Loro erano quelli che si erano fermati: dopo anni di lavoro rimettersi a studiare dev’essere stata proprio dura. Lo è stato per noi, figuriamoci per loro. Chi ce l’ha fatta ha tutta la mia ammirazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso in cui lo studio per l’esame non fosse bastato a riempirmi le giornate ho frequentato anche un master in Comunicazione digitale. Lato negativo: era all’Eur. Lato positivo: per compagni di banco ho avuto Pinuccia e Francesco, una a sinistra, l’altro a destra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dato che però era sempre troppo poco per me, ho ben pensato di creare un format televisivo e ho pure trovato una televisione che me lo producesse. Mesi di lavoro per un risultato a mio parere eccezionale. Lato negativo: il progetto con tutta probabilità rimarrà fine a se stesso. Lato positivo: ho conosciuto un team di lavoro a dir poco fantastico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non paga ho pensato anche di buttarmi in un progetto per avviare un’agenzia di stampa parlamentare che desse un po’ di voce ai cittadini. Qui non ci sono lati. Al momento è tutto fermo, in coma direi: servono molti più soldi e molte più strutture di quelle che potevamo immaginare all’inizio. Errore di calcolo. Siamo in cerca di una soluzione, ammesso ci sia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante lo svolgimento (a volte contemporaneo) di tutte queste attività ho tenuto quattro lezioni in due università, ho mandato qualche curricula in giro e ho fatto domande per concorsi che ancora non si sono tenuti (mi permetto una nota: secondo me i concorsi li indicono apposta quasi un anno prima delle prove, così la gente per metà si seleziona da sola…i candidati si scorderanno quando si deve presentare).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo studiando, studiando, studiando. Il mese scorso ho superato l’ultima prova dell’esame di Stato, ho ordinato il tesserino e la settimana prossima inzio un bel lavoro. Non bello nel senso comune del termine. La gente quando affianca l’aggettivo “bel” al sostantivo “lavoro” immagina un portafogli pieno. Il mio è un part-time: mezzo lavoro, mezza paga. Non fa una piega. È bello nel senso che sono certa mi piacerà da morire quello che farò: la mia vecchia scuola di giornalismo mi ha chiamato per essere la tutor dei nuovi praticanti. Tecnicamente devo dire così, ma così sembra un “lavoretto”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora ho deciso di parafrasare il contratto: &lt;span style="color:#ffff99;"&gt;il mio lavoro è formare i giornalisti di domani&lt;/span&gt;. Per ora ne ho in mano trenta. Speriamo bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il part-time, mi dovrebbe consentire anche di continuare a curare gli altri progetti (quelli in coma, per intenderci). Non sia mai si riesca a risvegliarli potrei pure un giorno ricordarmi di qualche mio studente del master. Sarebbe bello. In caso contrario… spero che siano gli studenti a ricordarsi di me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-5162445199402520681?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/5162445199402520681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=5162445199402520681' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/5162445199402520681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/5162445199402520681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2010/04/prima-del-ritorno-riassunto-delle.html' title='Prima del ritorno. Riassunto delle puntate precedenti'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-8422824298355133788</id><published>2009-09-16T14:48:00.002+02:00</published><updated>2009-09-17T15:32:20.209+02:00</updated><title type='text'>Piccoli praticanti allo sbaraglio. Cronaca della simulazione d'esame</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;Puntata 2. Il ritorno a casa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;Franco consegna per primo e (lungimirantissimamente!) decide di non approfittare del passaggio offertogli da Ilario e andarsene subito, a costo di riprendere il treno. Io, Ilario e Pego consegniamo quasi contemporaneamente e aspettiamo la Giovannetti… per un’ora: mentre noi eravamo fuori ignari di cosa accadesse nell’aula e anche un po’ spazientiti dall’attesa, la povera Giovannetti era alle prese con le bizze di windows vista che proprio non ne voleva sapere di salvare il suo elaborato. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Alla sua uscita (ultima a entrare e a uscire) siamo tutti super affamati. Nell’attesa avevamo già programmato il pranzo alla taverna, luogo privilegiato dei nostri pranzi universitari. La Giovannetti se ne esce con una richiesta innocente: “Ilario, mi porti a casa?”. Ilario risponde: “NO Giovannè, ma che sei matta, abiti a Guidonia! Noi c’abbiamo fame! Al massimo ti porto con noi a pranzo in zona università!”. La Giovannetti accomoda la richiesta sfoderando gli occhioni degni del gatto con gli stivali del film Shrek: “vabbè, dai, almeno lasciami a una fermata della metro, così torno a casa con quella!”. Il trattato giunge a un accordo e ci incamminiamo verso la macchina.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; I volti distesi di chi si è appena tolto un peso e si dirige verso un bel pranzetto ci rendono molto più umani della mattina al nostro arrivo. Rincontriamo gli atleti: sono stanchi e sudati, presumo anche non proprio profumati di fresco pulito. Trovo la risposta alla domanda della mattina: perché non ho fatto l’atleta? Perché la penna è meno pesante del giavellotto.&lt;br /&gt;Saliamo in macchina. Donne dietro uomini davanti. La cavalleria è morta. Si parte. Senza navigatore. Lo scopo del gioco è orientarsi a Roma. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Dopo due metri siamo già fermi a un semaforo e un dubbio esistenziale ci attanaglia: dritto, destra o sinistra? Ilario fa cenno all’auto accanto: “Scusi, per andare tipo a Flaminio dove vado?”. Sinistra. Ok. Misteriosamente finiamo nella corsia preferenziale degli autobus. Per la prima volta. Il percorso è obbligato dai muretti ai nostri lati e quando usciamo da quella prigione per auto non abbiamo la più pallida idea di dove siamo. Gira che ti rigira, dopo varie peripezie che ci portano a occupare altre due volte le corsie riservate agli autobus sbuchiamo misteriosamente a Flaminio. Siamo nella corsia di centro. Ilario è nel panico: mette la freccia a destra ma le macchine non lo fanno immettere. Ok, riproviamo a sinistra, da qualche parte dovrà pur accostare! Niente, situazione analoga. Trascinati dalla fiumana del traffico romano delle due di pomeriggio ci ritroviamo al muro torto. Impossibilitati dal guard rail arrugginito a fare inversione di marcia (Ilario era determinato a riprovare a fermarsi a Flaminio), andiamo dove ci porta il muro. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Tramite un percorso che non ho capito e quindi non posso spiegarvi sbuchiamo (di nuovo misteriosamente) alla Biblioteca Nazionale. Ilario, dopo aver inveito contro un automobilista che, a sua detta, “lo stava speronando”, si ferma in mezzo strada e invita la Giovannetti a scendere: “Giovannè, facciamo che Castro Pretorio va bene uguale, pigliala qua la metro”. “Sì sì, per me è pure meglio, questa è la linea B, così non devo fare il cambio!”. Presa dalla gioia d’essere riusciti finalmente a fermarci la Giovannetti apre incautamente la portiera, salvandola all’ultimo secondo prima che un autobus se la portasse via. Il ciuffo di Ilario, se possibile, si è fatto ancora più alto: “Giovanèèèè!!!!!”. La poverina ci riprova. Due volte. Poi cede al mio invito di scendere dal mio lato. La portiera posteriore sinistra sentitamente ringrazia.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;Siamo rimasti in tre. Da Castro Pretorio all’università è semplice: basta andare a Termini e costeggiare Via Nazionale, ce la possiamo fare. Ce la POTREMMO fare. Se non fosse che quelle maledette corsie preferenziali degli autobus continuano a perseguitarci: siamo di nuovo in trappola.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Ad un certo punto mi sorge un dubbio: “Ilario, ma che è questa luce blu che appare e scompare?”. “Monia – mi ha risposto Ilario come fosse la cosa più normale del mondo – è l’autobus dei pompieri a cui stiamo intralciando il passaggio!”. Ovviamente niente via nazionale. La corsia preferenziale decide che dobbiamo girare. Quando riusciamo a uscirne siamo di nuovo in posto all’apparenza sconosciuto. Ilario continua a ripetere: “tutta colpa della Giovannetti” come fosse una tiritera mistica in grado di tirarci fuori dalla situazione. Io sono troppo occupata a ridere per fare qualsiasi cosa, e Pego continua a suggerire vie sbagliate: “Ilario, secondo me se giri di qui dovremmo scendere e avvicinarci al Lungo Tevere”… sentiamo il Consiglio del Pego. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Mi viene un altro dubbio: “Ilario, secondo te è normale che siamo immersi nel verde a Roma e abbiamo intorno solo autobus e macchine bianche?”. Ilario, sempre come se fosse la cosa più normale del mondo: “Monia, le macchine bianche sono taxi, e stiamo nella Ztl di Villa Borghese!”. Ormai rassegnato all’idea della gita obbligata Ilario rallenta sentenziando filosoficamente: “Almeno godiamoci il panorama! Guarda che bello quello, ma secondo voi è lo zoo o il giardino botanico?”. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Riusciamo a Flaminio: “Oh, Ilario, hai visto che alla fine ce l’abbiamo fatta a rigirarci e arrivare a Flaminio? Certo, c’abbiamo messo un po’, ma le soddisfazioni son soddisfazioni!”. Ilario: “Eh, ma mò dove andiamo? Siamo in balia della corsia preferenziale!”. Riusciamo a uscirne commettendo un’infrazione da 60 punti sulla patente e inizio io a indicare la strada. Imbocchiamo il Lungo Tevere e dopo due giri intorno a Lepanto (ebbene sì, eravamo ricaduti per l’ennesima volta nella corsia degli autobus) riusciamo ad avvicinarci a Castel Sant’Angelo. Ilario continua a dire che non capisce esattamente dove siamo adducendo come giustificazione il fatto che “il Tevere ha troppe anse e non si capisce mai se sei da un lato o dall’altro”, ma alla fine si ritrova e riusciamo a parcheggiare proprio davanti la Lumsa. Ovviamente dopo dieci manovre (presumo sia riuscito a infilare l’auto in un posto lasciato da una smart).&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Scendiamo esausti. Il pranzo alla taverna sfumato: ha chiuso. Ilario va a cercare il tagliando per pagare il parcheggio. Il Pego baccaglia con un automobilista che non lo vuole vedere sul marciapiede e lo incita ad attraversare prima che il semaforo ridiventi rosso. Il mondo è un delirio. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;Decidiamo d’andare in una pizzeria al taglio. Ovviamente mentre camminiamo ci prende un bel diluvio, che smette appena entriamo nel locale. Mangiamo stanchi morti. Io decido d’andare a casa a riposarmi, il Pego dice che farà lo stesso. Chiediamo a Ilario: "Ilario, tu che fai?",  “Eh, mi fermo ancora un po’, ho pagato il parcheggio per 8 ore lo voglio sfruttare appieno!”. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-8422824298355133788?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/8422824298355133788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=8422824298355133788' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/8422824298355133788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/8422824298355133788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/09/piccoli-praticanti-allo-sbaraglio_16.html' title='Piccoli praticanti allo sbaraglio. Cronaca della simulazione d&apos;esame'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-3397881411798973229</id><published>2009-09-16T14:44:00.001+02:00</published><updated>2009-09-16T14:56:31.674+02:00</updated><title type='text'>Piccoli praticanti allo sbaraglio. Cronaca della simulazione d'esame</title><content type='html'>&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:/DOCUME%7E1/studente/IMPOST%7E1/Temp/msoclip1/01/clip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:donotoptimizeforbrowser/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt;&lt;/style&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:/DOCUME%7E1/studente/IMPOST%7E1/Temp/msoclip1/01/clip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:donotoptimizeforbrowser/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Puntata 1. La mattinata della prova&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;L’Ordine dei giornalisti, consapevole dell’ignoranza che serpeggia tra le file di praticanti che chiedono d’essere ammessi alla casta (mi viene il dubbio che leggano il mio blog…), in preparazione all’esame organizza dei corsi mirati, uno a Roma e l’altro a Fiuggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi è iniziato il corso di Roma. Praticanti di Lumsa News partecipanti all’iniziativa: Franco, la Giovannetti, Ilario, il Pego e me medesima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’appuntamento per me Franco, e Pego è all’alba: ore 7.30 stazione Flaminio, destinazione Acqua Acetosa, dove si tiene il corso. In treno si parla delle possibili tracce. Ovviamente alla simulazione d’esame prevista per la giornata di oggi scopriremmo di non averne azzeccata manco una. Che abbiano tenuto le migliori per l’esame reale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presi dalla lettura di quotidiani che anziché colmare le lacune ci fanno sorgere altri dubbi (alcuni di tipo esistenziale) scendiamo all’Acqua Acetosa. &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;Usciti dalla stazione davanti a noi si aprono lande desolate. Albeggia. &lt;/span&gt;Se non fosse per l’esame che incombe avrebbe potuto essere addirittura poetico. Dove si va? L’unica cosa che si scorge nel nulla è una fermata autobus segnalata da un piccolo cartello in cui non compaiono nemmeno i numeri degli autobus che lì si dovrebbero fermare. &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;È la nostra oasi di salvezza: l’unico punto in cui sono raggruppate poche paia di esseri viventi.&lt;/span&gt; Ci avviciniamo con l’intenzione di chiedere informazioni (in fondo chiedere informazioni ad altri è esattamente il mestiere del giornalista!). Mano mano che la luce dell’alba si fa più forte e la distanza che ci divide da quelle persone più breve notiamo un dettaglio: sono tutti stranieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capacità di un bravo giornalista è l’intuizione e la prima ce l’ha il Pego: “Ragazzi, torniamo alla stazione, ci sarà pure un bar a cui chiedere!”. Infondo ci sono sempre bar nelle stazioni. Ma ovviamente ci sono anche le eccezioni alle regole: la stazione Acqua Acetosa è quell’eccezione. Altra intuizione: in una stazione che ferma nel deserto, chi mai sarebbe andato al bar? Anche ammesso che l’avessero costruito in tempi lontani, la struttura è sicuramente fallita per mancanza di clienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda intuizione spetta a Franco: “e se fossimo nel posto sbagliato?”. Al comparire del dubbio si materializza anche un signore. Il nostro profeta rende effettiva la nostra preoccupazione: abbiamo sbagliato fermata! &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;Per fortuna che avevamo calcolato gli imprevisti: &lt;/span&gt;siamo ancora in tempo per prendere il treno successivo per scendere stavolta nella stazione giusta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo pochi minuti siamo a destinazione. Più o meno. Siamo a più di mezzo chilometro dalla sede del Coni dove si tiene il corso, ma l’incontro fortuito con dei metalmeccanici che ci confermano che stavolta siamo nel posto giusto ci rassicura e ci dà forza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivati al Coni un dubbio mi assale (e credo abbia assalito pure gli altri ma nessuno ha detto niente): perché non ho fatto la pallavolista, la calciatrice, la tuffatrice o qualsiasi altro mestiere inerente lo sport? Chi è lì per il corso dell’ordine si riconosce subito: i praticanti sono già stanchi dopo mezzo chilometro a piedi in cui hanno dovuto portarsi il computer portatile necessario alla prova, hanno i volti contratti dalla preoccupazione, coloriti tendenti al grigio e fisici non proprio longilinei. Al loro fianco vedono sfilare ragazzi e ragazze pimpanti, dai volti sorridenti, in comodissime tute colorate e con fisici scolpiti. Insomma, più belli. Per strada mi consolo cercando di convincermi d’essere almeno più acculturata. Nonostante riesca nell’iniziativa la prova d’esamedi lì a mezz’ora mi dimostrerà quanto ho ancora da imparare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, per la legge matematica secondo cui il doppio errore potrebbe annullarsi, nonostante avessimo sbagliato fermata, siamo arrivati in anticipo: &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;avevamo sbagliato anche a calcolare il margine di anticipo, cosa che ci ha offerto una ricca colazione al bar del Coni&lt;/span&gt;. Ilario, arrivato in macchina perché in questi giorni si sta ritrasferendo a Roma, e arrivato ancor più in anticipo di noi, aveva già scelto il posto. Io, Franco e Pego ci sistemiamo accanto a lui. L’unione fa la forza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultima ad arrivare una signorina bionda dall’aria svagata che cerca spaurita un posto tra i banchi rimasti. La bellezza attira gli sguardi dei ragazzi che la guardano molto incuriositi. La guardo meglio anch’io: è la Giovanetti! Parte Ilario: “Giovannè, Giovannè, vieni qua, siediti con noi!”, parte la fila di “Ciao”, “come stai”, “quanto tempo”, “che hai fatto questa estate” ecc. ecc. che in pochi secondi trasforma&lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt; il nostro angolo in un gallinaio di tutto rispetto&lt;/span&gt;. Gli altri (nessuno proveniente dalle scuole, presumo) ci fissano, non saprei dire se infastiditi dal nostro chiacchiericcio o leggermente gelosi della nostra situazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La squadra è al completo, la formazione pure: in campo il 3 + 2. Davanti il Pego, Ilario e la Giovanetti, dietro io e Franco. &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;La squadra promette bene: i quiz sono il frutto dell’operato collettivo. Errori compresi.&lt;/span&gt; Il brusio prodotto da noi si ferma solo al momento della sintesi (lì ce la caviamo bene anche da soli), ma riprende a singhiozzo durante l’analisi. Ognuno ha scelto un argomento diverso ma non sembra in grado di svolgere al meglio il proprio compito senza l’aiuto degli altri per qualche dato che sfugge sempre al momento di scrivere. &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;Così ogni piccolo dubbio di ciascuno è destinato a trasformarsi in una riunione di condominio in cui a votazione si decide&lt;/span&gt;, se la data del determinato evento è proprio quella, quale sia il numero di morti causato dall’influenza o se quella determinata frase suoni meglio di un’altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;(to be continued)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-3397881411798973229?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/3397881411798973229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=3397881411798973229' title='64 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3397881411798973229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3397881411798973229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/09/piccoli-praticanti-allo-sbaraglio.html' title='Piccoli praticanti allo sbaraglio. Cronaca della simulazione d&apos;esame'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>64</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-6969689347320389003</id><published>2009-09-07T12:25:00.005+02:00</published><updated>2009-09-07T12:43:58.362+02:00</updated><title type='text'>Jean Valjean e Monsignor Myriel, lezione da Vistor Hugo...cartonizzato!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;Non mi sono messa a vedere i cartoni animati, semplicemente non ho trovato di meglio. Cercavo questa pagina de &lt;span style="color: rgb(255, 153, 102);"&gt;"I miserabili" &lt;/span&gt;di Victor Hugo in forma scritta ma non l'ho trovata. Ho ripiegato quindi su Youtube alla ricerca del film con Gerard Depardieu, ma neanche lì ho trovato la scena... alla fine mi sono dovuta "accontentare" di questo cartone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cercavo appositamente questa scena per il mio amico &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;Alberto&lt;/span&gt; che credo coglierà nei primi quattro minuti di questo video il senso di cosa voglio dirgli. Ovviamente il mio blog non è per messaggi personali, se ho deciso di pubblicare questo spezzone è perchè credo che sia una lezione per ciascuno di noi... ho sempre creduto che la pagina de "I Miserabili" che racconta questa breve vicenda di Jean Valjean fosse una lezione di vita per tutti, oggi mi è stata data l'occasione di riproporla. &lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;4 minuti, solo 4 minuti per avere un bel messaggio&lt;/span&gt;. Ahimè, da un cartone, ma di meglio proprio non ho potuto fare. Spero vogliate apprezzare il tentativo.&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8mVT3Lb5qog&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/8mVT3Lb5qog&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-6969689347320389003?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/6969689347320389003/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=6969689347320389003' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/6969689347320389003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/6969689347320389003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/09/blog-post.html' title='Jean Valjean e Monsignor Myriel, lezione da Vistor Hugo...cartonizzato!'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-9181693289180487303</id><published>2009-09-05T11:43:00.003+02:00</published><updated>2009-09-05T12:02:07.975+02:00</updated><title type='text'>Preparazione esame di stato</title><content type='html'>Il rientro al Lumsa News quest'anno è stato meno traumatico del solito: i vari praticanti stanno rientrando a scaglioni, i primi giorni siamo stati in pochi e il lavoro non ha avuto i soliti ritmi frenetici (che si presume riprenderanno già da lunedì prossimo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo ci ha dato modo e tempo di pensare all'esame di stato che incombe ma non troppo (per la cronaca: avremmo dovuto avere gli scritti a ottobre, ma per un problema burocratico siamo stati spostati alla sessione successiva....a data da destinarsi!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le idee stramapalate che ci sono venute in mente, c'è stata quella di provare a fare i test a risposta breve degli esami degli anni passati. Diciamo che in sette, ognuno dicendo la sua, siamo riusciti a risolvere quesiti quali "Quali sono i paesi che partecipano al G8" e "Quorum e Referendum".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il quesito che ci ha fatto più discutere è stato: "Differenza tra navetta e navicella". Dopo un'oretta di accapigliamenti vari su leggi fisiche e aerospaziali che ognuno di noi andava a cercare nei meandri liceali del cervello, abbiamo deciso che la risposta data da Giulia era quella esatta: &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;la navetta è quella che all'aereoporto porta i passegeri fino all'aereo, la navicella è quella spaziale&lt;/span&gt;... alle volte chiamata impropriamente navetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa era la nostra disposta definitiva, l'abbiamo accesa e abbiamo controllato la soluzione. Immaginate la soddisfazione generale nel leggere quanto segue:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;Si definisce navetta il passaggio di un progetto di legge reiterato da una Camera all'altra che può avvalersi di una procedura semplificata. Si chiama invece navicella, l'annuario del parlamento italiano&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mai come ora verrebbe da chiedersi: riusciranno i nostri eroi a farla franca?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-9181693289180487303?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/9181693289180487303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=9181693289180487303' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/9181693289180487303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/9181693289180487303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/09/preparazione-esame-di-stato.html' title='Preparazione esame di stato'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-4766695750060150262</id><published>2009-08-22T12:04:00.000+02:00</published><updated>2009-08-22T12:05:35.004+02:00</updated><title type='text'>Tutti mi chiedono che fine io abbia fatto...</title><content type='html'>Lavoro, lavoro, lavoro. Dall’ultimo post non ho fatto altro che lavorare. A ritmi spesso estenuanti. Il mio attuale lavoro consiste nel correre da un capo all’altro della città, essere pronta a lunghe attese sotto il sole cocente, raccogliere dichiarazioni, intervistare qualche personaggio, montare il pezzo, il tutto (ovviamente) senza vedere una lira. Sto facendo uno stage a Radio Monte Carlo.&lt;br /&gt;Anche se descritta così la faccenda sembra terribile, a me piace. Ha un suo fascino correre tutto il giorno appresso al politico di turno (spesso più di uno alla volta), fargli le poste in base alla sua agenda e strappargli alla fine una dichiarazione da montare, se possibile, per il giornale delle sei. Quando ci si riesce (fortunatamente spesso) è una vera soddisfazione per me.&lt;br /&gt;Certo, è stancante e certamente l’estate non è il periodo migliore per questo tipo di lavoro, ma… sto imparando molto. Ho voluto la bicicletta e adesso pedalo. Non solo, da quando faccio questo stage ho imparato ad apprezzare molto di più il giornale radio: una volta che vivi sulla tua pelle quante ore di lavoro si nascondono dietro a quei due-tre minuti, per una questione che sfiora il rispetto dei diritti umani , non li ascolti più distrattamente, ma gli dedichi tutta l’attenzione che meritano.&lt;br /&gt;Politica, proteste in giro per Roma, e situazione dell’esodo estivo sono stati per ora gli argomenti che più spesso mi sono toccati in sorte. Ho letto qualche notizia al microfono e sto imparando a regolare la mia voce. Insomma, tutto bello quanto frenetico.&lt;br /&gt;Tutto Luglio e metà Agosto ho lavorato tantissimo (anche 12-13 ore al giorno), adesso c’è meno da fare: sono tutti in ferie e gli eventi sono ridottissimi. Non credevo che l’avrei detto ma un po’ la cosa mi dispiace: mi piacevano le attese coi colleghi fuori da Palazzo Chigi, Monte Citorio, Palazzo Grazioli e chi più ne ha più ne metta. Si fanno un sacco di amicizie e si capisce meglio il mestiere. Nei loro racconti tanti insegnamenti. Il principale sta nel fatto che tutti si lamentano del mestiere che fanno, ma nessuno ha smesso di fare il giornalista. Io esattamente non lo so dove voglio arrivare, ma questo stage e il contatto coi colleghi m’ha aiutato a capire che fare il giornalista mi ci può portare, è un passo verso la meta.&lt;br /&gt;Ultima cosa: sto leggendo molto, specie la sera. Ho iniziato per necessità: tornata dall’America ho trovato (tra le altre cose) il sistema televisivo cambiato e, per pigrizia, non ho mai trovato il tempo di comprare un decoder. Così una sera ho ripescato dalla libreria un vecchio libro e ho ripreso un’abitudine che durante l’università era diminuita a poco a poco di intensità: leggere. Non ho mai smesso, ma…vuoi mettere 12 libri l’anno contro i 6 letti solo nell’ultimo mese e mezzo? Da quel giorno vado spesso (troppo) in libreria e…il tempo di comprare il decoder ancora non lo trovo, ma quello di passare a comprare dei libri sempre.&lt;br /&gt;Tutto qui. Non ho null’altro da dire per ora. Col poco tempo libero a mia disposizione ho tentato di esaudire le molteplici richieste di chi voleva un nuovo post nel mio blog e, a causa dello stesso poco tempo, ho anche esaudito chi si lamentava sempre per la lunghezza dei miei racconti.&lt;br /&gt;Tutto questo in attesa che torni l’ispirazione e io possa dedicarmi a post migliori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-4766695750060150262?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/4766695750060150262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=4766695750060150262' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/4766695750060150262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/4766695750060150262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/08/tutti-mi-chiedono-che-fine-io-abbia.html' title='Tutti mi chiedono che fine io abbia fatto...'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-7024770759921121027</id><published>2009-07-01T17:23:00.001+02:00</published><updated>2009-07-18T14:15:04.206+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, puntata venticinque. Bilancio finale di un'avventura fantastica</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Questo post chiude (o dovrebbe chiudere) l’avventura americana. Conterrà un bilancio fatto di sentimenti e riflessioni iniziate nel momento in cui, mentre alcune delle persone a cui sono più affezionata danzavano la chiuahua dance per salutarmi, il super shuttle mi portava via da quella che negli ultimi due mesi e mezzo è stata casa mia, fino al momento in cui ho rimesso piede a terra in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizialmente quando Francesco mi chiamava o mi mandava un messaggio verso le 6 del pomeriggio per sapere dove fossi rispondevo “Sto andando a Ish”. Questo è successo fino a pochi giorni fa quando mi sono sorpresa a scrivere in un messaggio che rispondeva alla solita domanda con una nuova risposta: “Sto andando a casa”. Non so quanto c’abbia messo la casa internazionale dello studente a diventare casa mia, ma lo è stata. Io quel posto lo considero casa mia. Una delle tre che ho avuto. Io di “house” nella vita ne ho cambiate sei, ma solo la metà sono state “home”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando ho scoperto che i miei vogliono vendere casa. Una delle tre “home”. Non posso lasciarli un attimo da soli che fanno danni. Anche se a dire il vero in pochi mesi ne ho trovate di cose cambiate. Qualcuno ha trovato finalmente lo stage che cercava, tre coppie storiche della mia comitiva sono scoppiate,  due persone hanno lasciato la scuola di giornalismo, mio fratello ora ha i capelli lisci e Francesco è molto più bello di prima. E in tutti i cambiamenti inserirei il fatto che sono cambiata pure io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, relativamente alla penultima questione, non posso dire d’esserne certa. Non metterei la mano sul fuoco che Francesco sia davvero più bello di prima perché i miei occhi vedono tutto più bello dopo questa esperienza. &lt;span style="color: rgb(255, 153, 102);"&gt;Se c’è una cosa che gli ultimi mesi mi hanno lasciato, è un nuovo punto di vista. Visto da qui il mondo è meraviglioso.&lt;/span&gt; E non lo dico sulla scia di un sentimento di felicità passeggera causatomi dal post-rientro: lo dico con cognizione di causa. Adesso so che anche il dolore presente in futuro potrebbe sembrarci meraviglioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È per questo motivo che ho iniziato a compiere ogni azione come fosse l’ultima: arrivare completamente soli in un posto dove sorprendentemente la gente ti accoglie a braccia aperte, non ti fa mai sentire l’ultimo arrivato e si prende cura di te fin dal primo momento, non è solo sorprendente, ma ti cambia la vita, e te la cambia nella misura in cui sai che quelle persone non hanno secondi fini: per loro non puoi fare nulla per ricambiare, come te sono li per un periodo più o meno lungo destinati ad andarsene, pronti a non rivedersi più. Puoi solo comportarti con altri come loro si sono comportati con te, sperando che gli altri facciano altrettanto innescando un positivo meccanismo a catena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se io tornassi tra un anno non troverei una sola delle persone che ho conosciuto. Ma adesso in qualsiasi parte del mondo decidessi di andare so che ho un amico su cui poter contare. In ogni angolo. Un bel guadagno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra tristissimo aver voglia di instaurare dei rapporti così profondi quando si sa che sono destinati a finire, e per di più a finire nel giro di poco. Io infatti avevo fatto il proposito di non affezionarmi a nessuno. Poi siccome il mio povero cervello viene sempre sopraffatto dall’anarchia imperante nel mio cuore, ho finito per affezionarmi a tutti. Ad alcuni anche troppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stato questo il momento in cui ho imparato che non era triste investire in rapporti che si sa a priori essere destinati a finire, per la paura che potesse farmi soffrire il distacco. Primo perché so che con alcune persone uno pseudo-rapporto si può mantenere, secondo perché anche se non avessi avuto la possibilità elencata nel primo punto, avrei perso l’occasione di prendere tutto ciò (tanto, tantissimo) che le persone mi hanno dato in questi due mesi e mezzo, terzo perché non ha senso aver paura di soffrire. L’ho capito ieri sull’aereo: se si soffre è perché si è vissuto, ci si è affezionati, si ci è divertiti, si hanno condiviso cose, si è dato tanto e ricevuto molto di più. Chi non soffre probabilmente non ha mai provato la felicità… e, come diceva Voltaire, “cento anni di sofferenza valgono un minuto di felicità”. Io ieri ho avuto il mio minuto di felicità (ma questo ve lo racconto dopo sennò perdiamo il filo) e posso dire che Voltaire aveva ragione. Chi non è d’accordo non ha mai stato felice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi due mesi ho sperimentato uno dei misteri della vita. Cercare di non affezionarsi alle persone equivale a non vivere: non si può non gioire degli altri per la consapevolezza che un giorno moriranno.&lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt; Ci si può semplicemente augurare che quel giorno arrivi il più tardi possibile e comportarsi come se arrivasse domani&lt;/span&gt;: senza tenerci niente e dando tutto il possibile a chi abbiamo accanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So che sembra strano, ma è così. È come quando mi si è rotto l’ombrello davanti la Casa Bianca. Sono tornata a casa che gocciolavo. Non ricordo chi ci fosse al front desk ad aprirmi la porta quando sono arrivata, ma ricordo esattamente l’espressione che aveva: tratteneva a stento il sorriso. Sembravo appena uscita dalla doccia,  quando in realtà in doccia ci stavo entrando. È stato lì sotto che ho realizzato quanto m’era piaciuta la sensazione dell’acqua sul viso, che ho ringraziato i cinesi per aver costruito un ombrello tanto scadente da essersi rotto alla prima folata di vento, e che ho commiserato tutti quelli che per strada camminavano sotto i loro ombrelli e mi guardavano storto senza sapere che si stavano perdendo: si stavano deliberatamente riparando da una delle sensazioni più belle del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, alle volte la gente una specie di ombrello per le emozioni. Io a Washington ho capito che bagnarsi è piacevole. E poco importa se arriva il momento fastidioso di doversi levare di dosso i vestiti umidicci che si appiccicano alla pelle…se succede è perché prima si è goduto d’ogni singola goccia che t’ha accarezzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesso facciamo le cose senza sapere che cosa ci perdiamo. Quando siamo piccoli ci insegnano a proteggerci. Dalla pioggia con l’ombrello, dalla sofferenza con… non lo so con cosa, so solo che ci insegnano a rifuggirla in ogni modo e maniera. Tutti crescono ma pochi diventano grandi: si diventa grandi nel momento in cui si esce da quello che crediamo essere una scelta e invece è solo un meccanismo incondizionato che c’è stato inculcato per quello che si credeva essere il nostro bene. Ma il nostro bene lo sappiamo solo noi e per scoprire quale sia le cose le dobbiamo provare. A cominciare dal chiudere gli ombrelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È vero che non sappiamo il valore di ciò che abbiamo finchè non lo perdiamo, ma è altrettanto vero che non sappiamo cosa ci è mancato prima che arrivi. Lasciamo che la pioggia ci cada addosso. È per questo che gli ombrelli li dovrebbero vietare per legge. Ish mi ha insegnato che ci vuole un minuto per incontrare qualcuno, qualche ora per piacergli, giorni per affezionarsi ma ci potrebbe volere una vita per dimenticarlo. &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;È per questo che se anche si perdono di vista gli amici,  si dovrebbe essere grati loro per tutta la vita per i ricordi che ci hanno regalato e che ci accompagneranno per sempre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grati per sempre perché so che anche se domani potrei non ricordarmi più il colore degli occhi di qualcuno, lo sguardo che ci siamo scambiati una sera non lo dimenticherò. Potrò scordarmi qualche nome, ma difficilmente i sorrisi e le lacrime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la più grande lezione me l’ha data Kungfu Panda. L’avevo già viso in Italia prima di partire ma è stato a Washington che una frase contenuta nel film visto tutti insieme nel sottoscala mi ha colpito. Non saprei dire se la cosa sia dipesa da una  sfumatura differente nella traduzione o dal fatto che la seconda volta ho guardato il film  col nuovo punto di vista che l’esperienza americana m’ha regalato, ma so per certo che quando ero in Italia la frase mi colpì, quando ero a Washington la capii appieno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 102);"&gt;Yesterday is history, tomorrow is a mystery, but today is a gift, that’s why we call it “present”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piace il presente nella sua sfuggente profondità di un momento che è già passato dall’istante in cui ho iniziato a scrivere questa frase delirante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ultimo insegnamento l’America me lo ha lasciato quando ero già in Italia. All’aeroporto ad aspettarmi c’era Francesco. (Questo è il momento di felicità cui accennavo prima). Non credo che ci siano abbastanza parole in una lingua per descrivere ciò che ho provato. In un istante sono spariti tutti, il silenzio era rotto solo dal rumore del suo sorriso. Un abbraccio fatto d’un attimo d’eterno, le campane nella testa e le farfalle nello stomaco…ho provato tutte le sensazioni dello scibile umano nello stesso momento. Non so esattamente quanto tempo dopo aver toccato il cielo con un dito sono riatterrata sul pianete terra, so solo che quando è successo ero imbraccio a Francesco che mi teneva senza alcuna fatica nonostante i miei 4 Kg in più, e non mi ricordavo assolutamente quando m’ero messa in quella posizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stato nel suo bacio che ho capito che nella vita non ci si deve sforzare di evitare le cose che possono farci soffrire (come andare dall’altro capo del mondo lasciando tutto qui alla partenza e parte lì al ritorno) perché &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;alla fine di tutto nessuno si ricorda quanti o quali respiri  abbia fatto durante la sua vita. Tutto ciò che conta davvero sono i momenti che il fiato te lo hanno tolto. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-7024770759921121027?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/7024770759921121027/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=7024770759921121027' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7024770759921121027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7024770759921121027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/07/washington-dc-puntata-venticinque.html' title='Washington Dc, puntata venticinque. Bilancio finale di un&apos;avventura fantastica'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-2486172556021798732</id><published>2009-07-01T16:57:00.005+02:00</published><updated>2009-07-08T17:13:28.525+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, puntata ventiquattro. La riconsegna del telefono aziendale</title><content type='html'>&lt;div&gt;"Io devo essere grato a Pietro Pacciani e Osama Bin Laden che hanno sfamato la mia famiglia", cosi' Marco ha riassunto in 13 parole il suo lavoro di anni all'Ansa. Casa sua e' bellissima ma (come mi ha fatto notare lui quando gli ho detto che mi piaceva tanto) e' sua solo per altri tre giorni. Siamo andati da Marco qualche giorno fa per una cena dei saluti: dopo anni negli Usa torna in Italia con la famiglia, una bellissima famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo giorno di stage all'Ansa mi fecero sentire subito a casa. Mi diedero le chiavi dell'ufficio, un telefono funzionante (il mio italiano ovviamente non funziona), un buonissimo caffe' e ci fu pure la pizza "per festeggiare Marco che e' appena tornatao dalla malattia", come si giustificarono loro. Io sono arrivata con Marco e con Marco me ne vado, col doppio risultato che l'emozione dell'arrivo e quella del distacco le sto vivendo piu' intensamente d'un normale stagista (e' un conto andarsene dopo tre mesi, altro dopo 9 anni... ma festeggiare un addio dopo tre mesi con un redattore che se ne va dopo 9 anni sicuramente intensifica l'effetto!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;Cristiano&lt;/span&gt;, da bravo capo, quel primo giorno ci tenne subito a precisare: "Non ti ci abituare eh, da domani si lavora!". E in effetti abbiamo lavorato tanto in questi mesi ma per quanto riguarda il non abituarsi alle feste era decisamente una bugia...e pure mal raccontata. Ma Cristiano e' un bravo giornalista e i bravi giornalisti le bugie proprio non le sanno raccontare.La tradizione della pizza e' stata molto frequente: ogni scusa era buona..dai compleanni all'arrivo dei nuovi colleghi, dal festeggiare l'ecografia di Elisa al salutare Silvio Berlusconi che per due giorni che e' stato in America c'ha fatto impazzire. Ogni scusa era buona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parentesi Silvio: quell'uomo ha un effetto "lettino solare". Appena eletto Obama disse che "il nuovo presidente americano era abbronzato", prima di venire al primo incontro ufficiale con Barack se ne e' andato qualche giorno in Sardegna per poter poi dire (un secondo prima di salire sull'aereo): "cosi' arrivo da Obama bello abbronzato pure io" e poi, sapete che vi dico? Che in due giorni che ho dovuto fargli le poste per tutta Washington mi sono abbronzata pure io!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finita la parentesi. In questi mesi ho imparato molto. Innanzitutto che i pezzi d'agenzia non si aprono con le virgolette. Secondo poi che i lead fantasiosi non si fanno. Terzo in questione che "l'effetto sorpresa", come lo chiamo io, non si usa nelle agenzie...le cose vanno dette tutte nelle prime tre righe, niente suspence. Ho imparato che bisogna essere pazienti, che se ti richiamano per qualcosa e' per farti fare meglio la volta dopo, che se si complimentano e' perche' la volta dopo hai fatto meglio. O forse perche' il richiamo non ha funzionato e quindi si cambia strategia e si prova con l'incoraggiamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La redazione dell'Ansa di Washington e' proprio un bel posto ma, come credo d'aver gia' scritto da qualche parte in questo blog, i posti non sono belli di per se', sono belli per chi ci sta, per chi ci abbiamo incontrato.Non so per quanto lo sara' ancora. Rimangono solo Luciano e Maria. &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;Marcelo &lt;/span&gt;se n'e' andato (in completo silenzio) qualche giorno fa, Marco se n'e' andato oggi con me, Luca (lo stagista) se ne va tra dieci giorni, Cristiano e' in attesa di trasferimento, e Elisa prima avra' la maternita' perche' aspetta una bimba poi... poi si aspetta che trasferiscano il marito (che e' un militare) chissa' dove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto e' arrivato &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;Marcello&lt;/span&gt; dall'Italia. Lui non e' semplicemnte italiano, e' proprio romano. Lo conosco da pochi giorni ma promette bene: nelle pause non si puo' desiderare collega migliore, ha sempre un aneddoto, una storia o una barzelletta da raccontarti. Non so chi saranno i suoi nuovi colleghi, ma si divertiranno un sacco. Oggi salutare tutte queste persone e' stata dura. Siccome mi dispiaceva andarmene sono rimasta il piu' a lungo possibile, cosi' non ho dovuto salutare nessuno e ho lasciato che fossero loro a salutare me, ad uno ad uno mentre uscivano in orari differenti. Era un disperato tentativo di premere la funzione "Snooze" sull'orologio della vita, come quando la mattina la sveglia suona e tu le dici "ancora cinque minuuuti".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;Maria&lt;/span&gt; l'ho salutata ieri dopo la festa di Marco. Oggi aveva il giorno libero. Lei e' d'oro. Sul serio, fa cose che non gli competono e le fa meglio che se la pagassero per farle. Dal primo giorno non so i favori che mi ha fatto. Non si e' mai arrabbiata tutte le volte che ho distrutto il computer o che le ho chiesto consigli su cosa comprare e dove quando avevo delle cene o affini. Credo si sia occupata di me come spera che qualcuno si occupi del figlio. Lui ha la mia eta', ma e' un marines (al momento in Afghanistan) che  viene sempre mandato nei posti dove c'e' piu' da sacrificarsi. Ieri Maria mi ha detto che una volta sono stati mesi senza acqua nel caldo torrido del deserto e quando e' tornato era pieno di piaghe. Ho deciso di smettere di lamentarmi per tutte le volte che l'acqua fredda dalla doccia esce bollente e quella calda ghiacciata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda a salutarmi e' stata &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;Elisa&lt;/span&gt;. Lei si occupa della contabilita' per l"Ansa. Quando e' andata via mi ha lasciato pure un regalo. Una bella borsa da spiaggia. Lei si e' trasferita qui per seguire il marito...ed e' pronta in ogni momento a rispostarsi (e quando si parla di spostarsi si intende proprio un altro paese o continente!). Una volta mi disse: "speriamo non ci spostino ora..un trasloco a pochi giorni dal parto..." e io ero intervenuta: "non che con un neonato e una bimba di tre anni sia piu' facile..sai quanta roba!", e lei come nulla fosse: "no, perche' tanto la roba me la impacchettano quelli del servizio traslochi e i bambini si abituano subito, che ci vuole!". Per lei il problema era solo il non poter volare. Elisa e' la dimostrazione della potenza dell'amore che si vede nelle cose semplici: l'amore si vede in un trasloco intercontinentale con due bimbe in tenera eta'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi e' stato il turno di &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;Luciano&lt;/span&gt;. Luciano e' mitico. All'inizio mi correggeva i pezzi (o meglio, me li riscriveva proprio) e poi concludeva: "perfetto, ottimo lavoro, adesso va bene, sei stata proprio brava". Alla fine (quando finalemente avevo imparato a farli meglio), non toccava niente e diceva "si si, fatto benino...". Il suo modo di fare mi ha molto incoraggiato. Senza contare che mi mancheranno i suoi caffe'. All'Ansa c'e' un angolino che si chiama "Bar Lucius" dove tutti vanno a prendersi un caffe' VERO. Se non fosse per le tazzine di carta sarebbe perfetto. Luciano va li piu' volte al giorno, spesso canticchiando ad alta voce qualche verso delle canzoni di Eros Ramazzotti che recentemente ha scaricato nell'I-pod shuffle, e mentre si fa un decaffeinato "perche' senno' con tutti i caffe' che beve assumerebbe troppa caffeina" parla con Luca che non ha potuto resistere dal dirgli qualcosa sul tipo di musica che ascolta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi se n'ee andato pure &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;Marco&lt;/span&gt;. Ma con lui e' stato semplice: so che torna in Italia e sara' facile rivedersi. Dopo aver passato due giorni all'Ansa di New York (avendo lavorato pure li' ando' per salutare gli altri colleghi) e' tornato dicendo quanto erano buoni Ilario e Alfonso (che stanno facendo lo stage li'), "mica come te e Luca sempre a far confusione". Io e Luca non facciamo confusione ma magari di lavoro gliene abbiamo dato... ogni volta gli proponevamo cose assurde che il piu' delle volte lui ci lasciava fare (sopratutto dopo le 16 cosi' era certo che in Italia le avrebbero lette meno persone possibile) e poi si ritrovava a doverle correggere. &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;Luca&lt;/span&gt; e' specializzato in cose che riguardano internet, videogiochi e fast food. Io nei casi umani: piu' le storie sono strane piu' mi piacciono. E questo basta a spiegare l'espressoine che faceva quel poveretto di Marco ogni volta che uno dei due si avvicinava con il foglio contente la proposta di una nuova (secondo noi) notizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ultimo e' stato &lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;Cristiano&lt;/span&gt;. In quanto caposervizio e' rimasto in ufficio anche dopo che io me ne sono andata. La sera della cena di Marco, Cristiano ha fatto un discorso bellissimo. Della serie "c'e' sempre chi sta peggio" ha detto a Marco preoccupato per il trasloco: "tu almeno sai dove ti mandano, io questo ancora non lo so. Tu sai cosa andrai a fare, io non ne ho idea. Tu sai piu' o meno dove avrai casa, io non so nemmeno questo. E sopratutto tu sai che la tua famiglia ti segue, io mica lo so se la mia verra' con me!". Lo disse tra il serio e lo scherzo e tutti l'hanno presa a ridere, ma... &lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;che coraggio tutte le persone che ho incontranto in questo ufficio. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo discorso riassume tutto il coraggio di queste persone disposte sempre a partire, a muoversi, ad andare, a fare, tutto per quello che amano. Sia esso un marines o la passione per la notizia. Io non lo so quanto sappia scrivere meglio di prima e non so manco se il mio inglese sia effettivamente buono. &lt;span style="color: rgb(255, 153, 102);"&gt;Quello che ho imparato di certo dopo due mesi e mezzo all'Ansa di Washington e' il valore del coraggio&lt;/span&gt;. Il coraggio di scelte difficili e dolorose ma che ti rendono una persona migliore, una persona capace di affrontare il dolore di ogni distacco con la consapevolezza che se la sofferenza di quel momento e' direttamente proporsionale a quanto si e' stati bene fino a quel momento in quel posto e con quelle persone. &lt;span style="color: rgb(255, 204, 153);"&gt;Chi non soffre non si e' mai divertito.&lt;/span&gt; Con questa consapevolezza ho riconsegnato le chiavi dell'ufficio, quelle del bagno e il telefono aziendale. Credo che da domattina mi mancheranno anche loro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-2486172556021798732?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/2486172556021798732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=2486172556021798732' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2486172556021798732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2486172556021798732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/07/washington-dc-puntata-ventiquattro-la.html' title='Washington Dc, puntata ventiquattro. La riconsegna del telefono aziendale'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-943467297074931562</id><published>2009-06-20T00:30:00.017+02:00</published><updated>2009-07-02T16:06:47.458+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, puntata ventitre. Lovers in Dc</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Skt6vIrdXlI/AAAAAAAAALE/Xwm05AnXac4/s1600-h/Ila+e+Chris+in+DC%21+%2815%29.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353507532262170194" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 240px; height: 320px;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Skt6vIrdXlI/AAAAAAAAALE/Xwm05AnXac4/s320/Ila+e+Chris+in+DC%21+%2815%29.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ci volevano Ilario e Christina per farmi fare la turista. Alla fine Alfonso, per motivi non meglio specificati, non è venuto. Di Washington avevo visto molto, ma tutto con poca attenzione, passando davanti ai monumenti sempre diretta da un’altra parte. Dovendo fare da guida turistica alla coppia italo-americana i vari monumenti sono finalmente diventati la mia meta.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Skt7W4wWhII/AAAAAAAAALM/0eXiHbgZFms/s1600-h/Ila+e+Chris+in+DC%21+%2873%29.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353508215182492802" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right; width: 150px; height: 200px;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Skt7W4wWhII/AAAAAAAAALM/0eXiHbgZFms/s200/Ila+e+Chris+in+DC%21+%2873%29.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da Capitol Hill al Lincoln Memorial, passando per il Mall, la casa Bianca, Gorge Town e tutto ciò che c’era da vedere: un weekend di camminate e chiacchierate. Davvero due giorni piacevolissimi, e non solo per il posto, ma per la compagnia…come al solito.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Ilario e Christina vivono in due continenti diversi, lei protestante lui cristiano, lei vegetariana lui…più che onnivoro direi. Nonostante ciò stanno ancora insieme e fanno di tutto per vedersi il più possibile. Ilario ha chiesto lo stage all’Ansa di New York per poter stare un po’ più vicino a Chris… in barba a chi gli ha sempre detto che la loro storia era destinata a finire solo perché al loro posto non sarebbe stato in grado di farla continuare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Skt724xl59I/AAAAAAAAALU/C8OVnO6zCC4/s1600-h/Ila+e+Chris+in+DC%21+%28104%29.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353508764943509458" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 200px; height: 150px;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Skt724xl59I/AAAAAAAAALU/C8OVnO6zCC4/s200/Ila+e+Chris+in+DC%21+%28104%29.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La capacità di sopravvivenza d’una storia d’amore non sta nella distanza o nella vicinanza ma nella capacità di sopportazione delle persone, che poi è direttamente proporzionale a cosa uno riceve dall’altro. Ilario e Christina sopportano le differenze religiose, quelle alimentari e soprattutto la distanza perché, evidentemente, quello che si danno a vicenda pesa molto di più di tutte queste sofferenze. Io se staranno insieme per sempre non lo so, ma quello che so è che hanno tutta la mia ammirazione per il fatto di starci ancora e per il progetto di rimanerci. A dimostrazione che &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;per stare insieme non serve nulla di più che amarsi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;&lt;div style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Mentre ero con loro ho scattato diverse foto a coppie di innamorati che improvvisamente hanno iniziato ad attirare la mia attenzione. Credo che ci siano sempre stati, ma ieri ho notato la luce nei loro occhi, una luce che solo la vista della persona amata ti può dare. Non dovevo scattare molteplici foto per “farli venire bene”, come quando ci si mette in posa. Erano così belli l’uno nell’altro che uno scatto era più che sufficiente a immortalare la bellezza del loro sguardo. &lt;/span&gt;&lt;div style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Skt8UQ7QudI/AAAAAAAAALc/Ovsw7G5QLIk/s1600-h/Ila+e+Chris+in+DC%21+%2872%29.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353509269642721746" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 150px; height: 200px;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Skt8UQ7QudI/AAAAAAAAALc/Ovsw7G5QLIk/s200/Ila+e+Chris+in+DC%21+%2872%29.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Skt9cqxyEQI/AAAAAAAAALs/f42byfxnRcA/s1600-h/Ila+e+Chris+in+DC%21+%2868%29.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353510513532866818" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right; width: 200px; height: 150px;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Skt9cqxyEQI/AAAAAAAAALs/f42byfxnRcA/s200/Ila+e+Chris+in+DC%21+%2868%29.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tornando a casa dopo aver ringraziato Christina e Ilario per avermi fatto FINALMENTE fare la turista in una delle città che amo ho guardato le foto nella macchinetta. Solo allora mi sono accorta che scattando le foto agli innamorati (Ilario e Christina compresi!) spesso i monumenti si erano messi in posa alle loro spalle per avere una foto con quella luce. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353509879647379650" style="margin: 0px auto 10px; display: block; width: 240px; height: 320px; text-align: center;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Skt83xXtIMI/AAAAAAAAALk/SNzr5bKmlDw/s320/Ila+e+Chris+in+DC%21+%2861%29.JPG" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-943467297074931562?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/943467297074931562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=943467297074931562' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/943467297074931562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/943467297074931562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/06/washington-dc-puntata-ventitre-lovers.html' title='Washington Dc, puntata ventitre. Lovers in Dc'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Skt6vIrdXlI/AAAAAAAAALE/Xwm05AnXac4/s72-c/Ila+e+Chris+in+DC%21+%2815%29.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-7529283863427087344</id><published>2009-06-13T03:41:00.004+02:00</published><updated>2009-06-20T01:11:17.343+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, puntata ventidue. Aspettando tre buoni amici e un premier</title><content type='html'>Si prospetta un weekend lungo e faticoso. Da New York arrivano domani Alfonsino, Christina e Ilario, in orndine alfabetico. Cioe', non e' che arrivano da New York in orndine alfabetico, io li ho presentati cosi'... ma lasciamo stare. E domenica arriva da Roma Silvio Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo organizzare per il terzetto un tour della citta' da vedere in 24 ore e poi... poi, appena lasciati loro al pullman domenica, cambiare la divisa da turista con la tenuta da lavoro e raggiungere il premier italiano che arriva alle 8 all'aeroporto e seguirlo per la citta' per conto dell'Ansa fino all'arrivo in albergo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(255,255,102)"&gt;Si si&lt;/span&gt; (che vorrei scrivere con l'accento ma le tastiere americane non ce l'hanno),&lt;span style="COLOR: rgb(255,255,102)"&gt; si &lt;/span&gt;(questo senza accento) &lt;span style="COLOR: rgb(255,255,102)"&gt;prospetta proprio un bel weekend, distruttivo abbastanza da potersi divertire un sacco...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aspettando i newyorkesi do a tutti appuntamento a lunedi', se sopravvivo..visto che anche lunedi' mi manderanno a rincorrere Silvio: ne sono certa...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzi, vi faccio un anticipazione (che poi e' una mia previsione personale): Silvio arriva domenica sera e riparte lunedi' sera... nella nota con tutti gli appuntamenti la mattina di lunedi' c'e' un buco di 4 ore, la versione ufficiale e' che vuole prepararsi per incontrare Obama... io so che sta per combinare qualcosa... e siccome tutti i giornalisti dell'Ansa si sono spartiti le questioni ufficiali, quando Silvio fara' la mattata d'andarsi a vedere inaspettatamente qualche monumento o d'andare a prendersi un aperitivo a Georgetown (per poi far tardi, da ottimo rappresentante degli italiani, all'incontro con Obama), io ho gia' una vaga idea di chi saranno i due fortunati a dover scarpinare per tutta Washington per seguirlo con penna, carta, calamaio e macchinetta fisher price...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-7529283863427087344?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/7529283863427087344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=7529283863427087344' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7529283863427087344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7529283863427087344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/06/washington-dc-puntata-22-aspettando-tre.html' title='Washington Dc, puntata ventidue. Aspettando tre buoni amici e un premier'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-7800948175321429318</id><published>2009-06-12T03:30:00.005+02:00</published><updated>2009-06-12T04:37:37.175+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, puntata ventuno. La mia prima scena del crimine</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SjG_IIkHKgI/AAAAAAAAAKs/_vTQCjhXbsQ/s1600-h/4546_1178330339889_1277055736_30508211_122019_n.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SjG_IIkHKgI/AAAAAAAAAKs/_vTQCjhXbsQ/s320/4546_1178330339889_1277055736_30508211_122019_n.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5346264379124296194" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Andiamo a pranzo, andiamo apranzo, andiamo a pranzo". Ieri Luca (l'altro stagista dell'Ansa), puntuale come sempre, si e' presentato con la solita finta insistenza alla mia scrivania per andare a pranzo. Con altrettanto finta espressione scocciata gli ho detto che andavamo, mettendo in piedi la consuetudinaria scenetta quotidiana che si ripete verso l'una dal giorno del suo arrivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Usciamo, destinazione Mc Donald. Per la strada, come sempre, parliamo dello stage e del futuro del giornalismo, l'importanza delle nuove tecnologie e il cambiamento del mondo della comunicazione. Luca e' appassionato di tecnologia, videogame, computer e affini.  Il suo preferito e' l'I-phone...io ho provato a spiegargli che il Black Berry e' meglio perche' l'I-phone e' piu' un giocatoletto per adolescenti, ma non glielo ripetero' piu'... e' cosi' appassionato che potrebbe prenderla come un'offesa personale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevamo appena finito di degustare il nosto Mc Chicken quotidiano quando squilla il mio telefono. Un vecchio motorola gentilmente concessomi dall'Ansa per ricevere chiamate in America. Quel telefono non ha internet (ovviamente) , non ha la fotocamera e non  ha nemmeno gli mms. Pero' chiama e riceve...che non mi pare poco. Al telefono era Marco: "C'e' stata una sparatoria al museo dell'olocausto, e' subito dopo il Mall, andate li' immediatamente e vedete che succede".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' la mia prima scena da l crimine: arriviamo che la polizia sta chiudendo tutta la zona coi classici nastri gialli. E' pieno zeppo di forze dell'ordine: dai poliziotti a cavallo all'esercito, agli artificeri, ai due elicotteri che sorvolano rumorosamente la zona disturbando il lavoro di tutti gli altri. Ci sono miriadi di giornalisti, e una trentina di televisioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci mettiamo una vita a capire cosa fosse successo, le informazioni arrivano frammentate e ogni volta chiamiamo in redazione per aggiornare i dati che hanno. Alla fine di tutto scopriremo che un novantenne pazzo e farneticante per la supremazia della razza ariana era entrato al museo armato di fucile e aveva sparato cinque colpi uccidendo una guardia prima d'essere a sua volta ferito. Ma mentre eravamo li' dovevamo districarci tra la gente che correva, la polizia che tentava di ammassare tutti i giornalisti in uno spazio troppo angusto e i trucchi per terra. Ebbene si, perche' quando da casa voi vedete lo stand up dei giornalisti li vedete dalla cintola in su...io ieri ho scoperto cosa c'e' sotto: qualcuno indossava addirittura le ciabatte, ma tutti avevano una trousse piu' o meno piccola coi trucchi, uomini compresi. Sopratutto uomini. Il piu' bello di tutti era un signore pelato che ogni qual volta si spegneva la telecamera si incipriava la testa. Alle due del pomeriggio a Washington (la citta' piu' umida d'america) con 35 gradi all'ombra stare sull'asfalto al sole a lavorare e' davvero dura. Sopratutto se sei pelato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io giravo col mio taccuino e la mia penna alla ricerca di turisti che si fossero trovati dentro al momento della sparatoria. Appunti, appunti, appunti. Idem per la conferenza stampa del sindaco (inciso: il Washington Mayor e' pelato pure lui, ma per lui niente cipria...quando l'ho visto in tv c'era uno srano effetto: sembrava si stesse squagliando!) e quella del capo della polizia. Dato che c'ero, con la mia macchinetta (ho questa pessima abitudine di portarmela sempre dietro) ho scattato qualche foto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intorno a me la gente ha super teleobiettivi, videocamere e Black Berry con cui manda le notizie in redazione. Luca e' disperso...per un po' ci siamo persi di vista.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SjG_TYm-k_I/AAAAAAAAAK8/VLaIjtxyxp4/s1600-h/4546_1178330419891_1277055736_30508213_7405077_n.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 285px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SjG_TYm-k_I/AAAAAAAAAK8/VLaIjtxyxp4/s320/4546_1178330419891_1277055736_30508213_7405077_n.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5346264572409844722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Torniamo in redazione distrutti dopo due ore. Io sembro uscita dalla doccia tanto sono sudata, luca dal forno: era rossissimo, sembrava fosse andato in spiaggia il 15 agosto senza protezione solare. Marco aveva fatto il pezzo mixando le nostre info con quelle della tv. Il servizio l'avevamo portato a casa...con carta, penna e calamaio, ma l'avevamo riportato. Era stato cosi' eccitante. Sembravo una giornalista in missione nel futuro col mio taccuino e la mia biro, ma l'importante era avercela fatta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Inciso: A un certo punto avevo pure chiesto al capo della polizia di fare lo spelling del suo nome per essere sicura d'essermelo appuntata bene sul mio mini-taccuino rosso rubato a mio fratello prima di partire. Dopo esser toranta in redazione gli altri che avevano seguito la cosa in tv m'hanno chiesto: "Ma eri tu ad aver chiesto al polizioto lo spelling del nome? Ti sei sentita dal microfono della Cnn!"...che vergogna...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seduta alla mia scrivania a godermi la bendetta aria condizionata mi viene un dubbio: "Marco, ma come mai avete chiamato me e non Luca?" e lui: "Perche' l'I-phone di Luca squillava in redazione quando abbiamo chiamato!". Luca: "Eh, l'ho lasciato qui! ma ti pare che vado a pranzo col telefono, per 5 minuti!". Io: "Luca, ma mi spieghi che te ne fai dell'I-phone se non te lo porti dietro quando serve?". Marco: "avresti potuto farci le foto". Io: "Guarda, io se la volete qualche foto ce l'ho... l'ho fatta con la mia macchinetta, che e' tipo una macchinetta gioccatolo Fisher-price, pero'...".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono convinti. Mi metto a scaricarmi le foto sul computer per conto mio: se loro non le vogliono le metto su facebook... Mentre sto facendo questo lavoro le faccio vedere a Marcello e Luciano. "Ok Monia, chiama l'infografica: sono meglio di quelle che abbiamo comprato dai fotografi, gliele mandiamo". Ho rinunciato ai miei diritti sulle foto e alla possibilita' di metterci il nome (temevano potessi fargli causa per essere assunta!) pero'...sono uscite sul sito dell'Ansa (nonostante la risoluzione non rispettasse gli standard) e su tutti i circuiti dei giornali.&lt;br /&gt;Se avessi voluto dei soldi non me le avrebbero pubblicate... ho deciso che m'andava bene il mondo vedesse le mie foto e le mie tasche non vedessero una lira, tanto ci sono abituate. La soddisfazione mi basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 102);"&gt;MORALE DELLA FAVOLA&lt;/span&gt;: Cosa ho imparto oggi per la mia futura carriera? Che devo assolutamente comprare un Black Berry se voglio sopravvivere ma che &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;bisogna sempre portare sempre con se  carta, penna, calamaio, macchinetta fisher price e telefono dell'anteguerra&lt;/span&gt;, perche' e' vero che l'I-phone contiene in se' tutte queste cose ma se lo si lascia in redazione per andare a pranzo i vecchi mezzi possono rivelarsi ancora moooolto utili....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-7800948175321429318?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/7800948175321429318/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=7800948175321429318' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7800948175321429318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7800948175321429318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/06/washington-dc-puntata-ventuno-la-mia.html' title='Washington Dc, puntata ventuno. La mia prima scena del crimine'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SjG_IIkHKgI/AAAAAAAAAKs/_vTQCjhXbsQ/s72-c/4546_1178330339889_1277055736_30508211_122019_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-375716001047545084</id><published>2009-06-11T18:17:00.003+02:00</published><updated>2009-06-11T18:19:43.568+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, puntata venti. Il 10 giugno in Dc</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SjEuMeFRZ9I/AAAAAAAAAKE/WgnjmaYElNw/s1600-h/pioggia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5346105024433973202" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 252px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SjEuMeFRZ9I/AAAAAAAAAKE/WgnjmaYElNw/s400/pioggia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questo post e' un post fotografico. Le parole non possono aggiungere nulla all'immagine: sembra Autumn in New York, ma si tratta di Summer in DC!&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se c'e' un'unica cosa che non mi piace di questa citta' e' il tempo... ... ... si continua a passare repentinamente dal gelo all'afa e viceversa...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-375716001047545084?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/375716001047545084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=375716001047545084' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/375716001047545084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/375716001047545084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/06/washington-dc-puntata-venti-il-10.html' title='Washington Dc, puntata venti. Il 10 giugno in Dc'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SjEuMeFRZ9I/AAAAAAAAAKE/WgnjmaYElNw/s72-c/pioggia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-6059544379084807648</id><published>2009-06-08T22:17:00.005+02:00</published><updated>2009-06-11T18:29:38.420+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, puntata diciannove.  ...to New York</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SjEvDaC92MI/AAAAAAAAAKM/rlfX36u25mw/s1600-h/Ny+(39).JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5346105968243366082" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SjEvDaC92MI/AAAAAAAAAKM/rlfX36u25mw/s320/Ny+(39).JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;div&gt;&lt;div&gt;New York invece non era come me la ricordavo. Assolutamente. I grattacieli erano piu’ alti e i segni della guerra erano scomparsi. Quale guerra? L’unica che gli Usa abbiano mai vissuto direttamente oltre a quella d’indipendenza: il 9/11 come lo chiamano loro, una guerra fatta d’una sola battaglia, un vigliacco attacco alla popolazione civile che cambio’ il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando venni nel 2002 a Ground Zero c’erano ancora le gru a scavare e i cani poliziotto ad annusare le macerie di un anno prima, la loro stremante ricerca di resti umani o tracce d’esplosivo per capire cosa fosse successo non era ancora finita. Attorno alla zona c’erano tutti i segni del calore che un anno prima s’era sprigionato nel crollo: nessuno aveva sostituito i semafori che continuavano a regolare il traffico benche’ squagliati, i muri e le indicazioni stradali erano impregnati di nero e tutto intorno era pieno di reliquie: foto che portavano tristemente la &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SjEwWSHa2lI/AAAAAAAAAKk/s3K35a_dGr0/s1600-h/Ny+(23).JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5346107392043702866" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SjEwWSHa2lI/AAAAAAAAAKk/s3K35a_dGr0/s320/Ny+(23).JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;scritta “missing” per persone che tutti sapevano non poter essere mai ritrovate, oggetti di ogni sorta, cappellini, e peluches soprattutto. Ovunque fiori per quella che era una tomba a cielo aperto. Era il luogo piu’ triste del mondo. E siccome migliaia di morti sono una statistica ma uno solo e’ una tragedia, di tutti quei ricordi uno solo ve ne voglio raccontare: nel 2002 tra tutti quegli oggetti la mia attenzione fu attirata da un paio di punte rosa che spuntavano da una montagnola d’oggetti. Le tirai fuori: a occhio e croce erano un paio di scarpe numero 28-30, sotto le suole un pennarello nero aveva segnato una data (che non ricordo) e queste parole (che ricordo benissimo): “My first ballet. Mom, you were not here”. Le scarpette le riposi rispettosamente sotto gli altri oggetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Otto anni dopo e’ tutto sparito. Il buco a terra c’e’ ancora ma tutto intorno hanno alzato delle transenne con cartelloni pubblicitari cosi’ non si puo’ vedere dentro, e niente reliquie nella zona circostante. Ci sono i semafori nuovi a regolare il traffico, i palazzi sono stati riparati e ridipinti, le gru sono sparite e i cani poliziotto quasi tutti morti di tumore ai polmoni. Molti hanno anche ricevuto una medaglia al valore. Mi sono sempre chiesta che cosa se ne faccia uno delle medaglie d’oro dopo morto… che cosa se ne facciano i cani poi, e’ un mistero ancora piu’ grande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La New York che vidi nel 2002 non e’ la stessa che ho visto ora. Allora l’Hotel Hilton, adesso una camera d’albergo per 4 divisa tra 6 persone e il bagno sul piano condiviso, tanto per &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SjEwLjM6qjI/AAAAAAAAAKc/ga_kWseLsPk/s1600-h/Ny+(13).JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5346107207651600946" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SjEwLjM6qjI/AAAAAAAAAKc/ga_kWseLsPk/s320/Ny+(13).JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;dirne una. Allora vidi i musei, adesso la citta’. Allora vidi la statua della liberta’, stavolta la statua della liberta’ e’ l’unica cosa rimasta fuori dal tour. Allora ero li’ in vacanza, adesso per il compleanno di Rachel, una nuova amica conosciuta a Washington. Allora ero con tutti i ragazzi della parrocchia di Sant’Agostino di Rieti, adesso con persone provenienti da tutto il mondo incontrate per caso nella capitale degli States. Allora attraversammo il ponte di Brooklin con dodici taxi gialli per tornare a prendere il pullman che ci avrebbe portato all’aeroporto, adesso ce lo siamo fatto a piedi per scattare delle foto ricordo. Allora aspettammo le otto ore di ritardo portate dal nostro aereo a causa di un uragano per vedere dall’oblo’ tutte le lucine dei grattacieli cercare di fare il verso alle stelle del cielo, adesso siamo arrivati in piena notte e tutte quelle lucine a New York ti impediscono di vedere il cielo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’unica cosa e’ stata la stessa: c’e’ un motivo se New Yor e’ detta la “City that never sleep”…in entrambe i viaggi non sono riuscita a dormire…&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-6059544379084807648?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/6059544379084807648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=6059544379084807648' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/6059544379084807648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/6059544379084807648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/06/washington-dc-puntata-diciannove-to-new.html' title='Washington Dc, puntata diciannove.  ...to New York'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SjEvDaC92MI/AAAAAAAAAKM/rlfX36u25mw/s72-c/Ny+(39).JPG' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-5575164090191617751</id><published>2009-06-08T21:59:00.008+02:00</published><updated>2009-06-08T22:16:54.940+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, puntata diciotto. From Philadelphia...</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Si1wFMxUn5I/AAAAAAAAAJk/vcOWZgclngY/s1600-h/view.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5345051567388401554" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 281px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Si1wFMxUn5I/AAAAAAAAAJk/vcOWZgclngY/s400/view.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Finally America.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Washington e’ bellissima, la adoro, ma forse la adoro proprio perche’ mi ricorda tanto quelle cittadine europee coi palazzi in vecchio stile, c’e’ molto verde, e si va dappertutto a piedi. Il fatto e’ che qui non ti senti in America. Puoi sentirti “a casa”, ma non in America. E per quanto l’immagine della Casa Bianca che tutte le mattine incontro andando al lavoro provi a convincermi, a persuadermi del contrario, io continuo a pensare che mi sta mentendo. E’ piu’ probabile che la presidenzial residenza sia un miraggio che non che questa sia l’America.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’America la siamo andati a trovare nei weekend, quello scorso siamo andati a Philadelphia, quello appena passato a New York. Io ho proposto in entrambe i casi di scrivere al Guinnes World Record: siamo stati capaci di vedere le intere citta’ dedicando un giorno a ciascuna, ogni volta 12 ore ininterrotte di cammino…camminare, camminare, camminare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5345052457999948770" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 130px; CURSOR: hand; HEIGHT: 97px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Si1w5CjqW-I/AAAAAAAAAJ0/cRbH3V8FCOw/s320/piedi.jpg" border="0" /&gt;E’ proprio vero: se vuoi vedere il mondo l’unica cosa di cui hai bisogno sono un buon paio di scarpe … credo che sia possibile misurare quanta America ho visto valutando l’assottigliamento delle suole delle mie puma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Philadelphia e’ esattamente come te la aspetti. Non e’ una citta’, e’ una cartolina ritagliata dalle scene di film famosi e videoclip musicali. Non c’e una cosa normale, una sola. Niente. Esistono muri che sono opere d’arte fatte coi rifiuti, negozi di chincaglierie accanto a gioiellerie di prima classe, concerti sul molo in pieno giorno e bambini che fanno il bagno nelle fontane. Turisti che fotografano tutto, ragazzini sugli skateboard, sposi finti che posano per un servizio sulle scale di Rocky e innamorati veri che si fotografano con l’autoscatto vicino la fontana dell’amore. Nei ristoranti i bianchi sono quelli che mangiano,i neri quelli che cucinano, gli ispanici quelli che lavano i piatti. Qui sai d’essere in America perche’ niente e’ normale, e non sei normale neanche tu. E’ questo il momento in cui capisci che la normalita’ e’ una grande bugia: non esiste. “Normale” presuppone che ci sia uno standard a cui tutti appartengono, ma siamo tutti cosi’ diversi che non credo sia possibile trovare nemmeno una coppia di persone in tutto il mondo simili abbastanza da poter costituire il metro della normalita’. A Philadelphia ho imparato che siamo tutti strani a modo nostro. E quelli piu’ strani sono proprio quelli che si credono normali perche’ credono d’essere qualcosa che non esiste...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solitamente quando si torna da un viaggio c’e’ sempre qualcuno che ti chiede: cosa ti e’ piaciuto di piu’ della citta’. In questo caso io direi la compagnia. Sono fortemente tentata dal pensiero che una citta’ non sia bella o brutta in se’. Il ricordo che tu ne hai dipende dalle persone che ci hai incontrato o da quelle con cui ci sei andato… cosi’ Roma potrebbe essere la citta’ piu’ brutta del mondo e il deserto il posto piu’ bello. Puo’ darsi che Philadelphia&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Si1xH3hEJxI/AAAAAAAAAJ8/c1KW0UQRdy0/s1600-h/salto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5345052712734304018" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 264px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Si1xH3hEJxI/AAAAAAAAAJ8/c1KW0UQRdy0/s320/salto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; mi sia piaciuta tanto per come ho condiviso con gli altri ogni cosa che vedevamo, ogni cosa che facevamo, ogni momento cha abbiamo passato insieme.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-5575164090191617751?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/5575164090191617751/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=5575164090191617751' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/5575164090191617751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/5575164090191617751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/06/washington-dc-puntata-diciotto-from.html' title='Washington Dc, puntata diciotto. From Philadelphia...'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Si1wFMxUn5I/AAAAAAAAAJk/vcOWZgclngY/s72-c/view.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-4737126147369213969</id><published>2009-06-05T05:15:00.005+02:00</published><updated>2009-06-05T05:52:11.462+02:00</updated><title type='text'>Washington  Dc, puntata  diciasette. programmando New York</title><content type='html'>Partenza alle 6 pm, arrivo (presunto, taffico permettendo) alle 11. Destinazione New York.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo accade domani. Adesso dovrebbe accadere che dovrei preparare il bagaglio per il weekend, ma... credo che sto aspettando l'ispirazione perche' ogni scusa e' buona per non farli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, davvero, mi sto impegnando ma poi...poi mi accorgo,  per esempio, che devo scrivere le cartoline e siccome la cosa mi sembrava piu' urgente dei bagagli ho scritto le cartoline. Poi ho realizzato che non posso andarmene senza pagare il conto entro il 5 del mese quindi...ho dovuto scrivere una mail all'ufficio del college per dire che non passero' di persona, poi dato che c'ero ho controllato facebook e...vabbe',  insomma, avete capito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perche' non vado ora?: Perche' ho improvvisamente realizzato che non vi ho raccontato di quando i miei panni (ero qui da una settimana) sono vanished, desappeared, SCOMPARSI NEL NULLA. Allora questo mi sembrava un buon momento per farlo  (tanto perche' l'ultima volta vi avevo promesso un post divertente... non so se lo sara',  ma vi assicuro che la scena che sto per raccontarvi lo fu).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero alla mia prima lavatrice. Metto i panni dentro, il sapone,  avvio con un lavaggio a caso. Il timer dice che posso tornare dopo 40 minuti e trovero' i miei panni puliti. Torno dopo 45 o 50 e... DOVE SONO I MIEI PANNI? Nella lavatrice ci sono quelli di qualche d'un altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Metto sottosopra la lavanderia ma niente. A un certo punto arriva pure Alex, che stava facendo la sua di lavatrice, e gli chiedo aiuto. In due guardiamo per 20 minuti buoni ma NIENTE i panni non ci sono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene....vado a fare la mia figuraccia (ero arrivata da una settimana...giusto per presentarmi bene) nella sala comune. 30 persone al tavolino e io:"Scusate, qualcuno ha preso i miei panni per errore? Erano nella lavatrice,  ma si sono volatilizzati!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti a ridere...ogni tanto c'e' ancora qualcuno che racconta la scena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno sapeva nulla, nessuno li aveva presi. OK, CI PENSO IO: sono italiana, non si puo' venirea  rubare a casa dei ladri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Armata di carta, penna e calamaio (si fa per dire) riscendo nella lavanderia e scrivo un biglietto: "Caro ladro dei miei panni, presupponendo che tu sia la stessa persona che ha messo i panni nella lavatrice dove erano i miei, HO RAPITO I TUOI! Se li vuoi indietro fammi riavere la mia roba. Grazie!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno tuttora sa chi sia stato, ma dopo mezz'ora magicamente i miei panni erano di nuovo nella lavanderia...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai mi sono rassegnata a questo tipo di cose. Quello e' stato solo il primo d'una lunga serie di piccoli scherzi quotidiani che vanno dalla sparizione di chiavi e telefoni alla comparsa di cibo nei miei piatti, agli appuntamenti datimi 20 minuti in anticipo (cosi' arrivo puntuale) alle continue battute sul mio accento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si divertono tutti, io piu' di loro. E come disse una volta il buon caro vecchio Mike che e' partito tre giorni fa lasciando in sospeso il nostro campionato di ping pong tra capre: "Se ti fanno gli scherzi e' perche' qua dentro stravedono tutti per te".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gente non credo straveda, credo semplicemente si diverta, ma per me e' piu' che abbastanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ultimo scherzo (artefici 6 ragazzi contemporaneamente!) va avanti da due giorni: si tratta di mettermi in imbarazzo facendomi la corte davanti a quanta piu' gente possibile...si va dai fiori, alle belle parole, ai baciamano, a.... qualcuno ha mandato un messaggio in un italiano improbabile a mio padre per chiedere la mia mano.... HO DETTO TUTTO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A giudicare da quanto il mio imbarazzo li diverta deduco che lo scherzo andra' avanti ancora per mooooolto tempo, almeno finche' non mi convincero' davvero che "la sera il sole se ne va perche' io esco dall'ufficio"...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MMM...ora che ci penso...i sei pazzi della corte spropositata sono tutti nel mio stesso pullman domani (vedi il caso: tre pullman, io capito con loro!)...la vedo dura, molto dura arrivare a New York...indenni, ecco, adesso ho l'ispirazione: vado a fare i bagagli!  :(&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p.s. bilancio di mezz'ora in sala computer: un abbraccio (unico vero: Tom ha appena VINTO, questo mi pare il termine piu' appropriato, un lavoro alle Hawaii!), due proposte improbabili,  tre baci, quattro baciamano e cinque falsi complimenti....e ci sono solo due dei sei giocherelloni...miiiiii come la vedo dura domani!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-4737126147369213969?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/4737126147369213969/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=4737126147369213969' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/4737126147369213969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/4737126147369213969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/06/washington-dc-puntata-diciasette.html' title='Washington  Dc, puntata  diciasette. programmando New York'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-8114611479612061549</id><published>2009-05-29T03:38:00.000+02:00</published><updated>2009-05-29T04:27:10.430+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, puntata sedici.  Andare avanti</title><content type='html'>Mi chiedo perche' R. non me l'abbia detto subito. Anche se forse la so la risposta. Cosi' come sapevo che c'era qualcosa e che la risposta che m'aveva dato non era vera. Ma avevo deciso di credergli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R.  e' un ragazzo solare. Si porta dentro il sole spagnolo. R. sorride sempre e ride spesso, ma i suoi occhi non accompagnano mai la bocca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Che t'e' successo?".&lt;br /&gt;"Niente, una giornata pesante, tutto qui. Perche' me lo chiedi?".&lt;br /&gt;"Cosi' per sapere, ma non intendevo oggi. Che t'e' successo nella vita intendo..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sapevo che quest'ultima domanda posta a una decina di giorni dal mio arrivo m'avrebbe tenuto quasi una notte intera ad ascoltare uno sconosciuto raccontarmi la sua vita in giardino. Un'adolescenza di amizie sbagliate e la voglia, la forza e la capacita' di rifarsi una vita all'universita'. Stavolta persone giuste, amici veri. Quelli vecchi adesso hanno tutti una pessima vita. Quelli nuovi sono irrinunciabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo non spiegava il velo di malinconia dei suoi occhi ma non so perche' mi convinsi che tutto cio' che mi aveva raccontato poteva essere una spiegazione. Sapevo che non lo era ma me ne convinsi. Forse ero solo stanca e volevo andare a dormire. Forse l'aver avuto una bella chiacchierata aveva dato alla mia curiosita' un'irreale sensazione di sazieta'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non lo so. Quello che sapevo e' che R. quella sera tralascio' di dirmi qualcosa. Quello che so ora e' che le cose erano due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima e' che sarebbe partito il giorno dopo. La sua partenza mi causo' due giorni di malinconia: fu il momento in cui realizzai che non avrei mai piu' rivisto tutte insieme le persone che sto incontrando in questa magica esperienza. Fu il momento in cui feci il proposito di non affezionarmi alle persone. Fu il momento in cui iniziai a disattendere in maniera irreparabile il mio proposito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Della seconda cosa ho saputo solo oggi l'esistenza. E' quella che spiega la malinconia dei suoi occhi. Non so come con Leo siamo finiti a parlare di R. E non so come mi e' tornata in mente quella domanda: "Leo, ma che e' successo a R.?".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leo tra impicci e imbrogli per alcuni casi strani della vita ha vissuto in questo college per 10 anni. Non filati, ma saltuari. Risultato: sa tutto di tutti. Se vuoi sapere qualcosa, lui e' la fonte giusta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma bisogna saperlo far parlare. Dopo un po' di giri di parole ho scoperto che era successo a R.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R. sei anni fa, andando all'universita' aveva conosciuto delle persone migliori di quelle che aveva incontrato al liceo. R. aveva cambiato vita. S'era trovato una ragazza eccezionale. Erano giovani, ma avevano deciso d'andare a vivere insieme. Una casetta da condividere perche' il tempo passato insieme non e' mai abbastanza quando ci si ama, allora tutto va ottimizzato. Non abbiamo idea di quanto poco tempo abbiamo da trascorrere con al persona che amiamo, allora e' meglio ottimizzarlo e passare insieme quanti piu' momenti possibili perche' ogni minuto puo' valere una vita intera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vivevano insieme da quattro anni quando R. ha detto alla fidanzata: "Dai, oggi ti porto a cena fuori. Faccio un po' tardi, vediamoci direttamente al ristorante". R. tornava dall'universita', lei partiva dalla loro modesta casetta di studenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R. quella sera aspetto' due ore la fidanzata. Provo' a chiamarla diverse volte, poi torno' a casa. Non la trovo'. Un poliziotto trovo' lui. C'era stato un incidente d'auto. Lei non l'avrebbe mai piu' portata a cena fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non lo so quanto R. abbia pianto o sofferto. Ma so che ha ancora un sacco di lacrime incastrate negli occhi. Ecco cos'era quel velo di tristezza. Ecco perche' quando sorrideva i suoi occhi rimanevano melanconici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R. andra' avanti. R. sta andando avanti. R. e' venuto in Dc per costruirsi un futuro. Un futuro che aveva progettato con lei. Con lei che sicuramente gli mettera' sul cammino un'altra donna che potra' farlo nuovamente sorridere. Lui e i suoi occhi. Almeno io glielo auguro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-8114611479612061549?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/8114611479612061549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=8114611479612061549' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/8114611479612061549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/8114611479612061549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/05/washington-dc-puntata-sedici-andare.html' title='Washington Dc, puntata sedici.  Andare avanti'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-1757257469700423605</id><published>2009-05-29T03:13:00.000+02:00</published><updated>2009-05-29T04:29:39.236+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, puntata quindici. Perche' sono qui</title><content type='html'>Monia stasera vorrebbe essere a casa sua davanti al caminetto con Francesco per dirgli una cosa. Solo che una casa sua Monia non ce l'ha. Non ancora. Non ha neanche un camminetto. Ha solo Francesco. Che non e' poco, ma e' dall'altro capo del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora Monia stasera si accontenterebbe pure di non avere una casa e un caminetto pero' vorrebbe almeno non avere Francesco dall'altro capo del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' in una biblioteca di Washington  che pensa che stanno insieme da 1514 giorni, 16 ore e 22 minuti ma di tutto questo tempo forse e' un terzo quello che hanno passato davvero insieme, mano nella mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre pensa tutte queste cose si ricorda perche' e' qui: per invertire la proporzione. Per fare si' che alla fine della vita sia piu' il tempo passato mano nella mano che quello lontani. Per costruire quella casa. La casa vicino al mare col giardino,  il cane, il gatto e il cammello che Francesco vuole tanto. La casa con la palizzata bianca fuori e il caminetto per fare le castagne dentro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Monia a Francesco sognano di passarci la vita in quella casa, ma probabilmente se la potranno costruire solo coi soldi della liquidazione (se mai ne avranno una) dopo qualche anno dalla pensione...per il resto della vita saranno sbattuti qua e la da un appartamento all'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma va bene cosi'. Infondo le cose si fanno passo passo. Se le case con le palizzate bianche fuori e i caminetti per le castagne dentro sono tanto belle forse e' proprio perche' si costruiscono coi sacrifici di una vita e non coi soldi di un momento. Si mettono su mattone dopo mattone e pure quando sembrano finite non lo sono: ogni estate c'e' la palizzata da ridipingere, il prato da tosare, il caminetto da ripulire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci vuole una vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una vita ad aspettare di stare davanti a quel caminetto mano mano nella mano per dire a Francesco tutto quello che avrei bisogno di dirgli adesso... che poi alla fin fine magari non e' cosi' complicato come sembra adesso nei miei confusi pensieri, magari si puo' esprimere in poche parole, magari in una sola domanda: "Quando torno andiamo a comprare un secchio di vernice bianca per quella palizzata?"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-1757257469700423605?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/1757257469700423605/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=1757257469700423605' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1757257469700423605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1757257469700423605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/05/washington-dc-puntata-quindici-perche.html' title='Washington Dc, puntata quindici. Perche&apos; sono qui'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-6154923332674378175</id><published>2009-05-25T04:49:00.000+02:00</published><updated>2009-05-25T05:51:27.867+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, Puntata quattordici. "Una settimana da Dio"...o meglio, COME Dio...</title><content type='html'>Questo post e' teologico filosofico. Gli aneddoti in esso inclusi sono noiosi e poco interessanti per chi volesse sapere che cosa io stia facendo. Piu' che una pagina di diario e' una raccolta di peregrinazioni mentali per i piu' stupide e senza senso. Siete stai avvisati. Ora &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;se volete continuare a leggere fatelo a vostro rischio e pericolo&lt;/span&gt;. il mio consiglio e' quello di aspettare il prossimo post... Uomo avvisato...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi pomeriggio ho parlato con Keko..su Msn. Keko e' davvero giu' di morale. Ed e' impossibile tirarlo su. Ci sto provando in tutti i modi, ma niente. Non c'e' cosa peggiore che parlare con chi non ti ascolta. Comunque io continuo a parlare..sono convinta che un giorno mi ascoltera'. Se non lo fara' perche' ha voglia lo fara' perche' non ne puo' piu' di starmi a sentire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la nostra conversazione ho cercato di fargli capire quanto il COME sia importante nella vita. Lui si chiedeva PERCHE'. Credo che tutti almeno una volta nella vita abbiano chiesto a Dio &lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;"Perche' a me?"&lt;/span&gt;.  Parlavamo di questo. Lui mi ha posto la domanda e io gli ho detto: "Se fossi Dio sai che ti risponderei? &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;'Perche' no?'&lt;/span&gt; ". Lui non capiva... ma non c'e' molto da capire. La domanda importante nella vita non e' "perche'?". E nemmeno "Cosa". Ma &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;COME.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che conta nella vita e' il COME. Prendiamo un film, o un libro, o una storia. Quello che volete. Spesso nel titolo c'e' gia' la fine. Spesso dal trailer gia' si sa chi morira'. Spesso dalla copertina si intuisce chi perdera' cosa. Allora se gia' sappiamo come finisce perche' ci andiamo a vedere il film? Perche' compriamo il libro? Perche'&lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt; vogliamo sapere COME.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendi il film "sette anime". Lo sai fin dall'inizio che Will Smith morira'. Quello che non sai e' come. E' il come a rendere bella quella storia, a lasciarti senza fiato, a farti uscire dal cinema con la sensazione "da domani si cambia vita". &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;A rendere bella o brutta una storia non e' cosa succede, ma COME.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;Con la vita e' lo stesso. &lt;/span&gt;Questo cercavo di spiegare a Keko. Non importa cosa accade o perche', ma COME tu ti giochi la tua vita. &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;Come&lt;/span&gt; reagisci alle cose,&lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt; come&lt;/span&gt; muovi le pedine sulla scacchiera, &lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;come&lt;/span&gt; guardi alle persone intorno. COME.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed e' inutile chiedere a Dio perche'. Primo perche' tanto quasi mai te lo dice li per li, al massimo te lo fa capire dopo anni. Secondo perche' &lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;tanto Dio ha comunque ragione. in quanto Dio si presuppone che la sua sia la scelta giusta e la tua quella sbagliata&lt;/span&gt;. Lui e' Dio. Fine della discussione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di questo parlavo l'altro giorno con Charbel. Quel ragazzo m'ha stupito. Non so come ma ci siamo messi a parlare delle preghiere. Forse merito delle birre che giravano in giardino. Lui mi fa: "Sai, tante volte ho bisogno di cose che inizio a chiedere a Dio... ma le voglio proprio. Allora faccio: Dio, per favore, aitami in questo, dammi quest'altro, fai che questo si realizzi ecc. Poi mentre gli espongo i miei desideri mi vedo davanti che cosa succederebbe se si avverassero e solitamente finisco la mia preghiera con: &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;Vabbe' Dio, sai che c'e'... non fa niente&lt;/span&gt;, mi sa che e' meglio che decidi tu cosa e' meglio per me.&lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;  Fa come ti pare&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;Ecco,  la chiave di tutto sta in quel "Fa come ti pare". Fa COME ti pare. COME.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che questo sia l'approccio corretto per relazionarsi a Dio. E poi essere Dio mica e' facile!&lt;br /&gt;Oggi sono andata a messa. La predica americana e' stata un'americanata. No davvero..in Italia non sarebbe mai successo. Ma e' per questo che m'e' piaciuta: il prete ha usato il film &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;"Una settimana da Dio"&lt;/span&gt; per spiegare il Vangelo. Un film comico con Jim Carrey per spiegare il Vangelo. Magari e' strano, ma HA FUNZIONATO. Credo che tutti abbiano capito il messaggio: &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;e' inutile prendersela con Dio tanto nessuno di noi al suo posto sarebbe capace di fare meglio&lt;/span&gt;. Jim Carrey ci ha provato, ma... alla fine ha concluso che se Dio e' Dio e' perche' solo Lui puo' esserlo e &lt;span style="color: rgb(255, 153, 102);"&gt;se passassimo piu' tempo ad apprezzare cio' che ci da piuttosto che chiedere cio' che non abbiamo &lt;/span&gt;(che, come insegna Charbel, il piu' delle volte non ci serve neanche) &lt;span style="color: rgb(255, 153, 102);"&gt;saremmo molto piu' felici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto per cocludere la puntata teologica del mio viaggio concludo con questo aneddoto. L'altro giorno con Halim stavamo facendo jogging nel parco della Casa Bianca. L'ossigenazione delle gambe deve aver reso scarsa quella del cervello perche'  abbiamo intrapreso una discussione surreale su cosa sia il paradiso.  Beh, dopo ore di progettazione abbiamo concluso che e' il posto dove finalmente rivedrai tutte le persone a cui hai voluto bene nella vita, che hai incontrato nell'arco del tuo cammino e che per un motivo o per un altro si sono allontanate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ci siamo accorti (o meglio, lui si e' accorto!) che la cosa non funzionava. Io: "Wow, ma i rendi conto che hai risolto il mio problema che mi rendeva malinconica questi giorni?" (Per la cronaca: il problema e' che in seguito alla partenza di alcune persone con cui avevo legato me ne sono andata in depressione: ho improvvisamente realizzato che posso si' rincontrare anche tutte le persone che conosco qui, ma una o alla volta; non staremo mai di nuovo tutti insieme COME adesso a fare le stesse discussioni e cretinate). Lui mi risponde: "Davvero?". Io: "Si. ero triste perche' pensavo che non ci saremmo mai piu' rivisti tutti insieme, invece un giorno, benche molto lontano (si spera)  staremo di nuovo tutti insieme a giocare a pallavolo col Chiuahua team!". E lui: "Ne sei sicura?". Io: &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;"Si! non ci credi nel paradiso?&lt;/span&gt;". Lui, spiazzante: "Nel paradiso si', ma sei sicura che ci staremo di nuovo tutti insieme? &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;proprio tutti&lt;/span&gt;?".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M'ha fatto morir dal ridere. Io so che ci staremo tutti perche' su paradiso, inferno e purgatorio c'ho una mia teoria che non posso scrivere senno' mi scomunicano, pero'...m'ha fatto morir dal reidere la sua uscita. E' stato il momento in cui ho capito che PER SICUREZZA (metti caso la mia teoria teologica sia fasulla) e' meglio vivere tutto al meglio, &lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;"fare i bravi&lt;/span&gt;" come si dice ai bambini.&lt;br /&gt;Il premio e' poter rincontrare tutte le persone a cui abbiamo voluto bene. Dal compagno di banco dell'asilo con cui abbiamo condiviso tre anni della nostra vita ma di cui non ci ricordiamo il nome, al vicino di letto dell'ospizio o dell'ospedale con cui abbiamo condiviso qualche ora prima di morire e di cui sappiamo solo il nome, perche' non abbiamo avuto il tempo di chiedergli COME e' stata la sua vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;Perche' alla fine di tutto, in punto di morte le persone nel domandarsi se meritano il paradiso non si chiedono "cosa" o "perche'" e' stata la loro vita, ma &lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;COME.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-6154923332674378175?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/6154923332674378175/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=6154923332674378175' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/6154923332674378175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/6154923332674378175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/05/washington-dc-puntata-tredici-una.html' title='Washington Dc, Puntata quattordici. &quot;Una settimana da Dio&quot;...o meglio, COME Dio...'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-4892346206810050714</id><published>2009-05-20T18:23:00.000+02:00</published><updated>2009-05-20T18:24:13.071+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, puntata tredici: Our Crazy nights</title><content type='html'>Ho scoperto che esiste un quaderno dove i residenti di Ish possono annotare i problemi che ci sono in casa. Dal richiedere cibo migliore al comunicare che si vorrebbe cambiare stanza, dall’informare che un rubinetto non funziona ad avvisare che s’e’ verificato qualcosa di strano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad averlo saputo prima avrei scritto che avevo un topo in camera, ma forse e’ stato meglio scoprirlo quando il topo se ne era gia’ andato da solo…mi sarebbe dispiaciuto ritrovarlo morto in qualche trappola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel quaderno e’ contenuta in piccole note la vita della casa: il giorno tal dei tali qualcuno ha rotto il forno, il giorno dopo qualcuno chiedeva il burro di arachidi per colazione, il giorno dopo ancora qualcun altro si lamentava del proprio nuovo compagno di stanza appena arrivato…salvo poi dopo qualche pagina (corrispondete a qualche mese) dichiarare che quel compagno rumoroso nel mentre era diventato il proprio migliore amico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel quaderno io lo vorrei leggere tutto. Per ora ho visto solo delle note qua e la’, ma l’ho trovato geniale. E’ incerdibile come la gente faccia cose di cui non conosce la portata: stiamo tutti scrivendo un’opera collettiva che potrebbe essere pubblicata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le note sono firmate, eccetto una. L’ultima. La piu’ importante. Quella che mi riguarda.&lt;br /&gt;Quella per cui sono venuta a conoscenza dell’esistenza del quaderno. Nell’ultima pagina scritta si legge:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;16-06-2009&lt;br /&gt;“Un gruppo di studenti, per la seconda sera di fila, si e’ messo a cantare e giocare fuori dalla porta arrecando disturbo al vicinato. I ragazzi, tornati ubriachi alle 4 di mattina dopo aver giocato a pallavolo di notte, hanno stazionato fuori dall’entrata per un’ora ridendo a voce alta. Si richiedono provvedimenti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel leggere la nota mostratami dai miei amici increduli (nessuno poteva credere che la ragazza che lavorava li quella notte, che poi e’ una delle mie compagne di stanza) ho detto: “ragazzi, non possiamo lasciarci trattare cosi’! Diciamo tutta la verita’!”…ho preso una penna e ho aggiunto: “da sottolineare che si stavano tutti divertendo tantissimo!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragazza che ha scritto la cosa mi fa un po’ pena. E’ sempre triste, non socializza mai con nessuno e tutte le volte che provo a parlarle in camera mi risponde a mezza bocca. Gia’ il fatto che la sua sia l’unica nota non firmata la dice lunga…tutti gli altri erano fieri di quello avevano scritto…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei ha l’aria di chi non riceve un regalo da molto. Magari le compro un fiore e la invito a venire in gita con noi sabato. Potrebbe scoprire che le persone che ridono ad alta voce alle cinque di mattina dopo aver giocato a pallavolo per tutta la notte non necessariamente sono ubriache. Magari non hanno bevuto niente, ma sono semplicmente ebbri l’uno della gioviale compagnia dell’altro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-4892346206810050714?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/4892346206810050714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=4892346206810050714' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/4892346206810050714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/4892346206810050714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/05/washington-dc-puntata-tredici-our-crazy.html' title='Washington Dc, puntata tredici: Our Crazy nights'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-1954137358451091852</id><published>2009-05-13T02:34:00.000+02:00</published><updated>2009-05-13T02:35:33.529+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, puntata dodici. Bilancio settimanale.</title><content type='html'>30 nuovi amici su facebook. Provato Sushi, buono. Provato tofu, non mi piace. Sparato per la prima volta, ottimo risultato. Giocato a pallone. Giocato a pallavolo. Giocato a biliardo. Guidato barca. Scritto del più grande incendio degli ultimi 30 anni in California. Visti tre film, uno bello, uno medio, uno brutto. Imparato tre canzoni. Bevuto una birra di troppo. Dormito 30 ore. Lavorato 60. Fatte quattro lavatrici. Stirato (male) tre camice. Rifatto il letto solo una volta. Andata a ballare. Festeggiato una partenza. Stata triste per due giorni. Bevuto il peggior caffè della mia vita. Rimasta bloccata in ascensore per 10 minuti con tre uomini e una donna incinta. Degustato 5 vini americani, peggio di quelli italiani… a me il vino non piace. Ricevuti tre abbracci e quattro baci. Dati altrettanti. Messo piedi nell’oceano. Rotto due unghie. Scottato viso e occhi per via del sole. Fatto giro in barca. Preso due chili. Imparato una 50ina di parole in inglese (di cui sei parolacce), 6 parole in spagnolo, 5 in francese, 4 in tedesco, 3 in libanese, 2 in giapponese e una in russo. Scoperto che “Happiness is true only when shered”. Incontrato 5 persone meravigliose. Fatto barbecue. Aiutato tre o Quattro sconosciuti in piccolo cose. Aiutata sei o sette volte da altri sconosciuti a fare qualcosa. Sono in deficit. Spesi soldi…non so quanti. Guadagnati amici. Scoperto che è da sdraiati che si vede il cielo. Fatto miriadi di foto nel vano tentativo di acchiappare il tempo. Fatto ingelosire fidanzato. Innamoratami per la centodecima volta del mio fidanzato geloso. Rincorso un  cane. Tentato di catturare un topo in camera. Fallito il tentativo, deciso di adottarlo. Scoperto che gli italiani sono insopportabili. Provato amore profondo per gli insopportabili italiani. Cantato sotto la doccia. Provato a convivere con una strana sensazione di cui sto ancora cercando il nome.&lt;br /&gt;Scusate, miei sei lettori, se in questa settimana non ho scritto…vedrò di recuperare in futuro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-1954137358451091852?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/1954137358451091852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=1954137358451091852' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1954137358451091852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1954137358451091852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/05/washington-dc-puntata-dodici-bilancio.html' title='Washington Dc, puntata dodici. Bilancio settimanale.'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-3836098928322466994</id><published>2009-05-04T00:17:00.000+02:00</published><updated>2009-05-04T00:18:53.252+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, puntata undici. Sam.</title><content type='html'>Sam è un ragazzo che ho conosciuto stasera. Viene dall’America Latina (ma non ricordo da dove esattamente). Ha gli occhi così neri e profondi che l’iride si perde nella pupilla, ma a colpirti non sono gli occhi, ma lo sguardo. Ha la pelle color ebano e dei capelli neri coi boccoli che gli incorniciano il viso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si presenta e la prima cosa che nota è la mia stretta di mano. Dice che ne è impressionato. Per me è lo stesso. Mi piacciono le persone che quando si presentano si fanno sentire, che quando ti stringono la mano te la stringono nel vero senso della parola. Solitamente sono persone con la quali entro subito in sintonia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piace Sam, fin da subito ma non so perché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo incontro per un caso fortuito: tra meno d’una settimana lui parte e io stasera sarei dovuta uscire quindi la probabilità di raccontarvi questa storia era una su un milione. Le persone con cui ho più legato sono tutte uscite stasera ma io non sono andata con loro perché domani (a differenza loro che si sono tirati indietro) c’è una gita e volevo parteciparvi…ma dovendo leggere e recensire un libro entro domenica (oggi è venerdì) se volevo andare alla gita dovevo leggere il libro stasera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi va di stare in camera. Decido di leggerlo nella saletta dove vedo spesso i ragazzi studiare e parlottare in mezzo alla casa. Leggo per quasi due ore e quando sto per andarmene arriva Sam. Aveva appuntamento con una ragazza italiana per farle vedere un film, ma il loro computer non funziona. Mi chiede se possono usare il mio. Lo vado a prendere, non c’è problema.&lt;br /&gt;Salgo in camera e ritorno col computer. Sam è davvero affascinante…ha qualcosa di tenebroso che sfugge alla mia capacità di capire le persone al primo sguardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dice che è contento che io ci sia anche se ci conosciamo solo da dieci minuti e che io veda il film. Gli chiedo di che tratta e lui: “Del 2005. Del mio 2005”. Avrà vinto un concorso? Era il capitano della squadra di football del liceo? Mi appresto a vedere i cinque minuti di film.&lt;br /&gt;Sam nel 2005 non aveva i capelli, non aveva le sopracciglia, giaceva in un letto d’ospedale incapace di mangiare e parlare. Sam nel 2005 pesava 25 chili meno di adesso, aveva il viso e il corpo ricoperto di cicatrici deturpanti. Sam si riconosceva solo per quegli occhi neri in cui l’iride si perde nella pupilla. Sam nel 2005 ha avuto la leucemia…o “Leukèmia”, come dice lui, che così sembra un male meno cattivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sam fino al 2005 ha sempre condotto una vita sana: mai bevuto, mai fumato, molto sport e vita all’aria aperta. Al momento della diagnosi ha solo girato il volto dall’altra parte, incapace di guardare il medico. Fissava il muro chiedendosi “Perché io?”. Nessuno ha mai risposto a questa domanda negli anni a venire. Ma questo è stato l’unico momento di scoraggiamento di Sam.&lt;br /&gt;Dal momento della diagnosi Sam non ha mai incolpato Dio di cosa gli stesse succedendo. Lo ha piuttosto iniziato a ringraziare ogni giorno. Lo ringraziava per le medicine, per l’equipe medica, per la famiglia intorno. Il dolore? C’era, ma non era colpa di Dio: è stato un modo per meditare e crescere. Sam dal 2005 ad oggi sarà cresciuto almeno 50 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli avevano dato 4 settimane di vita. Unica possibilità il trapianto di midollo osseo. L’unico compatibile al 50% è il fratello di 18 anni. Si prova, ma nello stesso reparto sono morte molte persone sottoposte alla stessa operazione da quando Sam vi è ricoverato. Quasi tutte. Forse tutte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’operazione e la riabilitazione sono durissime, ma Sam oggi è qui a raccontare a una sconosciuta la sua storia. Si definisce “un miracolo”, dice che è molto cambiato, che è maturato, che quell’esperienza l’ha migliorato. Ora guarda al mondo da una prospettiva diversa e ringrazia Dio per avergliela data.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sam ha preso midollo dal fratello e a quanto pare è il sangue  a caratterizzare i capelli, così quelli lisci e fini che aveva avuto per tutta la vita prima dell’operazione sono spariti. Al loro posto i boccoli e le basette del fratello, nonchè i peli sul petto che Sam non aveva mai avuto prima. Col midollo il fratello gli ha trapiantato anche i capelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è fatto tardi. Sam va via sorridendo ringraziandomi per la pazienza, e non sa che dovrei ringraziarlo io per quello che m’ha insegnato. Tra i suoi tratti è riconoscibile lo stesso sorriso del ragazzo calvo del 2005, in tutte le foto anche allora sempre sorridente.&lt;br /&gt;Credo che Dio abbia deciso di salvarlo per il suo disarmante sorriso e per le se spiazzanti preghiere. Dio si è accorto che Sam poteva rendere migliore questo mondo. Non so se lo sta facendo, ma stasera ha sicuramente reso migliore il mio di mondo. Il mio modo d’essere.&lt;br /&gt;Non può cambiarti la vita una persona che alla domanda su cosa sia stata la leucemia ti risponde sorridendo: “An interesting experience”. Grazie Sam, sconosciuto dagli occhi neri che tra una settimana m’avrà dimenticato ma che io difficilmente dimenticherò.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-3836098928322466994?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/3836098928322466994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=3836098928322466994' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3836098928322466994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3836098928322466994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/05/washington-dc-puntata-undici-sam.html' title='Washington Dc, puntata undici. Sam.'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-1656333697095539138</id><published>2009-04-29T02:43:00.000+02:00</published><updated>2009-04-29T02:46:59.026+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, puntata dieci. Diretta da una favola.</title><content type='html'>Post corto. Il letto mi sta assorbendo. poco da raccontare, la giornata di oggi è stata simile a ieri, solo che a lavor è andata molto meglio. Ma non posso mancare di descrivervi una scena stupenda che mi si è presentata davanti agli occhi. Vengo direttamente dal set di una favola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finito di lavorare, esco dal National Press Building e vengo investita da una calura fuori stagione, decisamente fuori stagione. Tolgo la giacca e sbottono la camicia. Metto l’i-pod nelle orecchie. Due minuti nemmeno e sono nel giardino della Casa bianca. Una famigliola gioca sull’erba con un bambino di circa un anno che corre sulle gambette incerte dietro agli scoiattoli, ci sono degli studenti sulle aiuole che fingono di studiare, sul viottolo la gente corre, va in bici, sui pattini, sullo skate, porta a spasso il cane. A un metro si decidono le sorti del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di sottofondo l’i-pod ha scelto per me la colonna sonora del momento: Hallelujah di Jeff Buckley e ha anche modulato il volume ad un livello tale da permettermi di sentire i rumori di sottofondo dell’acqua delle grandi fontane e del cinguettio degli uccelli. Una leggera brezza soffiava per dare respiro ai passanti e per spogliare i peschi delle ultime foglie rimaste, tingendo tutto di una pioggia rosa e soave.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho capito che non era una favola solo perché il mio principe azzurro non era lì. Se non fosse stato per questo dettaglio avrei creduto davvero che tutto fosse un sogno. Per un attimo ho fermato il tempo. Ero senza fiato. E nella vita (come ho sentito una volta nel film “Hitch”) non importa per quanto tempo tu abbia respirato, quello che conta sono i momenti che il fiato te lo hanno tolto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-1656333697095539138?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/1656333697095539138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=1656333697095539138' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1656333697095539138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1656333697095539138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/04/washington-dc-puntata-dieci-diretta-da.html' title='Washington Dc, puntata dieci. Diretta da una favola.'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-1186599382027450856</id><published>2009-04-29T02:41:00.000+02:00</published><updated>2009-04-29T02:43:42.422+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, puntata nove. La quiete dopo la tempesta.</title><content type='html'>Oggi per la prima volta mi sono chiesta “ma chi me lo ha fatto fare?”. Chi me lo ha fatto fare non lo so ancora, ma stasera ho avuto la prova che chiunque esso sia devo essergli grata.&lt;br /&gt;Oggi all’Ansa è stata una giornata molto pesante. Ho notato che il ritmo di lavoro era praticamente a zero. Due o tre pezzi al giorno (precisazione, sono di 20 righe l’uno) potevano pure andare i primi giorni, ma ormai sono qui da una settimana e speravo di fare di più.&lt;br /&gt;Non dico che come a Mantova mi dovevano far passare intere giornate in redazione (non sono così stacanovista) ma nemmeno passare le giornate a vedere che fa la gente su facebook mi sembra una grande occupazione. Diciamo che una via di mezzo tra le due cose mi sarebbe andata molto bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi come al solito mi danno due notizie dopo la riunione, le faccio in un’oretta. Per un po’ aspetto mi diano altro, ma vedendo tutti molto indaffarati comincio a cercare da sola. Qualcosa che possa andare…ovviamente consapevole che tutte le cose più importanti spettano a loro.&lt;br /&gt;Non trovo nulla: i giornali e i siti sono tutti presi dalla psicosi dell’influenza suina. Ci sono delle notizie che trovo belle ma non credo fossero d’interesse per il pubblico italiano. Alla fine gira che ti rigira scopro l’ennesima truffa immobiliare a danno di poveri malcapitati. Non è da premio pulitzer ma può andare. Chiedo se posso farla. Permesso accordato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il caposervizio me la corregge ben due volte e speravo di non avergliela mai chiesta…mi sembrava di stargli a far perdere tempo: già ha tanto da fare per lui senza me che propongo le cose e me le deve correggere… forse era meglio se non facevo niente.&lt;br /&gt;Ma senza far niente proprio non ci so stare. Fossi potuta uscire, incontrare gli altri, godermi la città, ok. Ma se dovevo stare in redazione tanto valeva lavorare. Ci ho provato tutto il giorno ma non ci sono riuscita: non trovavo nulla che potesse andare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A un certo punto il capo mi fa: “Monia ma tu quando finisci la vacanza?”. Io: “quale vacanza?” e lui: “quella che stai facendo qui!” e mi dice che secondo lui non rendo e che tutti gli altri stagisti erano meglio di me. Io non pretendo d’essere meglio degli altri, lo so che non sono meglio di nessuno (e lo sanno bene i miei amici al Lumsa News che io e Ilario lo ripetiamo sempre che agli esami io e lui faticheremo più di tutti, lui lo dice per insicurezza perché secondo me è uno dei più bravi, io lo dico perché lo so), però sentirmelo dire come rimprovero davanti a tutti m’ha fatto uno strano effetto. Vi giuro che io c’ho provato a tentare di capire che cosa dovevo fare, ma se questo è un tirocinio non dovrebbero spiegarmi loro qualcosa? Non dico ogni minuto dirmi “fai questo, fai quello”, ma almeno dirmi UNA SOLA VOLTA quali sono i criteri con cui selezionare le notizie da riportare (magari ho scartato cose interessanti e riportato altre insignificanti!).&lt;br /&gt;Vabbè…credo si sia accorto che c’ero rimasta male (o meglio credo glielo abbia fatto notare un giornalista al quale ho avuto la triste sensazione d’aver fatto pena) e prima di mandarmi via m’ha chiamato nel suo ufficio. Ha detto che era una chiacchierata che avremmo dovuto fare il primo giorno tanto per capire cosa avevo fatto io prima di andare lì (gli ho detto dei miei precedenti stage), poi mi ha detto che sono arrivata in un momento denso di cose e che hanno avuto poco tempo per seguirmi ma che recupereranno. Suonava un po’ come una giustificazione per quello che m’aveva detto prima, non saprei. Intendiamoci, apprezzo molto che abbia fatto quella discussione: avesse sbagliato mi stava chiedendo scusa, avesse ragione si stava preoccupando della mia reazione, in ogni caso un atteggiamento positivo e da apprezzare. Fatto sta che uscendo non stavo bene: è dura realizzare d’aver dato il massimo ma che quel massimo per gli altri non è abbastanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero intenzionata a inventarmi una scusa per non andare domani quando davanti la Casa Bianca mi squilla il telefono. È Francesco. Strano. Lui non chiama mai. In questa settimana ci siamo sentiti solo nel weekend. Come tutti i supereroi arriva al momento giusto nel posto giusto. Dico solo “Pronto” e lui “che è successo?”. Dico diverse volte “niente”, ma lui è così insistente che la cosa migliore che mi viene in mente è: “siccome non riesco a parlare mi dici la tua giornata così intanto io mi tranquillizzo, e poi ti dico la mia”. Mi dice sinteticamente la sua e così non ho tempo di tranquillizzarmi a sufficienza e quando è il mio turno balbetto e sono visibilmente  scossa. Non so come ha fatto, non me lo ricordo, ma a un certo punto lui stava parlando e io ero tranquilla. Volevo perfino andare a lavoro l’indomani. Proprio per dimostrargli che sarò pure la peggiore degli stagisti ma se non altro sono quella che ce la può mettere più di tutti. Sul risultato non poso garantire, ma sul’impegno sì. 20 minuti al telefono e questo era il risultato. Stavo molto meglio…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so quanto ha speso Francesco ma gli sarò infinitamente grata. Poi ha chiamato pure mia mamma, ma con lei ero molto più sollevata e forse sono riuscita a non trasmetterle la mia agitazione. Lei mi ha raccontato della laurea di mio cugino: oggi sono andati all’Aquila e lui s’è laureato in una tenda a causa del terremoto che ha distrutto l’Università. Io sono fortunata da questo punto di vista e non sono autorizzata a lamentarmi per il primo rimprovero che mi becco.&lt;br /&gt;Siccome appena smette di piovere esce l’arcobaleno ma  a terra rimane tutto bagnato, sono arrivata a Ish ancora giù di morale. Doccia e cena. A cena rispondo “yes” e “no” alle domande. È il massimo che mi si possa chiedere oggi. Oltretutto che c’è una pasta non degna di questo nome e del riso in bianco tristissimo. Per la prima volta nella vita sono stata contenta di mangiare l’insalata, davvero contenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, non so perché dopo cena sono uscita in giardino. Forse semplicemente per godermi un po’ d’aria fresca. È stata la cosa migliore che potessi fare oggi: ho passato tre ore a parlare con delle persone a cui, ahimè, ho scoperto di volere già bene.&lt;br /&gt;Avevo fatto il proposito di non affezionarmi a nessuno, ma come al solito lo sto disattendendo. Qui da una settimana e sono triste perché va via un ragazzo giapponese di cui non ricordo il nome. Mi dispiace davvero: l’ho conosciuto l’altro ieri alla festa e abbiamo avuto modo di parlare per un po’. Sapere che parte mi ha messo tristezza non perché fossi affezionata a lui, ma perché so che ho perso l’occasione di conoscerlo meglio. Poi parlando con gli altri ognuno ha iniziato a dire quando sarebbe partito…per alcune persone mi sono sorprendentemente ritrovata a starci male. Male davvero. È lì che ho capito che mi sto irrimediabilmente affezionando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La serata è stata magnifica perché capire di provare questi sentimenti mi ha fatto sentire a casa. La casa non è il posto dove se manca una persona ti dispiace? Beh, allora ho realizzato che Ish può essere una mia casa. Ah, e ho anche scoperto che ho degli amici: ieri per la messa non è che non mi hanno cercato o non mi hanno aspettato, semplicemente non sono andati manco loro.&lt;br /&gt;Comunque, chiusa parentesi, la serata è finita con me che ho imparato una canzone giapponese in onore del ragazzo che parte e…. non so come sia potuto succedere ma a un certo punto stavo insegnando l’Italiano a Olga, Fatima e Alim (che ora che ci penso forse si scrive “Halim” con l’H)!...credo sia stata una cosa inconscia…siccome non riesco a parlare inglese insegno agli altri l’Italiano! Nel fare questa lezione ho sentito che per terra si era asciugata la pioggia, che nel cielo c’era ancora l’arcobaleno e che me ne potevo andare a letto serena per tutte le cose con cui la vita mi ha fatto confrontare oggi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-1186599382027450856?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/1186599382027450856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=1186599382027450856' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1186599382027450856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1186599382027450856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/04/washington-dc-puntata-nove-la-quiete.html' title='Washington Dc, puntata nove. La quiete dopo la tempesta.'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-1084864383460216789</id><published>2009-04-27T04:07:00.000+02:00</published><updated>2009-04-27T04:08:08.959+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, Puntata Otto. No, non ci sono gatti in america</title><content type='html'>“No non ci sono gatti in America, no non ci sono gatti in america, no non ci sono gatti in Americaaaaaaaaaa”…ve la ricordate? È la canzoncina di Fievel, il topolino. Quando stanno emigrando con la famiglia dalla Russia (o si trattava della Germania comunista? Non ricordo questo dettaglio del film..) verso gli Usa tutti i topi nella nave cantano la canzone. Nel film poi si scopre che i gatti ci sono anche in America, eccome se ci sono….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco…dopo la serata idiallaca di ieri oggi ho scoperto di NON avere amici. Praticamente eravamo rimasti d’accordo che saremmo andati a messa tutti insieme alle 5. Faccio un secondo tardi per colpa d’una telefonata all’ultimo minuto e non li trovo più. Non mi hanno aspettato e non m’hanno nemmeno chiamato! Vabbè…devo cercare di raggiungerli. Vado da Olga (Russa) che oggi non va  a messa che deve studiare, domani ha un esame. Mi faccio spiegare la strada. Lei mi dice che non sa se la chiesa dove sono gli altri è quella, ma vale la pena andare alla cattedrale: è lontanoccia, ma la strada è semplice, da Dupont Circle sempre dritto per Massachuttes Avenue.&lt;br /&gt;Bene, mi incammino…è la strada delle ambasciate…uno spettacolo. Cammino cammino cammino, voi non avete idea di quanto cammino. Attraverso un ponte e cammino cammino cammino, pure il parco e cammino cammino cammino… a un certo punto arrivo all’Osservatorio della Marina Militare che ha un orologio grosso come una casa fuori…SONO LE SETTE MENO DIECI!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Considerando che m’ero incamminata alle 5 e mezza era un’ora e mezza che camminavo. Mi volto su me stessa: Washington è un puntino all’orizzonte! Dove cavolo sono finita? Devo aver sbagliato strada, meglio tornare in diertro. Prendo la cartina per appurare dove io sia e… Oh My God: sono uscita dai confini della cartina!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi incammino all’indietro a passo svelto e in un’ora sono al punto di partenza. Voglio uccidere Olga. Vado a bussarle. Non mi importa se ha l’esame: la voglio uccidere davvero!!! “Olga, ma dove m’hai mandato?”  e lei: “Hai preso la strada giusta?” io “sì sì”, e lei: “è impossibile che non l’hai vista: è gigante! Hai passato la moschea?”, io: “sì!” e lei chiude: “Allora è impossibile, la strada è quella!”. Poi le viene un dubbio: “Scusa Monia, ma dove sei arrivata?” e io: “All’osservatorio della Marina Militare!”. E lei: “Ma come: la chiesa è lì, dietro l’angolo!!! A 50 metri neanche! Perché non hai proseguito???”. Qui ho rinunciato a ucciderla…o capito che non era colpa sua ma che sono scema io…me lo aveva detto che era lontanissimo: li potevo pure fare due passi in più! Sto ancora rosicando… e non so dove sono andati i miei amici a messa.&lt;br /&gt;Bene, come Fievel ora lo so pure io: non è vero che non ci sono gatti in America. I gatti ci sono anche qui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-1084864383460216789?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/1084864383460216789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=1084864383460216789' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1084864383460216789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1084864383460216789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/04/washington-dc-puntata-otto-no-non-ci.html' title='Washington Dc, Puntata Otto. No, non ci sono gatti in america'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-5218030782332905271</id><published>2009-04-27T04:05:00.000+02:00</published><updated>2009-04-28T22:51:45.499+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, puntata sette. Tutto ciò che succede nel miglio..è dominio di tutti</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SfdsU4YDppI/AAAAAAAAAI4/JpUN0iLcXy0/s1600-h/5.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5329847790002742930" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 130px; CURSOR: hand; HEIGHT: 97px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SfdsU4YDppI/AAAAAAAAAI4/JpUN0iLcXy0/s200/5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Ieri c‘è stata una gran festa stile americana… bandiere ovunque, inno inaugurale suonato col flauto da un giapponesino di un metro e mezzo che è l’idolo della casa, braciolata, hamburger e hot dog. Tutti gli studenti provenienti da uno degli Stati Uniti hanno illustrato la storia del proprio Stato e provveduto a mostrarne le usanze. La cosa che più mi ha colpito è stata l’esibizione della mia coinquilina Debby: lei è delle Hawaii e ha ballato l’ ula…la tipica danza…come in “Lilo &amp;amp; Stich”!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi c’è stato un gran quiezzettone sugli Usa (personalmente credo di non aver azzeccato manco una domanda!!) che in media tutti hanno sbagliato e infine dance!...ora, praticamente per tutto il tempo me ne sono stata in disparte…la novità erano il nuovo gruppetto di italiani appena arrivato, ma non è che mi piacesse molto il loro modo di fare. Innanzitutto SUBITO si sono fatti riconoscere invitando esterni della casa (tra cui un napoletano strillone che credo sia entrato già ubriaco!) che poi sono stati rispediti fuori molto prima che potessero guastarci la festa, ma poi…boh, loro fanno già gruppo a sé e per me è difficile entrarci tanto quanto entrare in un’altra qualsiasi comunità della casa. Tanto vale provare con gli stranieri…almeno imparo la lingua e conosco gente nuova…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque…arriva il mio momento: Flip Cup! Cominciamo dal principio: Alim mi viene a salvare… Moasin (indiano di due metri) stava parlando con me da due ore di Sonia Ghandi e Macchiavelli…non che il discorso non fosse interessante, ma andava avanti da un’ora e io avevo terminato il mio repertorio di parole. A un certo punto arriva Alim (lui è del Libano) e mi fa: “ci serve un giocatore per la squadra di Flip Cup, giochi?”. Io: “sì, sì!”. Solo dopo ho realizzato che non sapevo di cosa si trattasse! Beh, è un gioco in cui ai due lati opposti del tavolo ci sono due squadre di 10 persone, ognuna con il proprio bicchiere di birra… i primi due (avversari) al via devono bere il più velocemente possibile, finito di bere poggiano il bicchiere al bordo del tavolo e con un colpo secco lo devono far alzare in aria e cadere capovolto. Appena riescono a metterlo nella corretta posizione può bere il secondo della squadra che fa lo stesso, poi il terzo e così via. Vince la squadra che capovolge per prima il 10 bicchiere… Dico solo una cosa…dopo tre giro ero la caposquadra…erano tutti esterrefatti dalla mia capacità di girare il bicchiere al primo tentativo anche dopo 6 o 7 manches!! Ovviamente la mia squadra ha sempre vinto (prima del mio arrivo perdevano sempre..ma credo fosse un caso!) e quindi per una sera sono stata l’idolo di altre 9 persone, il che non è male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La serata si è conclusa quando la preside è venuta a intimarci di spegnere la musica…effettivamente se all’una il vicinato voleva dormire aveva il diritto di farlo. Ma non paghi noi ci siamo messi nell’ingresso a fare compagnia alla ragazza che era di turno in portineria. Gli italiani ovviamente sono usciti coi loro amici, e non sanno che si sono persi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Racconto a Leo (che praticamente ho scoperto venire qui da 10 anni, quindi è un istituzione e SA TUTTO) di una leggenda che ero venuta a sapere, a quanto pareva una delle italiane ieri sera era tornata con due ragazzi conosciuti in discoteca e avendo lei la camera singola le illazioni avevano preso il volo. Lui mi spiega che a Ish è impossibile tenere un segreto. Quello che succede qui rimane qui, ma tutti lo sanno. Un po’ come ne “il miglio verde”, quello che succede nel miglio resta nel miglio. Poi mi tranquillizza dicendo che sicuramente c’è una spiegazione, magari erano solo amici suoi della Luiss venuti con lo stesso progetto ma che alloggiano da qualche altra parte.&lt;br /&gt;Non fa in tempo a dirmi questa cosa che la ragazza di servizio strilla: “look! look!” indicando i monitor delle telecamere esterne. Un ladro? Qualche malintenzionato? Un’incendio? Nooo…qualcuno si sta baciando! In diretta! (e qui tornano le parole di Leo: “è impossibile qui tenere un segreto”)...parte il toto scommesse: chi sono? Io indovino il lui: è Alfonso il cileno, ma la lei chi sarà? È di spalle, troppo difficile…ok, sono nel parcheggio, qualcuno deve andare a vedere. Andiamo io e un’altra ragazza….beh, era l’unica italiana che era rimasta a casa. Ora era chiaro il perché!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stamattina a colazione tutti a fare finta di niente. Tutti sanno ma nessuno parla. Tutti ci guardiamo e sogghignamo. La neonata coppietta si siede a distanza e si scambia sguardi e ride (pensando che nessuno sa) tutti gli altri guardano loro guardarsi e ridono (sapendo che loro non sanno).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-5218030782332905271?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/5218030782332905271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=5218030782332905271' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/5218030782332905271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/5218030782332905271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/04/washington-dc-puntata-sette-tutto-cio.html' title='Washington Dc, puntata sette. Tutto ciò che succede nel miglio..è dominio di tutti'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SfdsU4YDppI/AAAAAAAAAI4/JpUN0iLcXy0/s72-c/5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-450844663663140425</id><published>2009-04-25T02:35:00.000+02:00</published><updated>2009-04-25T02:37:22.716+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, puntata sei. Finalmente il sole.</title><content type='html'>Finalmente il sole. Lunedì scorso pioveva, e pioveva di brutto. Tutta la settimana c’è stato un cielo plumbeo e un freddo che m’ha fatto ringraziare il consiglio di mio padre (cito testualmente: “portati un maglioncino che in valigia non ti pesa ed è sempre utile! Quando andammo in Sardegna da ragazzi con la Forestale prima tutti m’hanno preso in giro perché m’ero portato il maglioncino, poi la sera battevano le brocchette”, che tradotto vuol dire “battere i denti per il freddo”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ha più diluviato come il primo giorno, ma l’umidità era talmente alta che ho rinunciato a  lisciarmi i capelli: per una settimana look da bomboletta di porcellana…capelli coi boccoli. Non posso farci niente, se cade una goccia i miei capelli si mettono in piega da soli, così!&lt;br /&gt;Oggi c’è stato il sole. Una magnifica giornata. Mi sono svegliata di buon umore, sul telefono un messaggio di Francesco che s’era ripreso dal malcontento di ieri ed era alle prese col nodo della cravatta per andare a una conferenza… Sapere di buon umore lui mette di buon umore anche me. L’umore è una malattia. È contagioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sole nel cielo, il sole nel cuore. Un bell’inizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho perso tempo a fare non so cosa così sono arrivata a colazione in ritardo. Ho preso il latte di fretta e sono corsa fuori mangiando il plumcake per strada. Questo è stato il momento in cui ho notato che in America fare colazione per strada è una tradizione. Sono pure organizzati: hanno dei bicchieri stile Mc Donald che però trattengono il calore e dai quali tutti devono il cappuccino per strada…con la cannuccia. Per quanto la cosa mi attiri da morire so che devo cercare di NON farla…metti che mi piace così tanto da farla diventare un’abitudine, tornando in Italia come mi guarderebbero nei bar se chiedessi una cannuccia per bere il cappuccino?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli unici che non bevono sono in tenuta sportiva che portano a spasso il cane, corrono o vanno in bici (gli americani ci vanno col casco, le ginocchiere, le gomitiere, il tutore per il polso e a questo punto non mi stupirei se sotto i calzini avessero pure i parastinchi). Non ho mai visto nessuno fare tanto sport all’aria aperta come gli americani. Corrono a tutte le ore del giorno e dovunque. Al parco come in mezzo ai grattacieli. Non fa differenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entro al National Press Building e mi vesto (vedi capitolo uno: gli americani sono dei pazzi dell’aria condizionata) e passo una bella giornata. In redazione si respira un bel clima..c’è molto da fare, ma questo non rende le persone nervose o scontrose, anzi. Hanno tutti un buon carattere e mantengono la pazienza…secondo me si stanno americanizzando: gli americani non se la prendono per nessuna cosa al mondo. Take it easy!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella pausa pranzo decido d’andare a perfezionare la mia pratica al Press Club. Ieri Maria m’aveva convinto a farla…non aveva dovuto insistere molto: l’idea mi stuzzicava… avrei potuto far parte del club di giornalisti più esclusivo del mondo. Siccome c’è il sole faccio il giro di tutto il piano per andare dall’altra parte a prendere l’ascensore a vetri, così posso salire 13 piani guardando la fontana al centro della struttura allontanarsi…mi piace questa sensazione. Piccola parentesi: devo scoprire perché è piena di monetine…mica è la fontana di Trevi?! Eppure c’è qualcuno che ci butta dei soldi…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque arrivo, pago 40 euro (meno d’un dollaro al giorno per la mia permanenza qui), ricevo in cambio la mia tessera di “socia” che mi apre un mondo. E anche non mi aprisse niente avrò qualcosa di cui vantarmi al mio rientro in Italia: adesso sono importante!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scherzi a parte, sono contenta del mio investimento, speriamo si riveli fruttuoso. Tornando ho fatto amicizia con uno scoiattolo…camminavo per Lafayette Park quando il simpatico animaletto ha cominciato a correre verso di me. La sua simpatia era diventata inversamente proporzionale alla distanza che lo separava da me: più si avvicinava meno mi stava simpatico. M’è salito sulla gamba, mi sono spaventata a morte, l’ho scrollato, è caduto (era arrivato appena al ginocchio) s’è messo a correre in direzione contraria, è risalito sull’albero dal quale era sceso e da li m’ha fissato per un bel po’. Credo mi fissasse perché ridevo…non so perchè mi sono spaventata tanto e così m’ha preso a ridere da sola. Oltre a lui anche la gente mi fissava ..non sono sicura avessero visto la scena, ma sogghignavano pure loro. Magari ridevano per me, ma magari erano semplicemente contenti che dopo cinque giorni di pioggia fosse tornato il sole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-450844663663140425?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/450844663663140425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=450844663663140425' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/450844663663140425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/450844663663140425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/04/washington-dc-puntata-sei-finalmente-il.html' title='Washington Dc, puntata sei. Finalmente il sole.'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-1757576937679976494</id><published>2009-04-24T21:11:00.000+02:00</published><updated>2009-04-24T21:13:45.500+02:00</updated><title type='text'>America, puntata cinque. L'ala segreta del castello, i draghi e le principesse</title><content type='html'>Giornata pesante. All’Ansa eravamo in pochi e c’era molto da fare. In tutto mi sono occupata di 5 pezzi con svariati argomenti che, in generale, non credo sia tanto, ma al terzo giorno di lavoro, con la tastiera americana e con programmi appena imparati (e a dirla tutta manco troppo bene!) non è proprio una passeggiata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Imbocco Cunnecticut Avenue. Sono quattro giorni che la faccio e ho il sentore che non sia proprio il percorso più breve per arrivare a Ish, ma ieri avevo provato a cambiare strada col risultato che mi sono persa e me ne sono accorta solo dopo aver percorso due chilometri nella direzione sbagliata. Risultato: volevo metterci 5 minuti di meno, ci ho messo quasi un’ora di più.&lt;br /&gt;Al mio arrivo salgo di fretta in camera: voglio provare a sentire Francesco con Skype…in Italia è mezzanotte, forse faccio ancora in tempo. Mi aveva scritto una mail in cui avevo percepito che oggi qualcosa al lavoro era andato storto ed ero un po’ preoccupata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riesco a beccarlo, ma parlare è un’impresa, la linea cade costantemente. Non riusciamo a dirci nulla di più di quello che era contenuto nella mail e dopo un po’ sono costretta  a lasciar perdere: se non mi muovo perdo la cena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scendo in sala con lo spirito di chi ha avuto una giornata non proprio delle migliori, stanca per il lavoro e preoccupata per Francesco. Arrivo che tutti i tavoli sono pieni e la cosa stranamente non mi dispiace: mangerò al tavolino vuoto da sola e poi me ne andrò a letto. Sono talmente presa dai miei pensieri che non mi accorgo neanche che sui muri della sala sono comparse delle foto e che i tavoli sono pieni di rose (non in un vaso, proprio buttate alla rinfusa) e piccoli libri. C’era anche uno schermo gigante per le proiezioni, ovviamente non ho notato manco quello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi vado a sedere tanto tranquilla e arriva Leo (il ragazzo dei paesi bassi di ieri): “What are you doing here?Come with us!”. Insiste che devo spostarmi al loro tavolo, gli faccio notare che non c’è la sedia e ne prende una, persevero nel dire che sul tavolo con gli altri il mio vassoio proprio non c’entra ma a nessuno importa più di tanto quello che dico: in tre mettono i vassoi verticalmente rispetto a se stessi e si ci entra…un po’ stretti ma si ci entra.&lt;br /&gt;E’ questo il momento in cui noto le rose, i libri e lo schermo…mi sento dire che oggi è Saint Jordi, “il giorno delle rose e dei fiori”. Nell’aria percepisco, per la prima volta da quando sono qui, che non sono l’unica a non capire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mangio la mia “Pepperoni Pizza” (la Diavola qui si chiama così) e le alette di pollo piccanti. Poi si alzano dei ragazzi e tutto si spiega: loro sono della Catalogna e ci tenevano a festeggiare QUI la loro festa nazionale. È stato questo il momento in cui ho capito che Ish non è esattamente in America, ma in una dimensione parallela in cui si festeggiano tutte le feste nazionali di tutte le nazioni del mondo come se fossero la propria, e lo stesso vale per le feste religiose. Ovviamente una cosa del genere è pensabile solo negli Usa…cedo che in qualsiasi altra parte del mondo tu te ne esca dicendo: “Ohi, oggi vogliamo festeggiare per la festa nazionale spagnola?” o “tedesca” o “sud africana” o “australiana”, tanto è lo stesso, ti prenderebbero per matto. Ho un sacco di amici che si lamentano per la perdita di “nazionalismo (usi, costumi, tradizioni) in Italia a causa degli immigrati” e forse prima un po’ la cosa preoccupava pure me, ma oggi ho capito una cosa… non è per colpa loro che perdiamo le nostre tradizioni, ma per la nostra cattiva volontà di mantenerle. Nuove tradizioni non cancellano le vecchie, al massimo possono portare qualcosa in più. Cancellano quello che c’era prima quando a nessuno gliene importa di cosa ci fosse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, chiusa questa parentesi filosofica, torniamo a Saint Jordi. A quanto pare ha salvato la moglie, una bellissima principessa, uccidendo il drago che le sputava fiamme addosso. Non appena il drago morì il calore delle sue viscere fece fiorire tutto intorno a loro. Ecco spiegate le rose. Nel giorno di Sint Jordi gli uomini regalano una rosa alle donne veramente importati (mogli, fidanzate, mamme, nonne, sorelle, amiche vere) e le donne li ricambiano con un libro. Nel solo giorno di oggi a Barcellona sono stati venduti un milione di libri…tanto per dare un’idea.&lt;br /&gt;Abbiamo visto un video sulle tradizioni legate alla festa (compresa una torre umana di non so quanti metri!) e poi ci hanno detto che le rose e i libri erano per noi.&lt;br /&gt;Ho preso un libretto, non una rosa. Primo perché la rosa avrebbero dovuto regalarmela e non mi sembrava tanto di rispettare la tradizione regalandomela da sola, e secondo perché ho qualcuno  a cui regalare il libro…non posso darglielo nell’immediato, ma non credo Saint Jordi si arrabbierà per due mesi esatti di ritardo nella consegna… l’importante è darlo a una persona importante che oggi, tra l’altro, era giù di morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stavo parlando con Diana (francese…sto imparando i nomi!) quando vedo Fatima sbracciarsi dalla porta della mensa.. Che cavolo era successo? Ero dalla parte opposta della sala, creo il panico per passare e vedo tre ragazze nuove arrivate. Credo che Fatima sia stata solo gentile nel farmi conoscere gli ultimi arrivati così da poter fare facilmente amicizia e mi presento. Poi è la loro volta: “Ciao, sono Claudia” e io: “com’è andato il viaggio?” lei: “bene, bene”. Poi si sono presentate le altre due, ma ci sono volute altre cinque o sei battute per capire che STAVAMO PARLANDO ITALIANO! Ora capivo perché Fatima mi aveva chiamato!!! Praticamente la Luiss ha mandato qui delle ragazze per uno scambio e siccome loro sono convenzionati (diciamo “raccomandati”) a loro è consentito arrivare in più d’uno dalla stessa nazione…non che mi dispiaccia, anzi! E le ragazze sembrano pure simpatiche, quindi.. ;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sorprese non sono finite. Parliamo un po’ in Inglese (sennò povera Fatima, era estromessa dalla discussione) e loro vanno a sistemarsi. Io rimango a fare compagnia a Fatima che collabora con Ish e oggi ha il turno in portineria. Arriva un’altra ragazza, una delle poche americane. Parliamo e lei rimane esterrefatta nel sapere che io non ho mai visto la lavanderia…decide di mostrarmi dov’è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voi non potete capire. La lavanderia non è nulla di entusiasmante: piccola, triste, buia e pure rumorosa con le macchine in funzione. Ma per arrivarci … praticamente davvero come in Harry Potter ci sono i passaggi segreti! Da una porta ad arco in legno, stile gotico,  abbiamo  avuto accesso ad un’ala della casa che non avevo mai visto: le scale antincendio che vi sono dietro collegano alla lavanderia (seminterrato), alla sala ricreativa (maxischermo, tavolo da ping pong, giochi vari, film… al primo piano), alla stanza per stirare e alla libreria che avevo già visto in passato (secondo piano), alla piccola palestra (quarto piano). Poi siccome la scala saliva ho chiesto che c’era sopra: “The roof”, il tetto. Volevo vedere. Ovviamente per questioni di sicurezza la porta era chiusa, ma era a vetri. Washington era una serie di puntini luminosi e sono certa che se mi fossi potuta affacciare meglio si sarebbe vista anche la luce della cameretta di Malia e Sasha.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diciamo che il mio progetto di cenare da sola e andarmene a letto è abilmente fallito, ma ho avuto di molto meglio da fare. Qui non finisco mai di scoprire. E dopo la stanchezza mi è tornato il buonumore. L’America fa quest’effetto. Credo che funzioni anche a distanza. Quando Francesco saprà (ora presumo e spero stia dormendo!) del libro che lo aspetta per il giorno “del libro e delle rose” un sorriso scapperà anche a lui e al diavolo se ha avuto una giornata storta…andrà stupidamente sorridente a comprarmi una rosa che appassirà molto prima del mio ritorno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-1757576937679976494?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/1757576937679976494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=1757576937679976494' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1757576937679976494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1757576937679976494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/04/america-puntata-cinque-lala-segreta-del.html' title='America, puntata cinque. L&apos;ala segreta del castello, i draghi e le principesse'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-4547226585145036646</id><published>2009-04-22T03:13:00.000+02:00</published><updated>2009-04-22T03:22:58.388+02:00</updated><title type='text'>America, puntata quattro. Secondo giorno di lavoro.</title><content type='html'>Non sono molto brava nello scrivere, o almeno non mi reputo tale. Fatto sta che oggi m’è successa una cosa strana. Magari mi sbaglio, ma credo mi siano toccate due notizie abbastanza importanti per essere il secondo giorno all’Ansa. Non certo di rilevanza mondiale, ma che bello seguirle!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cominciamo dal principio. Come richiestomi stamattina sono arrivata in redazione alle 8, in tempo per sfogliare qualche giornale e arrivare alla riunione delle 8.30 leggermente preparata. Piccola precisazione: dopo anni di stage vari ormai credevo di sapere come funzionano le riunioni di redazione, e invece…c’è sempre qualcosa da imparare. La riunione a Washington non si fa solo tra i redattori ma in AUDIOCONFERENZA con New York e Roma al contempo. Una cosa da film (ci sarà un motivo se la stragrande maggioranza dei film è ambientata in America?...qui è tutto più figo che altrove). Comincia Cristiano, il caporedattore, elenca gli avvenimenti che ha in scaletta per la giornata, poi gli rispondono da New York aggiungendo altri eventi e intanto da Roma prendono nota. Ad un certo punto sento una voce familiare proporre un servizio da New York…un servizio sulle università di Harvard…la classica cosa da stagista… so chi è: Alfonsiiiinooo!!!! (per chi non conoscesse il personaggio si rimanda ai post sull’altro stage, quello alla Gazzetta di Mantova l’estate scorsa….a proposito, breve intermezzo, non so se mi leggono ancora ma mando un saluto a tutta la redazione sportiva di cui conservo un affettuoso ricordo).&lt;br /&gt;Prendo la parola (come al solito sono fuoriluogo!): “Ciao Alfy!” e lui: “Oh, Ciao Mò, ben arrivata!”. Cristiano: “Monia, tu hai da proporre qualcosa?”, io: “no no, stavo solo salutando il mio amico Alfonso!”…poi ho precisato: “è che oggi preferisco studiare come funziona la faccenda della riunione domani do il mio contributo attivo!”. Chiuso collegamento, tutti a lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi è toccato in sorte nulla. Penso che la giornata sarà come quella di ieri…poco lavoro. Non faccio in tempo a pensarlo che Cristiano mi fa: “Monia, sono rimasti fuori i quattro morti a Baltimora, li fai tu?”. Io tutta contenta: “Si si!”. Hanno fatto tutti una faccia strana nel vedere il mio entusiasmo… ma che ne potevano sapere loro di quanto mi intrigava la cosa? Era un giallo coi fiocchi! Unico dato certo: quattro persone rinvenute morte in una camera d’albergo. Com’erano morte? Chi erano? …tutte cose che avrei dovuto scoprire io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizio le mie ricerche ma niente, la polizia non dichiara nulla…indice però una conferenza stampa all’una. Volevo continuare a cercare notizie per mio conto ma tempo dieci minuti Cristiano arriva con un invito: “La regina Rania di Giordania presenta un progetto per la scolarizzazione dei bambini. Ci vai tu?”. Io: “Quando?”. E lui: “Ora!”. Bene, dico che vado. Scopro che è solo al piano di sopra dell’edificio. Mi fanno una lettera, l’accredito, e devo portarmi dietro il passaporto.&lt;br /&gt;Prendo l’ascensore, 13esimo piano del National Press Building, sede del Press Club. Uno dei posti più lussuosi dove sia mai stata…scene da “Mamma ho riperso l’aereo – mi sono smarrito a New York” con Kevin che alloggia all’Hilton. Moquette rossa a terra, tutto è in marmo dalla scrivania appena si scende dall’ascensore alle colonne…tutto. Stupendo. Mi seguo questa conferenza (una delle poche interessanti in 6 anni di conferenze che seguo) con Rania che è bellissima, meglio che in tv e bambini in rappresentanza dei vari paesi del mondo che avevano risolto benissimo il problema della differenza di lingua parlandosi a gesti. Erano fortissimi…tutti diversi, vestiti eleganti che comunicavano così. I bambini sono stupendi hanno capacità che crescendo perdiamo.&lt;br /&gt;Comunque, il succo della faccenda era la presentazione d’un libro che verrà distribuito a 10 milioni di bambini e famiglie nel mondo, l’ultima pagina va rispedita indietro con le firme di tutti quelli a cui ognuno è riuscito a farlo leggere e le varie firme avrebbero costituito una petizione per chiedere ai vari governi di intraprendere azioni positive in favore della scolarizzazione. Il libro era composto da 12 favole scritte da personaggi illustri tra cui Paolo Cohelo e la regina Rania, appunto. Il progetto era ambizioso: creare un fondo monetario internazionale a favore della scolarizzazione con lo scopo di dare a tutti i bambini del mondo (sono 75 milioni quelli che oggi non possono andare a scuola!!) l’opportunità d’una educazione di qualità… tutto questo entro il 2015. Non fossi in America direi che è impossibile, ma se anche il presidente Obama (forse sulla scia dello “Yes We Can”che l’ha portato alla vittoria) ha promesso 2 miliardi di dollari per la creazione del fondo, questo progetto dev’essere più che realizzabile…serve il contributo di tutti, è ovvio, ma..Yes, We can.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finita la conferenza torno giù e scrivo l’articolo. Mandato anche questo con poche correzioni. Mi rimetto al lavoro…devo scoprire che è successo a Baltimora. Continuo le mie ricerche e scopro un sacco di dettagli. Non è chiara la modalità della morte (la rivelerà l’autopsia domani), però si tratta di una famiglia newyorkese di probabili origini italiane (il cognome è “Parente”). Prendo le dichiarazioni della polizia e della scientifica e faccio dei dettagli il pezzo forte del mio pezzo(scusate il gioco di parole): dal ritrovamento dell’auto della famiglia alle indagini del dipartimento di medicina legale nell’albergo, dalle dichiarazioni ufficiali dei dipendenti dello Sheraton (l’hotel era quello) a quelle ufficiose degli ospiti. Consegno il mio pezzo, praticamente convinta di vincere il Pulitzer, e scopro che deve essere lungo la metà. Me lo tagliano, via tutti i dettagli per cui avevo tanto faticato. Vabbè… se non m’avessero toccato manco un pezzo i primi due giorni qui sarei stata Indro Montanelli. Ho imparato che la scrittura d’agenzia è “stringata” (tale il termine che hanno usato) e che quando ti dicono 20 righe le righe devono essere 20 anche se tu hai scoperto cose ce vanno in 50. Beh…sono qui per imparare. Oggi la prima lezione. Domani cercherò di non commettere lo stesso errore. ;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine giornata. Arrivo a Ish. Cena. Oggi conosco due persone nuove di cui già non ricordo i nomi…devo trovare una soluzione per questa faccenda dei nomi: continuo a chiedere “what’s your name?” da due giorni…mi prenderanno per scema! Comunque le due persone nuove studiano giornalismo ed è stato bellissimo confrontarsi. Una ragazza Olandese e un ragazzo … ecco, di lui non mi ricordo manco il paese…bene! Comunque era europeo…Spagna! Me lo sono ricordato! Dicevo…è stato bello parlare di interessi comuni con due perfetti sconosciuti. Inizio a prenderci gusto con questa cosa… Al tavolo con noi altri sei ragazzi (i tavoli sono grossi e quadrati così che ci si può sedere in molti e tutti si possono guardare in faccia) e tutti a farci domande, come se la nostra fosse la professione più bella del mondo. Per me lo è sennò non avrei deciso di studiarla, ma per loro…boh, certe cose mi sfuggono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo affrontato un sacco di argomenti tutti insieme, dalla libertà di stampa alla formazione dell’opinione pubblica, al potere dei media. Una discussione davvero affascinante. Dai temi profondi, così profondi che per parlarne eravamo a momenti costretti a tornare bambini, a parlare a gesti come i bimbi che ho incontrato questa mattina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-4547226585145036646?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/4547226585145036646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=4547226585145036646' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/4547226585145036646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/4547226585145036646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/04/america-puntata-quattro-secondo-giorno.html' title='America, puntata quattro. Secondo giorno di lavoro.'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-3154257367928482552</id><published>2009-04-21T03:07:00.000+02:00</published><updated>2009-04-21T03:08:07.062+02:00</updated><title type='text'>America, puntata tre. Il primo giorno di lavoro</title><content type='html'>Ieri, previdentemente, ho pensato di farmi una bella camminata per Washington per vedere dove si trovasse l’Ansa. Cartina alla mano ho fatto il percorso fino al Nazional Press Buiding a piedi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giornata stupenda. Il sole risplendeva rendendo il cielo di Washington d’un azzurro quasi irreale, la temperatura primaverile rendeva piacevole camminare, dai giardini dei vicini spuntavano fuori persino gli scoiattoli e la città era colorata da miriadi di fiori. Washington è la città dei fiori: ci sono tulipani ovunque e non solo quelli. Arrivo alla sede dell’Ansa, tempo stimato: 45 minuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è proprio vicinissimo ma è così bello qui che farsi una camminata di 45 minuti è un piacere (senza considerare che con quello che mi danno da mangiare qui può essere un modo d’evitare di ingrassare 10 Kg in 10 settimanne!).Torno a casa, chiamo l’Ansa per sapere a che ora mi devo presentare l’indomani (cioè oggi). Mi dicono che di norma dovrò essere li alle 8, ma che essendo il primo giorno è meglio vada per le 9 che prima nessuno mi può filare. Perfetto. Ieri sera dopo la festa sono andata a dormire mettendo la sveglia alle 7, sarei partita da qui alle 8 e sarei arrivata pure un po’ in anticipo (o meglio, diciamo che quei 25 minuti di margine me li sono presi nell’eventualità in cui avessi sbagliato strada…).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stamattina la sveglia suona alle sette… mi sembra strano siano già le sette: la camera è stranamente buia…dalla finestra filtra poca luce. Non potendo aprire la finestra (le mie coinquiline dormivano tutte) decido che se c’è poca luce è perché è effettivamente presto. Mi vesto con l’abbigliamento previdentemente preparato la sera prima vado in bagno e… TRAGEDIA: qui la finestra era già aperta e non potevo dedurre niente… semplicemente DILUVIAVA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non c’è male come primo giorno” ho pensato…ormai era tardi per cambiarmi. Ho preso l’ombrello, sono scesa a fare colazione e sono partita verso l’ansa. Ovviamente non potevo prendere i mezzi: ieri era una giornata così favolosa che non avevo preso nemmeno in lontanissima considerazione l’idea di calcolare percorsi alternativi. E poi l’unica cosa fattibile sarebbe stata la metro, ma comunque c’erano 10 minuti di cammino per arrivare alla fermata e non sapendo dove mi avrebbe lasciato e come da li avrei potuto raggiungere l’Ansa, ho furbescamente deciso che tanto valeva andare a piedi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ombrellino che avevo comprato dai cinesi (in Italia) per i primi 5 minuti è stato utile, poi ha iniziato a pioverci dentro. Passando davanti la casa Bianca mi sono detta (non ridete, adesso mi rendo conto che è una stupidaggine ma lì per lì mi è sembrata una cosa serissima) che quello era solo l’inizio del mio “american dream”, tutti gli american dreams iniziano così… nel peggiore dei modi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivo al National Press Building. All’entrata una vistosa portiere di colore mi accoglie col sorriso. Già mi sentivo meglio non piove più (non perché avesse smesso, ma perché ero al chiuso) e la gente mi sorrideva. Mi avvicino chiedendo dell’Ansa. Panico… ci vuole lo spelling: loro lo pronunciano diversamente e non mi capiva. Il mio quarto d’ora d’anticipo tra la pioggia e lo spelling era andato a farsi benedire. Comunque, capito cosa cercavo, mi fa iscrivere in un registro e sentenzia: “ twelve – eightyfive”, 12-85… che vuol dire?...proseguo: “Excuse me, It’s my first day of work, may you help me? Where Do I have to go?”. Risposta: “Twelve – eightyfive”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene…mi avvio verso gli ascensori…qualcosa mi verrà in mente. Nei meandri del mio cervello pizzico una nozione che non so chi e quando mi aveva detto (ah, che cosa non si verifica nei momenti del bisogno!): “L’Ansa è al dodicesimo piano del National Press Building”… dodicesimo, dodici… ok, dodici sarà il piano, ottantacinque la stanza!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salgo in ascensore sentendomi un genio…e sentendomi anche bagnata: passata l’emozione ho realizzato che l’ombrello cinese m’aveva coperto dalla vita in su… dei miracolosi stivaletti a caviglia avevano salvato i miei piedi, ma avevo le gambe completamente bagnate. Siccome però bisogna sempre prendere il meglio dalle cose per un attimo sono stata quasi contenta: il nero dei miei pantaloni bagnati era molto più bello degli stessi asciutti…avrei fatto una bella figura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si aprono le porte dell’ascensore e (ovviamente!) imbocco il corridoio sbagliato. Corretto l’errore arrivo alla porta 85. Non mi sentivo più un genio…metti caso mi fossi sbagliata nel mio ragionamento e lì ci fosse l’agenzia indiana? Che gli dicevo a un indiano??&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…vabbè, ormai ero lì, tanto valeva provare. Manco potevo chiamare che il mio telefonino in America non funziona. Busso. Mi aprono. Non sono indiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entro. Fantastico: parlano italiano! Ho azzeccato. Iniziano le presentazioni. Non solo. Ricevo la domanda che m’ero rassegnata a sentire tra due mesi: “Vuoi un caffè?”. Effetto strano…non ci credevo, infatti ho risposto: “Dipende…avete il caffè vero?”. Risposta: “Guarda!”. Mi aprono la porta d’uno stanzino…una specie di cucinina col bidone dell’acqua, qualche pensile, un lavandino e…troneggiante accanto al fornetto, la macchina Lavazza del caffè espresso. Non sono riuscita a trattenere un “Quanto vi voglio bene!”. Solitamente non sono così espansiva, ma ero commossa! Si sono messi tutti a ridere. Ho preso il mio caffè, mi hanno dato i giornali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non potevo far nulla, dovevamo aspettare la signora Maria che mi procurasse una password per usare il pc e mi spiegasse come funzionano i programmi. All’arrivo di Maria cambio di registro: hanno iniziato tutti a parlare inglese. Lei l’Italiano non lo sa (credo lo capisca ma non sappia parlarlo) e ho dedotto che per cortesia tutti parlavano inglese, non solo con lei ma anche tra di loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Procuratami la passwor Maria mi spiega come usare i vari programmi, poi mi regala penne, quaderni e… UN TELEFONO! Cioè…non è che proprio me lo regala, devo restituirlo a fine stage che è dell’Ansa, ma dopo due giorni di comunicazioni nulle con l’Italia avere un telefono era una cosa talmente bella che non osavo manco desiderarla!! Il mio piccolo american dream si stava realizzando… caffè, giornali, telefono, penne e quaderni in omaggio… uno spettacolo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non è finita: per pranzo è arrivata la pizza! È stato in quel momento che ho capito d’essermi trovato un angolino d’Italia a Washington. Non so perché, ma una volta trovata la mia Little Italy Washington m’è piaciuta ancora di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di nuovo non mi sono potuta trattenere: mentre mangiavamo ho esternato tutta la mia gioia dicendo: “è un sogno, sono qui da poche ore ho avuto pizza, caffè e un telefono per avere contatti col mondo…”. Mi sono sentita rispondere: “Guarda che adesso si lavora anche!”. Tutti a ridere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, m’hanno dato da fare 20 righe sul decennale della strage alla Colombine…non proprio una cosa allegrissima, però…è andata bene. L’hanno trasmessa solo con qualche piccola correzione. Oggi c’era poco da fare e così ho anche potuto passare un po’ di tempo su facebook…giornata favolosa. Dimenticavo: m’hanno anche dato le chiavi della redazione!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stanca morta alle sei sono tornata a casa, doccia veloce e poi di corsa a cena: alle 7 chiudono la sala. A differenza degli altri giorni in cui sono stata qui, oggi la sala era piena, pienissima. Panico: vicino a chi mi siedo? I pochi posti vuoti erano in tavoli dove non conoscevo nessuno… Tergiverso nel riempire il mio vassoio e studio la situazione… fortunatamente una ragazza vicino alla mia compagna di stanza si alza e io mi siedo a quel tavolo: almeno conosco lei!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scambiamo tre parole. Se c’è una cosa che ho capito in questi giorni è che lei è poco socievole. Ho provato a farla parlare ma niente…mi rispondeva solo “Yes” e “No” e così ho lasciato perdere. Già è difficile intavolare una discussione in Inglese, figuriamoci se l’altro ti risponde a monosillabi…inglesi pure quelli!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rassegnata a mangiare in silenzio vedo un ragazzo al lato opposto del tavolo che mi saluta…panico: lo conosco o non lo conosco? Uff… troppa gente nuova in questi giorni…&lt;br /&gt;Dico solo “Hallo!” e lui: “I saw you talking yesterday at the dinner party! Are you new?”. Ok, almeno una cosa era sicura, non lo conoscevo. Mi presento e anche lui si presenta, si chiama Leo (che si legge Lio) e viene dai Paesi Bassi. C’avrei scommesso che era europeo: sto imparando a riconoscere le persone dagli atteggiamenti…non male in due giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci mettiamo a parlare io, lui, due ragazze orientali e la cinesina che ieri mi ha accompagnato a fare la spesa. (Altra cosa che ho imparato in due giorni: so distinguere i cinesi…). Ci raccontiamo le nostre giornate, sono tutti interessati alla mia (“It’s your first day!”) e poi mi raccontano di loro. Tutti studiano, tranne Leo che non ho ben capito cosa venuto a fare qui…fa avanti indietro con i Paesi bassi finchè non trova un lavoro che gli permetta di trasferirsi qui, ma detta così non m’è sembrata una grande occupazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto il resto della cena abbiamo parlato dell’Italia. Leo ha un fratello che lavora ad Arciano e continuava a farmi domande e tutti erano così interessati…è stato bello. Fingevano di non sentire i miei errori di pronuncia pur di sentirmi raccotare di “Rome, Venice, Naples and Verona”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finita la cena abbiamo sistemato i vassoi, mentre salivo le scale in pietra e legno ho realizzato che quella che m’era successa era una cosa stranissima: sedersi al tavolo a parlare con degli sconosciuti (ribadisco, so solo due nomi!) della propria giornata di lavoro e ascoltare sinceramente interessati delle loro, tra l’altro ignorando i loro nomi, è una cosa da folli. Eppure è successa ed è stato bellissimo. Certe cose non stanno né in cielo né in terra…Solo in America.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-3154257367928482552?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/3154257367928482552/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=3154257367928482552' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3154257367928482552'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3154257367928482552'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/04/america-puntata-tre-il-primo-giorno-di.html' title='America, puntata tre. Il primo giorno di lavoro'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-2229860141970104266</id><published>2009-04-20T03:43:00.000+02:00</published><updated>2009-04-28T22:50:52.805+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, seconda puntata: il party americano</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SfdsInltPMI/AAAAAAAAAIw/Du4Iao5HHmU/s1600-h/4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5329847579338161346" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 130px; CURSOR: hand; HEIGHT: 97px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SfdsInltPMI/AAAAAAAAAIw/Du4Iao5HHmU/s200/4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Seconda questione da affrontare: il party. Allegato alla mia lettera di benvenuto (una lettera che spiega lo scopo di Ish, la casa internazionale dello studente di Washington, e che contiene tutte le informazioni utili da come si usa il telefono a quali sono gli orari di pranzo e cena) c’era un invito a un party: lo spring farewell dinner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da mezz’ora a Washington e avevo già un invito a un party per la sera successiva. Un bel problema da risolvere: anche ammesso che mi fossi ripresa dal jet leg, che si fa a un party del genere? e con chi ci vado? Non conosco nessuno! Non solo…era un’americanata del tipo “festa del diploma” che solo in America si fanno. Sull’invito c’era scritto che l’abbigliamento doveva essere “formal”, uniche eccezioni ammesse gli abiti tradizionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stasera il dramma: alle 6 dovevo essere in giardino per l’aperitivo. Delle tre mie compagne di stanza una era malata e mi ha detto che se fosse venuta sarebbe venuta tardi direttamente per la cena, delle altre due nessuna traccia. Ieri avevano sottoscritto con me la presenza alla festa, quindi…le ho aspettate fino all’ultimo. Mi vestivo e pensavo “fa che arrivino, fa che arrivino”… non volevo andare da sola in mezzo a un mondo di 300 sconosciuti tutti acchittati a festa! Eppure l’ho fatto. Di loro non c’era traccia e così ho deciso di scendere in giardino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era un tavolo con tartine e champagne e non sapendo a chi rivolgere parola ho pensato che andare al tavolo poteva essere una buona idea. Prendo una tartina dal gusto non identificato e un bicchiere di champagne. Dopo 5 minuti il primo amico: un indiano dal nome impronunciabile che quando ha capito che ero italiana si è volatilizzato (se qualcuno sa spiegarmi perché mi fa un favore). Bene, ero di nuovo sola come un gambo di sedano col mio bicchiere di champagne in mano in mezzo a sconosciuti che saltellavano tutti contenti dall’uno all’altro per salutarsi rumorosamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Doveva essere proprio evidente il mio imbarazzo perchè a un certo punto si è avvicinata la preside, una donna che non saprei descrivere… diciamo che sembra la versione femminile di Silente, il preside di Hogwarts, sia fisicamente che caratterialemente…ma come poteva essere altrimenti? Se la scuola sembra essere quella di Harry Potter anche la preside doveva avere qualcosa di simile. Comunque si avvicina e mi dice di non preoccuparmi che è normale il secondo giorno non conoscere nessuno ma che tutti presto mi diventeranno familiari e che avevo fatto bene ad andare alla festa perché era appunto una buona occasione di conoscere le persone. Strano ma non mi sono sembrate parole retoriche. Un secondo dopo eravamo tutti in posa per la foto di rito… io e tanti sconosciuti intorno e me... una sensazione stranissima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi avvicino a una ragazza cinese che ieri mi aveva spiegato dove comprare l’acqua, la saluto. Dopo un minuto capisco che non posso appiccicarmigli tutta la serata com’era mia intenzione (solitamente ‘ste cose non le faccio, ma la situazione era disperata!) perché c’è uno che le fa il filo. In compenso però con lei c’erano due ragazze africane che mi prendono subito in simpatia a causa di una gaffe: una è Sud Africana e l’altra del Ghini… io capisco “Gana” e inizia una comunicazione surreale che però mi salva la vita: saliamo insieme fino alla sala del ricevimento (altro che quella di Harry Potter…voi non avete idea di cosa sono tavole imbandite per 300 persone in una struttura di legno in vecchio stile europeo con lamapadari da ballo delle debuttanti e argenteria varia… appena si è aperta la porta, essendo io tra i primi ad entrare mi si è aperto davanti agli occhi uno spettacolo da favola), e così finiamo sedute vicino. Bene, ho qualcuno con cui parlare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stupendo, arrivano varie portate e tutti mi chiedono che faccio qui. Sono davvero interessati. Fatico molto a parlare in inglese ma ci riesco. Gli racconto del mio stage, parliamo del giornalismo e, inevitabilmente si finisce alla storia dei rifiuti a Napoli perché, a quanto pare qui c’era una ragazza di Napoli qualche mese fa… gli ho spiegato della mafia e del lavoro che lo Stato sta facendo per combatterla. Una bella discussione. Nabuela ( o qualcosa del genere che proprio non ricordo) mi ha raccontato della sua vita: è in America per studiare legge, è qui da diverso tempo, non ho capito bene quanto e da sei anni non vede i genitori che vengono a trovarla il mese prossimo (era così felice nel dirlo che non potevo non riportarlo!). L’altra (della quale il nome proprio non me lo ricordo) studia per diventare diplomatica…sa tre lingue e mi ha chiesto di insegnargli qualcosa di italiano…dopo due minuti sapeva tutti i saluti, sapeva dire “voglio imparare l’Italiano”, “voglio andare in Italia” e “gettare gettone nella Fontana di Trevi”. Faceva morir dal ridere… non so se era brava l’alunna o l’insegnante (credo più la prima) ma ha imparato davvero alla svelta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le portate della cena continuavano ad arrivare finchè la preside non ha richiesto il silenzio per fare lei un discorso. Un discorso bellissimo: un saluto a tutti quelli che stanno partendo con la fine del semestre universitario, ragazzi che sono stati qui per sei mesi, un anno o più. Diceva che a casa li avrebbero trovati cresciuti al loro rientro, e che l’esperienza qui li avrebbe segnati per tutta la vita, che il fatto di esserci già ci denota come persone migliori di molte altre. Un discorso in tutto e per tutto simili a quelli di Silente. Comunque ci tengo a precisare che io non mi sento migliore di nessuno al momento, ma spero tra due mesi d’essere migliore di me stessa adesso. Finito il discorso Jonatan (una ragazzo che lavora a Ish ma non ho ben capito cosa faccia) ha fatto partire un filmato: c’erano tutte le foto dei ragazzi che si erano succeduti durante l’anno… c’era il natale, la neve, la gita al mare, la passeggiata alla casa bianca e varie feste. Ogni tanto si sollevano delle risate. Alcune foto erano oggettivamente buffe e ridevo anch’io altre io non potevo capirle…chissà perché ridevano, c’era sicuramente legato qualche ricordo che io ignoravo, che non potevo sapere… per un attimo li ho invidiati: volevo ridere anch’io di quei ricordi. Voglio fare mio il discorso della preside…voglio un giorno ridere anch’io delle foto scattate stasera e non perché facciano ridere ma perché ho un ricordo legato ad esse, un ricordo che solo io posso cogliere sullo sfondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un ricordo di Jonathan che gira tra i tavoli col microfono per portarlo alle persone che la settimana prossima vanno via e permettergli di salutare gli altri. Il ricordo di lui che chiede: “C’è qualcuno appena arrivato?”, il ricordo di me che faccio la vaga e dei ragazzi al mio tavolo che strillavano indicandomi. Il ricordo del discorso meno sensato del mondo in cui ho detto solo quello che l’emozione mi dettava in quel momento: che volevo fare mio il discorso della preside e che speravo Ish mi desse un’opportunità di crescita personale. Ho salutato tutti precisando che molti di loro li avevo conosciuti in questi giorni e che potevo riconoscere i loro visi ma che dovevano portare pazienza perché non ricordo neanche un nome. Si sono messi tutti a ridere. Speravo che qualcuno mi interrompesse perché visibilmente emozionata non sapevo più cosa dire. È intervenuto Jonathan facendomi notare che non avevo detto il mio nome e nemmeno da dove venivo. Alla parola “Italy” s’è scatenato il putiferio: alla faccia di tutti gli italiani che si stanno sempre a lamentare del nostro paese qui ci ammirano e io sono fiera d’essere italiana…lo sono sempre stata, ma oggi di più… se non altro per l’applauso che m’ha procurato il solo pronunciare la parola “Italy”. Finito il discorso è arrivata la cheese-cake…una cosa favolosa: peccato non averla in europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finita la cena c’era la serata danzante ma non sono rimasta: non solo mi devo ancora riprendere dal fuso orario ma domani ho il mio primo giorno di lavoro all’Ansa e mi devo alzare presto. Dico questa cosa per salutare e succede una cosa strana: non mi lasciano andare finchè non ho fatto le foto con le persone con cui ero al tavolo. L’America è strana: un’ora di conversazione e tutti ci tengono ad avermi nei loro ricordi ben stampata su una foto. Domani devo cercare di recuperarle perché, come un’idiota, non mi sono portata la mia macchinetta!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho passato una serata da favola. Credevo certe cose succedessero solo nei film, invece… invece ognuno è regista della propria vita e aver deciso di vivere quest’esperienza sembra promettere bene per un’eccellente puntata della Monia’s life.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-2229860141970104266?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/2229860141970104266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=2229860141970104266' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2229860141970104266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2229860141970104266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/04/washington-dc-seconda-puntata-il-party.html' title='Washington Dc, seconda puntata: il party americano'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SfdsInltPMI/AAAAAAAAAIw/Du4Iao5HHmU/s72-c/4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-8646055914407688969</id><published>2009-04-19T20:46:00.000+02:00</published><updated>2009-04-19T20:49:42.282+02:00</updated><title type='text'>Washington Dc, prima puntata. Il clima.</title><content type='html'>Già dall’aereo molte cose avrei dovuto intuirle… prima fra tutti che gli americani sono dei patiti del freddo. Mi spiego meglio: sull’aereo c’era un’aria condizionata che somigliava più al ghiaccio che all’aria (precisazione d’obbligo: ovviamente ho volato con una compagnia americana). Siccome la compagnia lo sapeva che faceva freddissimo all’interno, a ogni viaggiatore veniva distribuita una bella copertona… ma io dico: semplicemente abbassare i gradi no? No…il mio primo giorno a Washington ha dimostrato che tutto ciò che è chiuso deve avere una temperatura che si aggira intorno ai 3 gradi centigradi… fuori un caldo pazzesco. Gli americani vanno matti per l’escursione termica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altra cosa… sull’aereo qualsiasi cosa era servita CON GHIACCIO. Quando ho chiesto l’acqua senza mi hanno guardata strano, come se avessi chiesto “dell’acqua asciutta per favore!”. Me l’hanno data, ma hanno continuato a guardarmi mentre la bevevo… come se stessi sperimentando se fosse potabile. Nel college ho capito che al ghiaccio non c’è scampo: anche qui è tutto rigorosamente servito col ghiaccio ma non puoi chiedere “without ice”, “senza ghiaccio”, perché hanno furbescamente evitato il problema. Il ghiaccio non è in un apposito secchiello così chi vuole se lo mette, no: è direttamente dentro le brocche così tu ti versi da bere e il ghiaccio te lo ritrovi incorporato nella bevanda… dall’acqua all’aranciata. Che pensiero gentile...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri problemi di caldo-freddo: qui la manopola della doccia gira nel senso della nostra, ma caldo e freddo sono invertiti…così per avere l’acqua tiepida si deve fare quasi un giro completo… c’ho messo tre docce per capirlo però… tre docce bollenti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine… dopo aver cercato in lungo e in largo un adattatore per le prese di corrente ho scoperto che non cambia solo la presa ma anche il voltaggio… come l’ho scoperto? La cosa è conseguente alla doccia: attaccando il phon per asciugarmi i capelli questi aveva un aria tiepidina (a momenti ho creduto che essendo l’aria condizionata molto più forte del potere del phon, i miei capelli anziché asciugarsi per il potere del secondo si sarebbero ghiacciati per la forza della prima) e non solo.. l’aria andava lentissima, così lenta che se fosse andata appena più piano sarebbe andata all’indietro: avrei avuto un aspirabriciole al posto del phon! Tempo stimato per asciugarsi i capelli (senza metterli in piega): un’ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stasera c’è una cena di gala per la festa di primavera. Abito per le ragazze, giacca e cravatta per i ragazzi. Non so cosa mettermi. Non perché non abbia un abito ma perché metà festa è in giardino (30 gradi), l’altra metà dentro lo studentato (30 gradi sotto zero)… si accettano consigli…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-8646055914407688969?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/8646055914407688969/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=8646055914407688969' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/8646055914407688969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/8646055914407688969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/04/washington-dc-prima-puntata-il-clima.html' title='Washington Dc, prima puntata. Il clima.'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-8187266348456456131</id><published>2009-03-09T13:06:00.000+01:00</published><updated>2009-03-09T13:26:22.961+01:00</updated><title type='text'>Il più bel regalo per la festa della donna: ritrovare tre amiche preziose</title><content type='html'>Mentre scrivevo i ringraziamenti della tesi ho ripercorso mentalmente gli ultimi cinque anni e mi sono ritrovata a constatare quanta gente è entrata e uscita dalla mia vita, quanti amici ho guadagnato e quante persone si sono allontanate per casi strani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella lista uno strano posto lo occupano tre ragazze speciali: mai uscite dalla mia vita non sono riuscita a nemmeno a trattenerle…piano piano stanno scivolando via. Parlo spesso, spessimo di loro: &lt;span style="color:#ff9966;"&gt;Emanuela, Giorgia e Ilaria&lt;/span&gt;. Sono state le mie prime coinquiline e ho parlato così tanto di loro che credo che le mie attuali coinquiline provino nei confronti del mio rapporto con le prime una sorta di “invidia”. Nei ringraziamenti della tesi a loro è toccato un posto particolare: pur avendole perse di vista da due anni, loro hanno avuto un ruolo essenziale nella mia crescita. Le chiamavo “mamma Ilaria” e “mamma Giorgia” tanto per dire quanto mi hanno dato. A Emanuela è toccato un nomignolo diverso: “soldato Manu”. Non perché mi abbia insegnato meno delle altre ma perché con lei dividevo quella stanza che tanto somigliava a una camerata, tanto era spartana.&lt;br /&gt;In quanto mie “mamme” da ognuna di loro ho ereditato qualcosa. Da &lt;span style="color:#ff9966;"&gt;Emanuela&lt;/span&gt; il &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;farsi le&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt; paranoie&lt;/span&gt; e &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;l’essere sbadata&lt;/span&gt;, da &lt;span style="color:#ff9966;"&gt;Ilaria &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;la concretezza e la classe&lt;/span&gt; (anche se è impossibile essere al suo livello) e da &lt;span style="color:#ff9966;"&gt;Giorgia&lt;/span&gt; il &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;modo di guardare le cose&lt;/span&gt;, sempre col sorriso. Per dirne una: sono state loro a farmi notare quanto mi piaceva Francesco…io lo sapevo che mi piaceva, ma non volevo ammetterlo per paura d’un rifiuto (poi fortunatamente si dichiarò lui)…ma nonostante riuscissi a negare l’evidenza a me stessa, con loro non ci riuscivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono sempre state nel mio cuore ma ad un certo punto stavano sparendo in silenzio. E come tutte le cose che avvengono senza far rumore non mi stavo accorgendo di ciò che stava succedendo.&lt;br /&gt;Nonostante io avessi dovuto essere una specie di intrusa per loro (avevano vissuto tre anni a casa insieme e io ero l’ultima arrivata!) loro non m’hanno fatto mai sentire l’ultima arrivata e la differenza d’età non è stata un problema per tutti i tre anni della nostra fantastica convivenza. Un problema che non m’ero mai posto insomma ma che ad un certo punto s’è presentato in maniera subdola: a tre anni dalla nostra conoscenza loro si laureavano e prendevano le loro strade, Giorgia si sposava addirittura e io rimanevo “bloccata” altri tre anni all’Università. Ognuna per la propria strada in tre città diverse. Lo stacco è stato forte. Sapevo che avrei perso la quotidianità, ma ci tenevo a mantenere l’amicizia. Per un periodo ci siamo sentite, poi… gli impegni sono aumentati e le telefonate hanno iniziato a diradarsi riducendosi agli auguri di compleanno.&lt;br /&gt;Solo adesso a tesi fatta con il ritmo frenetico delle cose rallentato ho iniziato a realizzare cosa sta succedendo: &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;mi stavano scivolando via&lt;/span&gt;. Ho fatto facebook, le ho cercate. Ne ho trovate due su tre: Ilaria e Giorgia. Un buon modo per riprendere i contatti e sentirsi quotidianamente. Che piacere vedere le foto e sentirle 2,3,4,5 volte al giorno! Finalmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo. Ho desiderato così tanto rivederle che è successa una cosa strana. Tornata a casa Chiara (la mia nuova compagna di stanza arrivata l’anno scorso) aveva appeso al muro una lettera di benvenuto che le avevo scritto giusto un anno fa e che nemmeno ricordavo d’averle dato. Anche lì il riferimento a Giorgia, Ilaria e Manuela era palese: le dicevo che avrei voluto essere per lei quello che loro erano state per me visto che la differenza d’età e d’esperienza tra lei e me era la stessa di qualche anno prima tra me e loro. Le dicevo che per me era arrivato il momento di “passare il favore”. Sinceramente me la sto cavando, ma non credo d’esser alla loro altezza. Comunque, stranamente la lettera è risaltata fuori proprio ora. Idem per delle foto scattate nella vecchia casa. Un continuo tuffo nel passato. L’altro ieri così ho fatto un proposito: richiamare tutte. Senza motivo. Niente auguri di compleanno o di Natale, &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;solo SENTIRSI&lt;/span&gt;. Avevo anche fatto un programma. Per prima Giorgia. L’avrei chiamata ieri, domenica, così entrambe avremmo avuto del tempo libero e avrebbe potuto raccontarmi del suo viaggio a piedi a Santiago e non solo. In settimana sarebbe stato il turno di Ilaria, e domenica prossima (tornando a Rieti) avrei chiamato Emanuela (anche lei di Rieti) chiedendole di vedersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri camminavo per strada per andare da Francesco. Col telefono in mano, pronta a chiamare Giorgia dall’autobus. Mi sporgo alla fermata per vedere se il 49 o il 990 stanno arrivando e vedo una faccia sorridente al semaforo dentro un bel macchinone. È Matteo, il ragazzo…anzi, MARITO di Giorgia: lei è dietro col piccolo Giacomo. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Ho desiderato così tanto vederli che si erano materializzati!&lt;/span&gt; Un’incontro fortuito tra i più belli del mondo. Gli altri due propositi rimangono. In settimana chiamo Ilaria e nel weekend Manu. Chi lo sa che prima che parta per Washington non si riesca a organizzare una bella rimpatriata. Contro i casi strani della vita che alle volte ci dividono e poi…poi quando meno te lo aspetti ti fanno un regalo che rende una giornata favolosa. La vita è una continua sorpresa meravigliosa…forse ti allontana le persone più preziose proprio per farti provare quella forte emozione di ritrovarle all'improvviso un giorno a primavera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-8187266348456456131?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/8187266348456456131/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=8187266348456456131' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/8187266348456456131'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/8187266348456456131'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/03/il-piu-bel-regalo-per-la-festa-della.html' title='Il più bel regalo per la festa della donna: ritrovare tre amiche preziose'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-2047118316776389106</id><published>2009-02-25T15:09:00.000+01:00</published><updated>2009-02-25T15:10:01.103+01:00</updated><title type='text'>Finalmente</title><content type='html'>LADIES AND GENTLEMEN&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Sto tornando…HO STAMPATO LA TESI, quindi cari i miei sei lettori confidate che sto tornando…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-2047118316776389106?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/2047118316776389106/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=2047118316776389106' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2047118316776389106'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2047118316776389106'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/02/finalmente.html' title='Finalmente'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-9178941436062499230</id><published>2009-01-19T19:30:00.000+01:00</published><updated>2009-01-19T19:33:56.329+01:00</updated><title type='text'>Singletudine facebookiana</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ffff99;"&gt;Mi sono lasciata con Francesco&lt;/span&gt;…. E nel modo più brutto del mondo me lo ha detto: &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;su facebook.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi siccome io facebook non ce l’ho (lo scrivo per chi non lo sapesse ancora) praticamente lo sono venuta a sapere da terze persone che hanno cercato di consolarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi tutta pimpante approdo al Lumsa News, mi viene incontro Ilario e con aria affranta mi fa: “Monia, quanto mi dispiace…guarda, una delusione mondiale: io dal primo giorno che vi ho visti dicevo: questa è la classica bella coppia che poi si sposa…ah quanto mi dispiace….”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io: “Ilario, ma hai bevuto? Che stai dicendo?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ilario: “no, è inutile che tenti di nasconderlo, lo sanno tutti: &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;m’ha perfino  telefonato Cristina dall’America per sapere perché tu e Francesco vi siete lasciati&lt;/span&gt;…una così bella coppia….non ci si crede….”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io: “Ilario, &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;infatti non è vero&lt;/span&gt;!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Valentina (sopraggiunta al momento): “Eh dai, a noi puoi dirlo, lo sanno tutti, &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Francesco ha cambiato il suo stato su facebook, ha scritto RELAZIONE APERTA&lt;/span&gt;”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti mi guardano come se fossi IO a negare l’evidenza….ok, chiamo Francesco, necessita spiegazione. Squilla il telefono e alla domanda “scusa perché hai cambiato il tuo stato su facebook? Mi devi dire qualcosa?”, lui sereno come il cielo d’estate: “no, ho semplicemente cambiato stato perché &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;mi sono stufato che su Facebook tu non ci sei e quindi risulto fidanzato a un fantasma….allora ho fatto richiesta di matrimonio a Ermanno&lt;/span&gt;! E intanto che lui non accetta mi risulta RELAZIONE APERTA. Ma tu come lo sai?”…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora la storia è questa, lo dico una volta per tutte a tutto il web così evitate di farmi prendere colpi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff9966;"&gt;FRANCESCO SU FACCIA-LIBRO è IL MARITO DI ERMANNO, MA NELLA VITA REALE è ANCORA IL MIO FIDANZATO….CHIARO?????&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Bene … … … anche se un po’ sono gelosa: &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;che avrà Ermanno più di me per essersi meritato una richiesta di matrimonio e a me nulla?????&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;mmm….&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;FRANCESCO: SEI IN UNA RELAZIONE APERTA ANCHE NELLA REALTà&lt;/span&gt;…. E spero che tu lo venga a sapere da uno dei lettori del mio blog per contrappasso… ah ah ah&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-9178941436062499230?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/9178941436062499230/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=9178941436062499230' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/9178941436062499230'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/9178941436062499230'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/01/singletudine-facebookiana.html' title='Singletudine facebookiana'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-2185742860677877054</id><published>2009-01-14T13:48:00.000+01:00</published><updated>2009-01-14T13:49:20.119+01:00</updated><title type='text'>Lo sapevate che i computer hanno una scadenza?</title><content type='html'>Non so come sia potuto succedere ma mi è scaduto il computer!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri dava problemi con Windows Xp, non mi faceva modificare i file già fatti e non me ne faceva creare di nuovi. Tutto bloccato. Dopo vari tentativi non proprio da “tecnico esperto” mi convinco a chiamare la Microsoft….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlo con un operatore di dubbia nazionalità, sicuramente non italiano e il verdetto è uno: “Signora, le è scaduto il computer, per recuperare tutti i suoi file deve dis-installare windowsXp e rinstallarlo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Panico…io sono a Roma il cd d’installazione che era col mio Pc è a Rieti…mmm…tramite varie peripezie quel santo di mio padre decide di portarmi il cd: è urgente, ne va della mia tesi di laurea….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vabbè, arriva il Cd tramite corriere espresso “Super-Papi” e comincio la trafila….disinstallo il vecchio e comincio a installare il nuovo….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va tutto a meraviglia fino a metà, poi….mi dice “impossibile proseguire installazione: il computer contiene file creati con una versione di windows successiva a quella che si vuole installare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora…siccome il tecnico vuole 50 euro l’ora per lavorare al mio pc (ed essendo un lavoro stimabile in 5 o 6 ore secondo lui) se devo spendere 300 euro me lo ricompro il computer, ma intanto…QUALCUNO HA CONSIGLI DA DARMI???&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi prego aiutatemi, ho la tesi incastrata nel computer!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-2185742860677877054?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/2185742860677877054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=2185742860677877054' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2185742860677877054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2185742860677877054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/01/lo-sapevate-che-i-computer-hanno-una.html' title='Lo sapevate che i computer hanno una scadenza?'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-3001106138397785075</id><published>2009-01-13T14:13:00.000+01:00</published><updated>2009-01-13T14:18:42.070+01:00</updated><title type='text'>A caccia di ministre...</title><content type='html'>Cari i miei sei lettori,&lt;br /&gt;ci tengo a farvi sapere che vi penso sempre anche se da un pò non scrivo su queste pagine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il motivo è semplice: tesi di laurea. Sono indietro col lavoro...essendomi fatta del male con le mie stesse mani infilandomi in un'impresa più grande di me (trovare le 25 donne che dall'inizio della Repubblica ad oggi sono state ministre) ora non ho manco il tempo di respirare...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello scusarmi per la mia assenza da queste pagine vi lancio sfacciatamente un appello: chiunque sappia darmi una mano per contattare una qualunque ministra (qualcuna l'ho già intervistata ma non potete sapere quante me ne mancano!) è pregato di darmi una mano....GRAZIE!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A presto....spero di tornare a scrivere su queste pagine con buone nuove....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-3001106138397785075?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/3001106138397785075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=3001106138397785075' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3001106138397785075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3001106138397785075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/01/caccia-di-ministre.html' title='A caccia di ministre...'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-2521612560856658975</id><published>2009-01-02T19:02:00.000+01:00</published><updated>2009-01-02T20:32:15.559+01:00</updated><title type='text'>Le prime conversazioni dell'anno</title><content type='html'>Oggi pubblico un romanzo epistolare...o meglio, una nuova forma di romanzo epistolare...al posto delle lettere ci sono delle conversazioni Msn. Protagonisti: il povero malcapitato Stefano (mio cugino), il gentile Francesco (mio ragazzo) e io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cominciamo dal principio....Stefano ha pubblicato su you tube un video giratogli da mio fratello mentre "palleggia" (il termine è diminutivo, vedere per credere: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=bP5Nea6Y55c"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=bP5Nea6Y55c&lt;/a&gt; ) in camera sua. Io lo contatto per chiedergli dove sia....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:teto.... ma dove cavolo è il tuo video joga bonito??? (17.11) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:non si trova in tutto il tubo????? (17.11) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:ma che tag c'hai messo????? (17.11) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:guarda che se non metti delle cose facilmente trovabili nessuno te le legge (17.12) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano: "S:http://www.youtube.com/watch?v=bP5Nea6Y55c (17.12) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:finalmente!!!!!!! (17.13) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:....fatto sta che senza link è interovabile!!!!! (17.16) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:troppo bello................ (17.16) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:Simone m’ha detto di votare, peccato che non posso votarlo: mi sono accorta ora che non sono iscritta (17.17) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano: S:iscriviti.. (17.22)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:ma che mi iscrivo????non c'ho manco i video da metterci..... (17.22) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:....poi ti faccio votare da simone (17.22)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:lui sicuro è iscritto (17.22) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:... (17.23) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano: S: (17.26) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:aspè... (17.26) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:sto girando la voce... (17.26) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:qualcuno ti voterà! (17.26)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:mi si è messa in testa la canzone malefica del tuo video...tararararararararararararaaaaaaaaaaaaaaa tarararararararararararaaaaaaaaaaaaa (17.30) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:vabbè, ti lascio che è giunto il momento di studiare..l.. (17.30) -&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano:"S:anghe iu (17.30) M&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;onia:cmq COMPLIMETNTI: (17.30) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:sei fantastico con quella palla sembra finto!!!! (17.31) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:io al max so fare tre palleggi e rottura di lamapadario.... (17.31)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Ma mentre parlavo con Stefano ho contattato anche Francesco, ovviamente per chiedergli di vedere il video e commentarlo....&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:ti invio il video del secolo (17.15) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:si (17.15)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:http://it.youtube.com/watch?v=bP5Nea6Y55c (17.15) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:chi è nel video? ... oddio (17.17)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:Stefano, mio cugino (17.17) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:regia di simone (17.17)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:già hai finioto????? (17.17)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:minchia è bravo! (17.20) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:ahahahah tuo padre!!!ahahahaha (17.23)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:è bellissimo???? (17.23) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:era il giorno di natale, stavamo a casa di zia quasi per andare via e Simone e Stefano sono stati un'oretta in cameretta di quest'ultimo dove tutti avevamo appoggiato le giacche (17.24)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia: il primo ad andarsela a riprendere è stato mio padre! (17.24) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:p.s. lo voti per me che mio cugino vuole il mio voto? (17.24) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:per votare devi essere iscritto, io non lo sono (17.24)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:ok (17.24)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia: mi vuole fare iscrivere per votarlo!!!! (17.24)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:lo commento pure! (17.25)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:se lo voti gli dico che l'ho vitato io col tuo coso! (17.25) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:ecco bravo bravo così è contento! (17.25) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:sta caricando il commento … commentato (17.33) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:ma dove cavolo si vota? (17.33) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:votato! (17.35)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Torniamo a mio cugino Stefano, lo stavo giusto salutando per mettermi a studiare quando...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano:monia.. (17.31)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:si? (17.31)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano:"S:vai a vedere nei messaggi del video (17.31) –&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano--"S:guarda sto cretino (17.32)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:beh, non ti senti fortuinato? (17.36) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano:--"S:avoja (17.36)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:ma hai capito che sta succedendo???? (17.37)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:il signor Nike che dice "arrivederci" a inizio testo è favoloso..... (17.38) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano:"S:sarà uno skerzo (17.39)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:ma alloora NON hai capito!!!!!! (17.39)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:uh uh uh (17.39)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:secondo me ti pagano davvero..... (17.39)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:200.000 OVOLINE!!!!!! (17.39)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Ecco, io ho provato a dirgli fin da subito le cose come stavano, ma lui niente....ha perseverato....ne ho parlato con francesco e lì....IDEONA: se stefano c'ha creduto da solo perchè non lasciarlo illudere?&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:genio di fidanzato ti adoro (17.35) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:oddio le risate... (17.35) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:perchè? (17.35)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:sto chattando con mio cugio (17.35)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:non so se ha capito che sei tu (17.35)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:beh? (17.35) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:forse mi prende in giro (17.35) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:NON LO DIRE e vedi (17.35) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:no no …vediamo se ha capito… (17.35) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:ahaha (17.35) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:se vede i video miei mi sgama! (17.36) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:comunque sei l'unico che saluta dicendo arrivederci!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;(17.36) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:ahahahahahah (17.36) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:Goodbey all'inizio???????? (17.36) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:ma io do ti porto a washington?????(17.37) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:mi state a fa morì dalle risate tutti e due! (17.39) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:ma lui l'ha visto in tempo reale il commento? (17.40)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:siiiii (17.40) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:oddio...si sta chiedendo ORA se è uno scherzo (17.40) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia: mi ha appena scritto “mò..ma è un cojonazzo di vicenza” (17.40)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Da questa frase riprenderei la conversazione con quella volpe di mio cugino dal punto esatto in cui l'abbiamo lasciata....&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano:"S:mò..ma è un cojonazzo di vicenza (17.40) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:la nike non ha sedi a vicenza??? (17.41) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:e poii come hai fatto a vederlo? (17.41) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano:"S:basta cliccare sul nome del tizio in questione (17.42)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:ah, aspetta…lo faccio pure io....devo indagare (17.42) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:se diventi ricco voglio esserti ancora più cugina! (17.43) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:Dai, mi stai a prende in giro...hai capito! (17.44)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Hai appena inviato un trillo. (17.44) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano:"S:asp (17.44)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:aspetto.... (17.44) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:era solo per sapere se c'eri ancora. non ci sei mai!!!! basta che mi avvisi se te ne vai... (17.47)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano:"S:nulla,ci stiamo scrivendo lì sopra (17.47) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:ah si..... (17.47)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano--"S:gli ho risposto..e lui mi ha corretto nell'inglese.. (17.47) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano--"S:allora l'ho corretto ank'io (17.47) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:quindi se faccio aggiorna vedo pur'io???? (17.47)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:bene bene (17.48)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano:"S:sì (17.48)&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;A questo punto decisi di aggiornare al pagina dove poco prima avevo visto il video.....cosa ci trovai scritto? Leggete con attenzione perchè questa è l'unica copia esistente di quella conversazione, fugacemente rapita da me medesima prima che si votilizzasse dal web....non abbiate fretta: in seguito capirete pure come ha fatto a volatilizzarsi, per ora...leggete la conversazione che per qualche minuto ha ospitato le pagine di youtube:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Francesco ha scritto: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff6666;"&gt;"goodbye, I'am micheal nike, manager of nike spa..would you like make a spot with nike?: you simply have to pallage in your bedroom in rieti!we will give you 200.000 dollars..ok?"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Stefano ha risposto&lt;span style="color:#ff6666;"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff6666;"&gt;" Yeah..where i can sign??^^ "&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Francesco ha perseverato&lt;span style="color:#ff6666;"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff6666;"&gt;"no no no no: you say: "Where can I sign?" "&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E Stefano, giustamente indispettito da tanta insolenza ha chiuso la discussione con: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff6666;"&gt;"A magic english.."goodbye" allora lo devi scrive alla fine...no all'inizio..^^"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff6666;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Ma, forniti al lettore i documenti necessari a capire il seguito, proseguiamo con le conversazioni...essendo il romanzo epistolare....riprendiamo da Francesco:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:sto morendo.... (17.41)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:ahahah …gli ho risp alla risp (17.41)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:ahahaha (17.41) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:ora muoio ridendo accasciata sulla scrivania.... (17.44) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:ciao.... vado a fare pipì…non la reggo più dal ridere (17.45)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Hai appena inviato un trillo. (17.50) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:ma gli stai ancora a scrivere???? (17.50) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:mannaggia, la storia del goodbye l'ho detta pure a lui per sbaglio.... (17.51) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:mi sa da li l'ha capito che non era vero!!!! (17.51)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Hai appena inviato un trillo. (17.51) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:eh (17.52) f&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:ha cancellato i commenti!!!!! (17.52) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:lo so.... (17.52) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:aspè.... (17.52)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:sto svelando tutto che Stefano se ne deve andare (17.57)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:si (18.01)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Torniamo a Stefano....perchè ha cancellato i commenti? La rabbia per un vicentino lo aveva accecato....ma facciamo un salto indietro di pochi minuti e riprendiamo la conversazione col cugino palleggiatore per poi arrivare al momento dello svelamento del mistero....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:eh, meno male che ti ho suggerito la cosa del goodbye sennò magari ci credevi pure.... (17.48) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:EPPOI.......TO PALLAGE esiste??????? (17.49) -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefgano:"S:si ma ho cancellato tutto adesso (17.51) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:perchèèèèèèèèè????? (17.51) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:magari ti facevano un contratto (17.51) –&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano:"S:perkè mi stava antipatico (17.51) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:se ci sono rimasti male???? (17.51) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:ma cooooome?????? (17.51) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano:"S:ma nn il video (17.52) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano:"S:i commenti di quell'idiota (17.52) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano--"S:monia..era un cretino di vicenza (17.52) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:sei sicuro che era un'idiota? (17.52) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:che era di vicenza ho capito..... (17.52)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano:"S:embè..hai visto i video ke mette? (17.52) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:ma magari non era idiota (17.52)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:a me piace! (17.55) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia: sveliamo il mistero del vicentino.... (17.56)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:MA DAVVERO NON HAI CAPITO NULLLAAAAAAAA???????? (17.56)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:non ci credo... (17.57)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano:--"S:no..ki è? (17.57)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:non ci credo...... (17.57) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano:-"S:sarà un amico tuo (17.57) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:cominciamo in ordine cronologico sennò ti perdi.......... (17.57) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:dunque....ti ho detto che non potevo votarti ma per compensare facevo girare il link del tuo video così qualcuno ti avrebbe votato? (17.58) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:beh, l'ho fatto ovviamente il primo a cui l'ho mandato è il mio fidanzato che..... (17.58) Monia:sai come si chima? (17.58) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:FRANCESCO (17.58) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:ti dice nulla???? (17.59) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:gli ho chiesto di votarti da parte mia (17.59) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano--"S:e ke centrano i video della curva del vicenza?? (17.59) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:l'ha fatto e ti ha pure commentato!!!!!!!!!!!! (17.59) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:un genio! (17.59) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:pensavo lo capissi! (17.59) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:Lui è di Martina Franca ma tifa vicenza perchè da piccolo gli piacevano il bianco e il rosso e si scelse quella squadra (17.59) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano:"S:....tifa Vicenza????? (18.00) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:se sentivi bene i video in uno si sente una voce da pica che dice "oh, guarda, pure Babbo Natale è del vicenza!" (18.00) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:e indovina chi era? (18.01) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:IO che per Amore l'avevo seguito a Frosinone per il suo compleanno a tifare Vicenza.....(18.01) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:solo io sapevo tutto e mi stavo sbellicando dalle risate..... (18.01) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano:--"allora ricordagli il 6-3 del 2003 (18.02)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Detto fatto, e su questo ricordo s'è chiusa la conversazione con Francesco....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:mio cugino dice 6-3 del 2003 che vuol dire???? (18.02)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:coppa italia? (18.06) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:non lo so (18.06) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:credo si volessee vendicare,è rimasto malissimo hi hi hi (18.07) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:vabbè l'hai detto che è uno scherzo siccome stavi tu? non è che si offende? (18.07) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:no no, l'ho detto!!! (18.13) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:sono malefica.... (18.14) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Francesco:perchè? (18.14) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:ora devo trovare il modo di pubblicare tutto ciò sul blog.... (18.16) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:ehi, io vado..... (18.16) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;Monia:comunque grazie per le risate.... (18.17)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ff9966;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Quella con Stefano invece è proseguita ancora per un pò...servivano altre spiegazioni:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano"S:(cmq sei una bastarda..stavo per insultarlo pesantemente ) (18.02) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:ma noooooooooo (18.02) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano:"S:nn so cosa mi ha trattenuto..forse un presentimento (18.02) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:ma sei malefico! (18.02) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:oddio le risate (18.02) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano: "S:stardi (18.03) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:ma era ovvio che era uno scherzo: lui te lo ha scritto pensando che l'avresti capito..... (18.03) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:a un certo punto mentre parlavo con te sono dovuta andare a fare pipì per quanto ridevo (18.03) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano: "S:ma come facevo a capirlo sCusa (18.03) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano:"S:per me era uno di vicenza ke faceva lo spiritoso..ke cavolo ne so ke il tuo tipo tifa per il vicenza? (18.04) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano"S:era terrone (18.04) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:ma era troppo coincidente che io ti dicessi "giro il video per farti avere voti" e un minuto dopo avessi voto e commento!!!! (18.04)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:lo so.... è l'unico terrone vicentino d'italia! (18.05) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano: "S:si ma sto a fa nn hai idea quante cose..ho mille contatti aperti e sto risolvendo un problema a distanza con claudio....ho il cervello fritto..nn potevo pensà (18.05) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:non mi importa niente.....m'hai fatto troppo ride:ho rinunciato a studiare per sganasciarmi con te!!!!!! (18.06) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:uh uh uh hi hi hi ah ah ah (18.06) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Monia:mò però vado a studiare davvero....CON UNO SPIRITO NUOVO...a proposito, Francesco ti chiede umilmente perdono ma CREDEVA AVESSI CAPITO CHE ERA COLPA MIA (mia di monia)! (18.12) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff99;"&gt;Stefano--"S:tranquillo ..s'è salvato per un pelo..vabbè dai,ci vedremo allo stadio quando il vicenza salirà in A.. ..nn sarò clemente.... (18.12)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Qui si coclude il romanzo epistolare......se avete riso anche solo un quarto di quanto ho riso io oggi dev'esser valsa la pena di leggere questo infinito post, altrimenti....SCUSATE. La prossima volta cercherò d'esser più sintetica così almeno se foste delusi dalla lettura non mi sentirò in colpa per avervi rubato del tempo prezioso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;A proposito.....oggi è due gennaio....&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;BUON ANNO!&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-2521612560856658975?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/2521612560856658975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=2521612560856658975' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2521612560856658975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2521612560856658975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2009/01/oggi-pubblico-un-romanzo-epistolare.html' title='Le prime conversazioni dell&apos;anno'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-6916295698397836646</id><published>2008-12-24T19:05:00.000+01:00</published><updated>2008-12-24T19:12:13.125+01:00</updated><title type='text'>Buon Natale!</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/pA8UHeoYHQM&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/pA8UHeoYHQM&amp;hl=en&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un augurio sonoro ai sei lettori del mio blog: BUON NATALE RAGAZZI e che sotto l'albero troviate ciò che più desiderate!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-6916295698397836646?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/6916295698397836646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=6916295698397836646' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/6916295698397836646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/6916295698397836646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/12/buon-natale.html' title='Buon Natale!'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-2283318176801181284</id><published>2008-12-14T13:00:00.000+01:00</published><updated>2008-12-14T13:18:25.901+01:00</updated><title type='text'>Kung-fu Panda è diventata una macchina assassina: come uccidere…col pensiero</title><content type='html'>Vi ricordate il fantastico post sul corso di difesa personale? Quello in cui vi raccontavo che la mia specialità sono le cadute acrobatiche…beh, SONO MOLTO MIGLIORATA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scorsa lezione &lt;span style="color:#ff9966;"&gt;HO ROTTO UNA COSTOLA AL MAESTRO!!!&lt;/span&gt; Si, proprio lui, l’omone di un metro e ottanta per 95 Kg di peso distribuiti tutti tra bicipiti, deltoidi, quadricipiti e addominali. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Mi sono pentita, ma gli ho rotto una costola&lt;/span&gt;. E non è un modo di dire…è proprio sbucata dal suo fianco! Non ha bucato la pelle, ma…diciamo che si vedeva chiaramente che non era al suo posto...faceva l’effetto dei bambini prima di nascere quando, nella pancia della mamma, scalpitano e da fuori si vedono le loro braccine (o gambine) che spingono verso l’esterno solo…che una cosa è emozionante, l’altra fa senso…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vabbè dai, ma forse sto esagerando, diciamo tutta la verità: &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;non è che gli ho proprio rotto una costola sana…era già incrinata&lt;/span&gt;, io ho solo terminato il lavoro…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non credete nella mia forza???..va bene, vi racconto esattamente com’è andata……&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eravamo (noi allievi) tutti lì attenti a seguire una disquisizione filosofica del maestro sulla potenza del…..ehm….non mi ricordo più come si chiama…ha un nome giapponese…o cinese? Vabbè, mi sa che io non ero proprio attenta, comunque eravamo lì a parlare di questa cosa di cui non ricordo il nome che però, sostanzialmente, è una sorta di respirazione buddista per cui al momento di rilasciare un colpo andrebbe contratto l’addome rilasciando la rabbia così, parola del maestro, “il colpo acquista il doppio della forza”. E non solo…poiché tutta questa contrazione dell’addome dovrebbe portare anche a far uscire un rumore (per Pina….so già cosa hai pensato: NO, il rumore esce dalla bocca!) si ottiene anche un altro risultato. Ecco spiegato perché nelle arti marziali urlano: &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;l’urlo, oltre a scaricare la rabbia dall’addome distrae l’avversario&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo che il maestro, anziché dirci semplicemente (come ho fatto io con voi ora!) che l’urlo distrae l’avversario, alle perplessità di una ragazza che innocentemente ha detto: “Mah, io continuo a non capire l’importanza di questo taj qualcosa…” decide di dare una dimostrazione e fa tutto fiero: “&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;ora te lo faccio vedere, mi serve qualcuno…mmm…vediamo…tu!”. E indovinate chi indica&lt;/span&gt;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perfetto, gli vado vicino. Mi attacca PIANO E SENZA TOCCARMI (vedi che mi sottovaluta?) senza utilizzare il coso-giapponese-dal-nome-irricordabile, e che succede? Niente, più o meno paro i colpi, impacciata come sempre, ma me la cavicchio. 10 secondi di dimostrazione e tutto ok. Poi per farci notare la differenza fa : “&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;adesso guardate la differenza&lt;/span&gt;”. Mi viene incontro, strilla come un matto (sta usando il coso-giapponese-dal-nome-irricordabile), non capisco nulla dalla paura, chiudo gli occhi e mi immobilizzo, PANICO, silenzio totale, tonfo a terra. Apro gli occhi. Io sono inpiedi, ma se il tonfo non ero io chi era?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi giro, alle mie spalle il maestro gattoni, poggia sulle ginocchia e su una mano, l’altra la stringe sulle costole. Non capisco nulla. Tutti gli occhi sono puntati su di me. Guardo le altre e dico: “&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;giuro che non ho fatto nulla!! Non sono stata io!”.&lt;/span&gt; Dal pavimento arriva una voce: “Ah, la costola, credo d’avere una costola rotta!”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il maestro si rialza, tira su la maglia e tra i suoi scolpitissimi muscoli intercostali spunta una inumana protuberanza…OK, NON SO COME HO FATTO MA MI CONVINCO CHE GLI HO ROTTO UNA COSTOLA. Mi sono sentita in colpissima e per venti secondi ho ripetuto cento volte la frase: “come stai?”. Poi &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;lui, riacquistato l’uso della respirazione&lt;/span&gt;, ci spiega che si era rotto quella costola in combattimento (non con me eh! in un combattimento precedente) e, essendosene dimenticato, ha fatto una mossa brusca e se l’è fatta riuscire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credevo fosse una cosa dolorosa, ma lui l’ha definita appena “fastidiosa”, ha detto: “No, scusate, continuiamo la lezione (&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;vi giuro che ha detto così&lt;/span&gt;!) ma ‘sta cosa è troppo fastidiosa”. Preparatevi, il meglio deve ancora venire…si sconsiglia alle persone sensibili di non leggere il seguito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da qui parte “&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;il seguito&lt;/span&gt;”. Se stai ancora leggendo sappi che ti reputi più di stomaco forte di quanto tu non sia, quello che sto per raccontarti farà senso anche a te: uomo avvisato….&lt;br /&gt;Bene..l’hai voluto tu: IL MAESTRO SI è INFILATO UNA MANO SOTTO LE COSTOLE SANE E CON L’ALTRA HA PREMUTO SU QUELLA ROTTA FINCHè NON è TORNATA AL SUO POSTO!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, io te lo avevo detto di non leggere! &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Il mio maestro bionico si è risistemato la costola da solo…più o meno&lt;/span&gt;, perché non è che ci volesse proprio un ortopedico per capire che quella non era la sua posizione naturale, ma almeno stava meglio di prima: non sporgeva più come il piede d’un bambino irrequieto nella pancia della mamma!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eseguita l’operazione chirurgica su sé stesso ha proseguito la lezione come nulla fosse, salvo ogni tanto toccarsi le costole nel tentativo di perfezionare il lavoro e dire: “certo che è proprio fastidiosa messa così…”.&lt;span style="color:#ffff66;"&gt; Sono certa che non appena arrivato a casa se la sia sistemata da solo a colpi di martello…&lt;/span&gt;fidatevi: ne è capacissimo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scherzi a parte…io non so come ho fatto a ridurlo così, ma non vedo l’ora che ci sia la prossima lezione per sapere come sta…&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;SONO DAVVERO PREOCCUPATA&lt;/span&gt;: certe cose non si vedono neanche nei film di Bruce Willis, anzi….&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Bruce a confronto è un quaquaraquà&lt;/span&gt;: non so come altro definire uno che prima si piglia miriadi di colpi di ogni sorta e genere, compresi quelli da arma da fuoco, e continua a far quello che stava facendo come fossero nulla e poi quando arriva la bellona di turno con un batuffolino di cotone bagnato con l’acqua ossigenata per disinfettargli un graffio (perché le pistolettate a Bruce Willis fanno sì e no qualche graffietto), appena il cotone tocca la sua pelle lui esclama con espressione dolorante: “Hiiiiiiiiii….aaaaahhhhhh….fai piano”.&lt;span style="color:#ffff66;"&gt; Il mio maestro&lt;/span&gt; ci avrebbe sputato sulla sua ferita: scommetto che la sua saliva è più efficace dell’alcol contro i batteri. E poi, &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;disinfettate le ferite con lo sputo, se le sarebbe pure ricucite &lt;/span&gt;lamentandosi al massimo della perdita di tempo che l’operazione avrebbe comportato!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiusa la parentesi sul paragone tra Bruce Willis e il mio maestro, &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;voglio&lt;/span&gt; chiedergli (al mio maestro, non a Bruce!) scusa per essermi spaventata tanto e non aver fatto nulla…magari se mi fossi mossa sarebbe finito tutto come al solito: una mia caduta acrobatica! &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Scusi, scusi, scusi!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-2283318176801181284?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/2283318176801181284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=2283318176801181284' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2283318176801181284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2283318176801181284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/12/kung-fu-panda-diventata-una-macchina.html' title='Kung-fu Panda è diventata una macchina assassina: come uccidere…col pensiero'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-8994972521985986221</id><published>2008-12-04T17:14:00.000+01:00</published><updated>2008-12-04T17:20:12.370+01:00</updated><title type='text'>Avventure da praticanti: la lezione di Paoluzi</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Triiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suono del campanello di Lumsa News si riconosce da chilometri. Non fa né “drin” ne “dlindlon”, fa: “Triiiiiin”. E il numero delle “i” nel trin dipende da quanto ci mette chi sta suonando a capire che il campanello si è incastrato e deve ripremerlo se vuole che quell’odioso suono smetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’altro giorno, dopo &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;un “triiiiiiiiiiin” da 11 “i”&lt;/span&gt; è entrato il &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Pego&lt;/span&gt;, al suo seguito &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;un suo amico di colore&lt;/span&gt;. Pego si siede a un pc, l’amico entra in redazione si ferma in piedi davanti alla prima scrivania che incontra e fissa tutti in silenzio. L’uomo aveva addosso un giubbotto imbottito azzurro completamente fradicio (non pioveva da ore…già questo è un mistero) e sul braccio un altro giubbotto(secondo mistero)…fradicio pure quello. Sotto l’altro braccio una confezione di tavernello (terzo mistero).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La presenza ci inibisce. Il rumore tipico del gallinaio che solitamente aleggia nella nostra redazione a poco a poco sfuma. Tutti gli occhi sono su di lui. Quando ottiene il totale silenzio inizia a parlare con il fare tipico del Papa all’angelus, tira su un braccio e inizia a declamare, ma…COSA???&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci accorgiamo che è visibilmente ubriaco, ciondola e parla in una lingua che, per quanto sconosciuta sia alle nostre orecchie, è chiaro a tutti non possa avere quei suoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno di noi interviene. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Il più coraggioso è il professor Paoluzi&lt;/span&gt;, la persona più anziana presente al momento (come siamo coraggiosi noi giovani!). Paoluzi fa serio: &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;“Desidera?”.&lt;/span&gt; Alla domanda l’amico del Pego ammutolisce e rimane immobile. Paoluzi di nuovo: “Scusi, stiamo lavorando, lei vorrebbe?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ragazzo è impegnato nella &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;sintonizzazione del suo cervello sulla lingua “italiano”&lt;/span&gt;, poi dice convinto: “due euro!”. Paoluzi: “perfetto, ce la caviamo con poco!”. Il prof va verso il suo cappotto e tira fuori delle monete dalle tasche le porge al ragazzo e sorridendo gli dice “ora, visto che stiamo lavorando…”. Ma il giovanotto non accenna a volersene andare. Prende le monete sul palmo della mano e se le avvicina agli occhi a una distanza tale che credo le abbia prese per delle lenti a contatto, poi capisco che sta semplicemente contando i soldi. Ci mette due minuti buoni durante i quali siamo tutti impietriti e in silenzio con gli occhi fissi su di lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appurato che la sua richiesta era stata accolta senza battere ciglio decide di &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;approfittare&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;del nostro essere bendisposti verso di lui&lt;/span&gt; e, CONVINTO CHE LA SUA RICHIESTA POSSA TRVARE ACCOGLIMENTO fa a Paoluzi: “Posso avere anche una donna per sc*p*r*?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci crederete ma la situazione era talmente surreale che NESSUNO HA OSATO RIDERE. Paoluzi che non si è capito se non abbia sentito la richiesta o se (da signore) abbia finto di non udirla ha ribadito il concetto: “Senta, ci scusi, stiamo lavorando, può accomodarsi?”. Ma niente, lui non si muove….Paoluzi gli si avvicina e prova a prenderlo sottobraccio, ma…da una parte il secondo cappotto zuppo, dall’altra il tavernello rendono impossibile il suo proposito. Lo spinge gentilmente e lui &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;cammina fino alla porta che vede solo quando è alla stessa distanza delle monetine di prima&lt;/span&gt;. Esce barcollando e chissà….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paoluzi rientra, noi siamo ancora tutti impietriti (temevamo potesse svenire in redazione!) e lui, come nulla fosse si rimette al lavoro. Quest’esperienza è la prova che non esistono più gli uomini tutti di un pezzo d’una volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando ho realizzato che quel ragazzo poteva aver bisogno d’aiuto (ma chi si chiama in questi casi?) sono uscita per vedere se si fosse seduto da qualche parte, ma…NON C’ERA Più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Non ci siamo comportati proprio in maniera solidale, ma la paura ci ha bloccato&lt;/span&gt;. Speriamo che qualcuno, magari di un’altra generazione, più coraggiosamente di noi l’abbia aiutato…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta superato lo choc, GIUSTAMENTE, &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;ce la siamo presi tutti col Pego che si fa pedinare dagli ubriachi e li porta in redazione&lt;/span&gt;!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-8994972521985986221?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/8994972521985986221/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=8994972521985986221' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/8994972521985986221'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/8994972521985986221'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/12/avventure-da-praticanti-la-lezione-di.html' title='Avventure da praticanti: la lezione di Paoluzi'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-6408156278535675778</id><published>2008-11-22T18:08:00.000+01:00</published><updated>2008-11-22T18:45:17.470+01:00</updated><title type='text'>I cartoni animati giapponesi</title><content type='html'>Riflettevo sui cartoni animati della mia infanzia quando mi sono trovata a pensare a quelli giapponesi....ho fatto dei pensieri così profondi al riguardo che ho deciso di donare all'umanità le mie riflessioni filosofiche, o meglio I MIEI DUBBI FILOSOFICI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ogni buon manuale che si rispetti ritengo sia didattica una divisione in categorie. Cominciamo con la categoria MAGHI E SIMILI, il cui format generale prevedeva sempre la presenza di una bambina sfigata che si rasformava in una donna fighissima. Da donna mi pongo una domanda: perchè ai maschi non succedeva nulla? Le telespettatrici femmine non avevano diritto a vedere dei ragazzini brutti diventare fighissimi? no, a noi toccava vederceli brutti....ma passiamo oltre: la cosa più degna di nota dei maghi giapponesi sono le formule magiche... vi ricordate "pampulu pimpulu parimpampum"? e "techemaiamaiacom"? stupende...alcuni dicono che non sigificano nulla, ma secondo me sono in giapponese...chissà che vogliono dire tradotte....magari anche ai giapponesi "specchio specchio delle mie brame" sembra non voglia dire nulla....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altra cosa fantista I CARTONI SPORTIVI. Da "Mila e Shiro" a "Holly e Benji" tutti, ma rigorosamente tutti erano in grado di piegare il pallone (nel primo caso con una schiacciata, nel secondo con un calcio) che poi roteava a velocità supersoniche che i poveri bambini vedevano al rallenty (sennò non si spiega perchè la corsa di Holly ci mettesse tre puntate per andare dal centro campo in rete o la schiacciata di Mila ce ne mettesse quattro per fare punto) e finiva sempre che o rompeva la rete (Holly) oppure si incagliava perterra continuando a roteare per qualch minuto salvo poi rimbalzare lasciando la bruciatura sul parque della palestra (Mila). Un'altra nota razzista: ma perchè in Holly e Benji i brasiliani hanno la pelle scura, gli italiani bianca e i giapponesi non ce l'hanno gialla? Ma che li hanno importati?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma passiamo a un'altra serie...questa speciale per Keko (mi ci ha fatto pensare lui a tutta questa riflessione sui cartoni...è partita da qui!): I CAVALIERI DELLO ZODIACO. Secondo voi, perchè tutti i cavalieri avevano nomi in latino (come sono belli "Sirio" e "Pegasus") e poi c'era lo sfigato che si chiamava Fish?...mah, forse a questa domanda una risposta posso provare a darla: perchè se si fosse chiamato "Pisces" sapeva troppo di "Piscione". Ma c'è un'altra domanda a cui proprio non posso trovare risposta: perchè in combattimento strillavano sempre il nome della mossa prima di farla? (vi ricordate "fulmineeee di pegaaasus!" ?) così l'avversario si preparava e li faceva neri?... boh, forse erano solo dei masochisti...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cambiamo categoria ma non discorso: I ROBOT. Pure loro urlano. Da Madzinga a Goldrake a Daitan3 (a proposito, qualcuno sa che fne hanno fatto Daitan1 e Daitan2?) tutti i loro "piloti" (passatemi il termine) quando dovevano usare le armi strillavano il loro nome, ma perchè? sennò non funzionavano? Mah, i misteri della sofisticata robotica giapponese. Un altro mistero incomprensibile di questi cartoni è che gli extra terrestri vengono sempre ad attaccare la terra....innanzitutto non si capisce perchè gli extraterrestri, ammesso esistano, oltre ad essere brutti debbano essere anche bellicosi (non potevano venire in pace?) secondo poi....ma con tanti cavoli di pianeti proprio la terra dovevano invadere? Da dove, a rigor di logica, gli poteva derivare tutto questo interesse per un pianeta dove gli stessi abitanti scioperano in continuazione che qui non va mai bene niente? ...forse vogliono provare pure loro l'ebbrezza dello sciopero?...anche ammesso che proprio vogliano attaccare la terra, ma dal Giappone che c'ha tutti i robot assurdi cominciano???? Altra questione: lo sapete perchè il Giappone ha sempre dei terremoti? Per colpa dei robot! Vi ricordate dove li riponevano dopo ogni combattimento? O sotto terra o sott'acqua, quindi praticamente le isolette giapponesi non poggiano sul fondo del mare come tutte, ma sui buchi-garage dei robot...poi dice perchè quando fa lì il terremoto fa tutti quei danni...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiudo la riflessione con l'ultima domanda: ma perchè TUTTI i cartoni giapponesi sono ambientati a Tokyo? Capisco che l'incantevole Creamy possa aver paura di vivere a Hiroshima e a Mila e Shiro possa spaventare l'idea di vivere a Nagasaky, ma...proprio tutti a Tokyo? c'avrà una densità di popolazione assurda 'sta città, a dispetto di tutto il resto della nazione che, a rigor di logica, è deserto!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-6408156278535675778?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/6408156278535675778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=6408156278535675778' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/6408156278535675778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/6408156278535675778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/11/riflettevo-sui-cartoni-animati-della.html' title='I cartoni animati giapponesi'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-3030592362571060504</id><published>2008-11-19T16:34:00.000+01:00</published><updated>2008-11-19T16:52:54.677+01:00</updated><title type='text'>Dialogo surreale</title><content type='html'>Per il bene dei due protagonisti non svelerò i loro nomi, però...ho assisitito a codesta conversazione telefonica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LEI: "Amore, dobbiamo parlare. Credi ci sia un problema tra di noi? Credo mi piaccia il personal trainer..mi eccita la sua persona..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LUI: "Ohi senti, poi mi dici...mò mi sto a vedè Zelig...c'è quella che fa Kripstack che per la prima volta recita da sola, lasciami vedere, in caso ti richiamo dopo. Ciao"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ha chiuso...poi gli uomini si lamentano pure se le donne vanno col personal trainer...fanno bene, hanno tutto il mio appoggio e...quasi quasi per solidarità femminile ci vado pure io!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;per Francesco&lt;/span&gt;: scherzo eh, non ci vado anche se te lo meriteresti... comunque sempre meglio specificare che tu ultimamente non capisci mai quando scherzo e quando dico sul serio...capace credi che sono seria e mi lasci!!!)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-3030592362571060504?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/3030592362571060504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=3030592362571060504' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3030592362571060504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3030592362571060504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/11/dialogo-surreale.html' title='Dialogo surreale'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-7139471345761328394</id><published>2008-11-17T12:06:00.000+01:00</published><updated>2008-11-17T14:04:15.244+01:00</updated><title type='text'>Anche le contesse subiscono il fascino dell'uomo nero</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SSFcvhdAY2I/AAAAAAAAAIo/vCc6hzhvNE8/s1600-h/per+ilario+copia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5269595010503828322" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 176px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SSFcvhdAY2I/AAAAAAAAAIo/vCc6hzhvNE8/s200/per+ilario+copia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Sarò la prima a dare questa indiscrezione…da ambienti vicini dal programma "L'Isola dei famosi" è trapelata un'indiscrezione piccante sulla contessa De Blanc ... non posso dire nulla per non far licenziare la mia fonte dal suo posto di lavoro.....però la  foto è esplicativa...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino a poco fa qui compariva un altro post, ma....l'ho dovuto cancellare per evitare di perdere un amico e per evitare di far perdere all'amico il suo (seppur precario) lavoro....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;;(&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffff66;"&gt;p.s. OVVIAMENTE la foto è palesemente un falso a puro scopo esemplificativo, ma la notizia è vera...almeno stando alla mia segretissima fonte che tutti già sanno chi è!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-7139471345761328394?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/7139471345761328394/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=7139471345761328394' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7139471345761328394'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7139471345761328394'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/11/anche-le-contesse-subiscono-il-fascino.html' title='Anche le contesse subiscono il fascino dell&apos;uomo nero'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/SSFcvhdAY2I/AAAAAAAAAIo/vCc6hzhvNE8/s72-c/per+ilario+copia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-7158368841254115229</id><published>2008-11-13T12:05:00.000+01:00</published><updated>2008-11-13T12:10:30.852+01:00</updated><title type='text'>Everybody is kung-fu fighting</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Ciao, mi chiamo Po.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;È vero, &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Kung-fu Panda sono io&lt;/span&gt;! Quando andai a vedere il film Francesco ad ogni scena tornava a sottolineare quanto quel personaggio mi somigliasse…tanto per fare un esempio: è &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;scoordinato&lt;/span&gt;, &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;sbatte da tutte le parti&lt;/span&gt;, &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;mangia in continuazione&lt;/span&gt; e soprattutto…è un &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;gran chiacchierone&lt;/span&gt;: pur di non sentire il silenzio del maestro in meditazione non esitava a interromperlo con chiacchiere inutili…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Impacciato e imbranato all’inverosimile. Secondo Francesco,&lt;span style="color:#ffff66;"&gt; IO&lt;/span&gt;!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non gli ho creduto…insomma, Francesco non è una fonte autorevole che possa dire a me che sono PO…insomma: lui è Pippo, alto e tontolone!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque…a distanza d’un mese dalla visione del film mi sono iscritta ad un corso di &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Difesa Personale&lt;/span&gt;…divertente, molto divertente…soprattutto per gli altri partecipanti che, grazie a me, assistono a spettacoli di indubbia comicità. la mossa che mi riesce meglio: &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;le cadute acrobatiche&lt;/span&gt;!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla seconda lezione il maestro (un omone di un metro e ottanta per 95 Kg di peso, tutti concentrati tra pettorali, tricipiti e quadricipiti) mi fa rifare per l’ennesima volta un esercizio al sacco, fiducioso che io, prima o poi, riesca a colpirlo nel modo giusto… Proviamo il &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;calcio&lt;/span&gt;. Con la pazienza che solo le arti marziali possono fornire a un uomo, il maestro si mette lì e mi fa provare e riprovare e riprovare…ad ogni colpo un commento: &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Primo&lt;/span&gt; colpo, “prova più forte”. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Secondo&lt;/span&gt;, “così gli fai le carezze a un aggressore, MENA!”. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Terzo&lt;/span&gt;, “non dico che lo devi spostare il sacco, ma almeno muovilo d’un millimetro”. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Quarto&lt;/span&gt;, “mira agli ipotetici reni dell’avversario, co ‘sta forza dovunque altro lo colpisci lo inviti a nozze”.&lt;span style="color:#ffff66;"&gt; Quinto&lt;/span&gt;, “…ecco, un po’ meglio (ndr l’avrà detto per consolarmi?) però…così caschi pure tu: poggiali bene ‘sti piedi per terra!”. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Sesto&lt;/span&gt;, “oddio….ma che è ‘sta cosa? Ti rompi le dita dei piedi così: devi far male a lui, mica ti devi far male te!”. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Settimo&lt;/span&gt;, “Sento un tonfo strano sul sacco…ma stai colpendo col piede o col ginocchio? Non si capisce…CONCENTRATI!”. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Ottavo&lt;/span&gt;, “piega le ginocchia, così te le rompi!”. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Nono&lt;/span&gt;, “senti, se uno ti aggredisce per strada e tu lo meni così finisce che quello, che magari voleva solo il portafoglio, ti mena pure perché lo fai incavolare e ti lascia come uno straccio…se devi menà, MENA!”. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Decimo&lt;/span&gt;, “dai, proviamo ancora una volta ti sta quasi venendo (ndr sospetto stia ancora tentando di incoraggiarmi)”. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Undicesimo tentativo&lt;/span&gt;, “&lt;span style="color:#ff9966;"&gt;Vabbè, abbiamo capito…abbiamo qui con noi KUNG FU PANDA!&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La battuta non solo ha suscitato l’ilarità generale, ma…mi ha anche convinto che è vero: Francesco aveva ragione, Po sono io…mi rassegno all’idea e…la &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;prossima volta in palestra mi porto delle polpette&lt;/span&gt;, magari con quelle riesco a farmi fare un allenamento personalizzato e chissà…alla fine magari si scoprirà che il guerriero del drago (si chiamava così?) sono io!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-7158368841254115229?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/7158368841254115229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=7158368841254115229' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7158368841254115229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7158368841254115229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/11/everybody-is-kung-fu-fighting.html' title='Everybody is kung-fu fighting'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-2056666384233087020</id><published>2008-11-09T18:08:00.000+01:00</published><updated>2008-11-09T18:19:59.706+01:00</updated><title type='text'>La potenza dei nuovi mezzi Atac</title><content type='html'>L’altra sera, festa a sorpresa a casa di Ciccio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Problema. Tornare da Piazza Bologna a San Pietro non più tardi delle due: il giorno dopo chi lavora chi ha lo stage, chi (io!) alle 8.30 deve essere a lezione di diritto da Mazzà. (Ah, le feste nei giorni feriali!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soluzione: a mezzanotte usciamo da casa di Ciccio dopo una bella serata tra amici (ho rivisto pure Giovanna che avendo iniziato l’accademia di recitazione esce sempre meno spesso con noi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendiamo il 62 che da piazza Bologna arriva a san Pietro. Tempo di giorno: un’ora e mezza. Bene, sicuramente riusciremo a rispettare il nostro pronostico d’esser a casa prima delle due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bus arriva al capolinea, si ferma 20 secondi e riparte a razzo. Ci guardiamo spauriti….Inizia a saltare le fermate: si ferma solo per far scendere quelli dentro quando suonano ma non per far salire quelli in attesa che, vedendosi sfrecciare il bus davanti, spesso inveiscono contro il comune. Panico. L’autista suona pure a tre poveri turisti che stavano attraversando sulle strisce nei pressi di piazza Barberini…quelli corrono all’indietro e lui li schiva invadendo per metà l’altra carreggiata….PANICO PANICO PANICO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimaniamo in 4. Fa in romanaccio: “Ragà ‘ndo scendete?”. Noi ci guardiamo. Rispondo prima io: “Al capolinea”. E lui: “Eh, seeeee che mò me fai arrivà fino là? Se, bbona notte!!”. Insomma a seguito d’un indagine sui passeggeri presenti fa scendere Francesco a Torre Argentina dove avrebbe potuto prendere il notturno verso Monte Mario, e un’altra ragazza poco più avanti. Rimaniamo io e una studentessa zeccheggiante che sta parlando al telefono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’autista (a me): “Bella, ‘ndo scendi?”. Io: “sempre al capolinea”. Lui: “no, me sa che non ce semo capiti, io ho finito il turno, me ne vojo andà a dormì quindi…non c’ho intenzione ddè fa tutto er giro…aspè, vedemo pure ndò và quell’altra”. Voltato allo specchietto retrovisore fissa il fondo del pullman e strilla: “Alice! Alì! Vedi che cell’ho cò te!”. La ragazza stranita poggia il telefono e fa: “Ah, mi dica, c’è qualcosa che non và?”. Lui: “no no, ‘ndo scendi?”. Lei dice la fermata e spiega che deve andare verso Gregorio VII. L’autista cambia istantaneamente la scritta del pullman che da “62” passa a “DEPOSITO”. PANICO PANICO, PANICO….che vorrà fare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prende un percorso che non è quello del 62 e ferma davanti il Santo Spirito, apre la porta e fa: “Alì, Alice! Scenni che questa è la tua: t’ho risparmiato ‘na bella camminata. Da qui quello che piji, piji te portano quasi tutti a Gregorio VII!”. La ragazza scende esterrefatta. Rimaniamo io e lui. PANICISSIMO: io e l’autista pazzo.&lt;br /&gt;Di nuovo: “Bella, ndò vai non te lo richiedo, dimmi ddò abiti”. Io, terrorizzata: “vicino la fermata del 40, dopo gli archi delle mura vaticane…”. Lui: “perfetto: da qui pè annà al deposito passo lì. Te lascio a casa. Viene più comodo a te e pure a me che, non so se s’è capito, ma me ne vojo annà a dormì. Anzi, beata te che arrivi subito…me ne verrei a dormì ‘cco te, ma sto coso (lascia il volante per indicare l’autobus) ‘do lo parcheggio?”. Rido per nascondere la preoccupazione dettatami dl pensiero d’una notte accanto a lui….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Santo Spirito, curva a destra, inversione pazzesca, attraversa al contrario la Ztl si rimmette sulla via principale e in 40 secondi siamo al semaforo sotto casa. C’è il rosso. Mi fa scendere. Mentre giro la chiave nel portone sento la sua voce gridare dall’autobus: “Bella! Grazie eh, vado a letto ‘n ora prima pè te!&lt;br /&gt;Buonanotte!” e riparte. Stupita entro a casa. Guardo l’orologio. Incredibile: 24.20. Praticamente c’abbiamo messo 20 minuti da Piazza Bologna a San Pietro…e m’hanno lasciato sotto casa. Cavoli come s’è evoluto l’atac: ad una certa ora parte pure il SERVIZIO TAXI!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-2056666384233087020?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/2056666384233087020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=2056666384233087020' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2056666384233087020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2056666384233087020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/11/la-potenza-dei-nuovi-mezzi-atac.html' title='La potenza dei nuovi mezzi Atac'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-112155949364010914</id><published>2008-11-02T18:52:00.000+01:00</published><updated>2008-11-04T15:18:45.649+01:00</updated><title type='text'>Salto nel tempo</title><content type='html'>Domenica pomeriggio a casa di Francesco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui mi fa con un’espressione che è tutto un programma: “vuoi ridere un po’?”. Rispondo titubante (quando fa così c’è sempre da temere qualcosa….sta tramando qualcosa, ad esempio: fare la crema al cioccolato che poi finisce CASUALMENTE per bruciare la pentola in maniera irreparabile…) : “oddio, ho paura…”. Lui prende la risposta come un “Sì” e si dirige dritto in camera di Valerio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prende una &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;videocassetta&lt;/span&gt; di quelle che si comprano vuote. Capisco che se siamo lì è perché quella è l’unica stanza con videoregistratore. Inserisce la cassetta con ancora sulla faccia l’espressione di prima e io comincio a temere…&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;che ci sarà dentro?????&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parte una &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;recita scolastica di Natale&lt;/span&gt;…non capisco. La guardo un po’. La &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Madonnina e San Giuseppe&lt;/span&gt; hanno uno strano accento famigliare…un &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;accento pugliese&lt;/span&gt;. Guardo la data: &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;20 dicembre 1992&lt;/span&gt;. Ad un certo punto tra la folla di bambini che cantano “Merry Chrismas” vedo due facce familiari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un bambino cicciotello con il caschetto di capelli tra il biondo e il rossiccio e un altro bimbo moro, magro magro con gli occhiali più grossi della sua faccia! Inizio a ridere (Francesco ha mantenuto la promessa…non potete capire, ho riso fino alle lacrime): sono, rispettivamente &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Valerio e Francesco.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Ruoli: Francesco fa il messaggero, Valerio l’angelo&lt;/span&gt;. Uno spasso. Tutti e due avevano due ruoli minori, ma il perché è stato chiaro guardando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante lo svolgimento della recita a entrambe è stato suggerito dalla maestra il momento della loro battuta (erano distratti!) ma…il meglio erano le &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;canzoncine in CORO&lt;/span&gt;!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In stile gospel i bambini cantavano accompagnando le parole con gesti simbolici (ad esempio: alla parola “stelle” tutti ruotavano le mani in alto, alla parola “amore” tutti si stringevano le manine sul cuore ecc. ecc.). &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Non so se fosse peggio Valerio che, dopo aver tentato il furto del bambolotto di Gesù bambino direttamente dalle braccia della Madonnina, proponeva una sua rivisitazione stile cartone animato giapponese dei gesti simbolici&lt;/span&gt; (mentre tutti cantavano “io ho un amico che mi aaaaama che mi aaaaama che mi a-a-ama” e facevano cerchi circolari con le braccia a mò di abbraccio Valerio assumeva pose degne di Karate Kid, sia col pugno che con la mano aperta…) &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;o Francesco che, oltre a non sapere le parole delle canzoni&lt;/span&gt; (cantava qualcos’altro secondo me), o &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;non faceva i gesti assumendo un’espressione mistica o li faceva in ritardo&lt;/span&gt; così quando tutti avevano le braccia su lui le aveva giù, quando tutti allargavano le braccia lui era sull’attenti e così via…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno spettacolo esilarante ed eccezionale. Perché sia stato &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;esilarante&lt;/span&gt; è ovvio. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;ECCEZIONALE&lt;/span&gt; perché (non nascondo la mia invidia in questo) Francesco e Valerio coltivano un’amicia bellissima che gli auguro possano curare sempre. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Da compagni di scuola alle elementari a coinquilini all’università&lt;/span&gt;…sono così diversi l’uno dall’altro eppure…non hanno mai litigato. &lt;span style="color:#ff9966;"&gt;I miei complimenti al messaggero e all’angelo più scoordinati che abbia mai conosciuto&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-112155949364010914?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/112155949364010914/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=112155949364010914' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/112155949364010914'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/112155949364010914'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/11/salto-nel-tempo.html' title='Salto nel tempo'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-8358642405292353069</id><published>2008-10-31T12:13:00.000+01:00</published><updated>2008-10-31T12:20:00.327+01:00</updated><title type='text'>La sorpresa che svolta un pomeriggio</title><content type='html'>Ci sono sorprese inaspettate che….&lt;br /&gt;…no, ricominciamo. Le sorprese sono sempre inaspettate, sennò che sorprese sono?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DICEVO, ci sono sorprese che fa piacere ricevere e altre che ti rovinano la giornata. Ieri m’hanno fatto una sorpresa. Fortunatamente del primo tipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Ah, quanto mi piacciono le cose semplici, la magia delle cose semplici&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornata a casa alle 16 stanca e distrutta dopo una giornata di lavoro, ho pranzato all’ora di merenda e preso il caffè in un orario che poi ha scosso il mio sistema nervoso fino alle due di notte, impedendomi di dormire. In attesa che arrivasse l’ispirazione per mettermi a scrivere qualche pagina della tesi, &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;mi sono messa a tergiversare&lt;/span&gt;. Pioveva a dirotto e sullo schermo della mia finestra proiettavano un film con turisti in ciabatte e romani in sotto ombrelli troppo piccoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rovistavo tra vecchi documenti quando &lt;span style="color:#ffff33;"&gt;è arrivato un vecchio amico&lt;/span&gt;. Uno che non vedevo da così tanto che avevo dimenticato persino esistesse. Ho stentato un attimo a riconoscerlo...ma che sorpresa vederlo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero contenta di vederlo, ma essendo arrivato all’improvviso ho dovuto metterlo al corrente di impegni precedentemente presi: &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;dovevo vedermi con Jack e Chuckie.&lt;/span&gt; Loro stanno attraversando un momento difficile, Belfast (la loro città) è stata vittima da poco (40 pagine per l’esattezza) d’un grosso attentato, e non me la sentivo proprio di lasciarli soli solo perché avevo ricevuto quest’improvvisata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’amico inatteso, come i miei ricordi suggerivano, non rimase male e anzi, mi ha chiesto di rimanere lo stesso. Un attimo di riflessione. Ok, poteva stare. Saremmo stati bene tutti insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff33;"&gt;Le due ore che hanno seguito sono state fantastiche.&lt;/span&gt; Lui ha parlato ininterrottamente per tutto il tempo. Mentre Jack e Chuckie mi hanno continuato a raccontare la loro storia, una storia irlandese tra amore e tragedia. Fuori il rumore della pioggia, dentro il mio vecchio amico che cantava “Shine on” e “Shiny Magazine” e Jack e Chuckie che attraverso le pagine di “Eureka Street” mi raccontavano una realtà lontana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so quanto tempo fosse che non passavo un pomeriggio così. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Io, il diluvio, un buon libro e un melanconico cd &lt;/span&gt;ritrovato inaspettatamente tra il disordine tipico del mio segno zodiacale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono le 19, devo uscire con Francesco. Ripongo nella custodia il compagno di quelle due ore e trovo un bigliettino che prima non avevo notato. In rosso, grafia tondeggiante e traccia d’un pennarello a punta non proprio fino, e scrittura di Francesco: “&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;SORPRESA&lt;/span&gt;!”. A matita, con una grafia minuta e a zampe di galline (ovviamente la mia) un appunto in un angolino: “&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;Trovato il 12-06-’08 sotto il cuscino dopo che Francesco è partito per Martina Franca&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto, sempre a matita, ho aggiunto: “&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;Ri-trovato il 29-10-2008 sotto un cumulo di scartoffie e vecchie custodie vuote di cd andati persi&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco inconsapevolmente il 12 giugno del 2007 mi ha regalato il bel pomeriggio del 29 ottobre 2008…anche “Eureka Street”, il libro di Jack e Chuckie, me l’ha prestato lui. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Quell’uomo mi fa regali come il pomeriggio di ieri e mi stupisce anche senza l’intenzione di farlo…&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-8358642405292353069?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/8358642405292353069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=8358642405292353069' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/8358642405292353069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/8358642405292353069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/10/la-sorpresa-che-svolta-un-pomeriggio.html' title='La sorpresa che svolta un pomeriggio'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-2242658600113312694</id><published>2008-10-30T13:28:00.000+01:00</published><updated>2008-10-30T13:42:11.757+01:00</updated><title type='text'>Ho uno stile, Pina dixit...</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Ho uno stile&lt;/span&gt;…voi non ci crederete, ma ho uno stile. Non chiedetemi quale sia perché non lo so, e fino a cinque minuti fa non sapevo nemmeno di averlo. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Mi destreggio tra la rana e lo stile libero&lt;/span&gt;…e &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;mi sento più rana che libera&lt;/span&gt;. Spero nel mio principe, magari fa il miracolo del bacio. Sto divagando, come al solito. Comunque….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stamattina ho fatto una bella ricarica di autostima. Come consuetudine quando ho cinque minuti di tempo libero faccio il giro dei blog dei miei amici per vedere che si dice in giro. Per primo apro quello di &lt;span style="color:#ffcc66;"&gt;Pina&lt;/span&gt;. Sorpresa delle sorprese: l’ultimo post parla di me. Leggo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;folle genio&lt;/span&gt; di Pina, non trovando nulla in tv ieri sera ha ben pensato di leggersi tutto (e dico TUTTO!) il mio blog in una volta. Risultato: alle due di notte (ora in cui mi ha confessato d’aver finito di leggere tutti i miei post) si è messa a &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;delirare sul proprio di blog&lt;/span&gt; scrivendo (CITO TESTUALMENTE e ringrazio la microsoft per aver inventato il “copia-incolla”):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-family:times new roman;color:#ffff66;"&gt;Stasera, dopo una lunga sessione teologico-morale, ho acceso la tv ma niente, se non un paio di servizi de "Le Iene", ha attratto la mia attenzione. Riverso quindi le mie frustrazioni sul web. Dal blog di Minheidi &lt;span style="color:#ff9966;"&gt;devìo&lt;/span&gt;, tramite comodo link, sul weblog di Monia. Bello, davvero bello. Giornalistico e narrativo al tempo stesso. Scritto con ironia e con estrema chiarezza. Un pò invidio questa capacità di raccontare il mondo sfruttando la coordinazione delle proposizioni. I periodi sono semplici o tutt'al più composti. Mai complessi. Chiara ed efficace. Una vera giornalista in erba&lt;/span&gt;.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So che le sue sono tutte balle ma è comunque &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;bello la mattina fare colazione con una tazza di autostima e biscotti&lt;/span&gt;, e va bene pure se (nel mio caso) non ci sono i biscotti. E poi ciò che conta è che Pina quelle cose quando le ha scritte le ha pensate veramente! …certo, se poi stai a vedere che gliele ha dettate la stanchezza un po’ ti ricredi, ma…non ci pensiamo &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;per un po’ e illudiamoci di essere grandi scrittori&lt;/span&gt; con uno stile proprio. Uso la “coordinazione delle proposizioni” e scrivo “periodi semplici o tutt’al più composti” che rendono la mia comunicazione “chiara ed efficace”. Tutto ciò è fantastico visto che…non me ne ero mai accorta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle elementari devo essermi ammalata (o per qualche altro motivo non essere andata a scuola) nei giorni in cui si iniziano a studiare le nozioni base di grammatica e poi non ho mai più capito nulla di quel &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;misterioso mondo di avverbi e complementi&lt;/span&gt;…tutt’ora non ci capisco niente. Molti dicono che parlo e scrivo bene solo perché so usare il congiuntivo, ma (vi giuro), coniugo &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;i verbi a orecchio &lt;/span&gt;(anche questo fa parte del mio stile!). Ringrazio Pina per i complimenti e, soprattutto, per aver fatto &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;l’analisi logico-grammaticale delle mie frasi&lt;/span&gt; (rigorosamente “coordinate” , con periodi “semplici o composti” e un buon uso delle “proposizioni”), impresa nella quale io stessa avrei miseramente fallito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;grazie a Pina&lt;/span&gt;, so che scrivo tramite coordinate e mi chiedo…”non sarà che lo faccio perché le frasi subordinate non le so usare?…ma poi che differenza c’è tra subordinate e coordinate?…mi sembra di ricordare solo che le seconde fossero più facili…mannaggia, potevo non assentarmi alle lezioni di grammatica in seconda elementare!”. Credo che il dubbio mi rimarrà, ma preferisco non pensarci ora…eh sì, perché adesso &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;voglio godermi per qualche ora la mia illusione d’essere “una vera giornalista in erba”,&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#ff9966;"&gt;poi magari domani a Pina glielo dico che è più brava di me&lt;/span&gt;…e non solo perché è da tempo che, adorando il suo stile, le dico “dovresti fare la scrittrice”, ma anche perché…&lt;span style="color:#ff9966;"&gt;solo lei poteva scrivere&lt;/span&gt; “&lt;span style="color:#ff9966;"&gt;devìo&lt;/span&gt;” &lt;span style="color:#ff9966;"&gt;con la “I” accentata&lt;/span&gt;…senza contare il fatto che se quella frase l’avessi scritta io alle due di notte (orario in cui l’ha scritta lei) “devio” sarebbe potuto anche diventare “diveo” e nessuno avrebbe capito che cavolo volevo dire…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PRECISAZIONE: Se qualcuno dovesse leggittimamente pensare che ci sono persone che, benchè colte da stanchezza, possano aver detto determinate frasi sul mio conto, può controllare al sito:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pinuccia1984.spaces.live.com/blog/cns!DB073E11E49C99C3!1312.entry#comment"&gt;http://pinuccia1984.spaces.live.com/blog/cns!DB073E11E49C99C3!1312.entry#comment&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;...un buon "giornalista in erba" deve sempre citare le sue fonti....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-2242658600113312694?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/2242658600113312694/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=2242658600113312694' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2242658600113312694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/2242658600113312694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/10/ho-uno-stile-pina-dixit.html' title='Ho uno stile, Pina dixit...'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-4313741144063748960</id><published>2008-10-28T12:50:00.000+01:00</published><updated>2008-10-28T12:54:02.027+01:00</updated><title type='text'>Sciopero, sciopero, sciopero!</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Di sinistra e rivoluzionari: guerra al governo distruttore dell’istruzione!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCENA. Lezione di diritto con Mazzà. Momento dei saluti. Il professore: “Ragazzi, alla prossima. Ci vediamo giovedì!”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Valentina si fa portavoce del sentire popolare: “Professore, &lt;span style="color:#ffff99;"&gt;giovedì c’è lo sciopero nazionale, forse non veniamo…&lt;/span&gt;.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mazzà: “è un vostro diritto, parlatene con chi di dovere, poi fatemi sapere se ci siete, non mi fate venire a vuoto!”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il professore abbandona la sala. Tutti &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;presi dal nostro forte ideale&lt;/span&gt; per cui siamo pronti a manifestare contro uno “Stato ladro del futuro”, come l’hanno definito i nostri colleghi de “La Sapienza”, ci mettiamo al lavoro. E lavoriamo sodo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Valentina, oggi segretaria di redazione, ci rappresenta. Si fa portavoce di tutti e intercede per noi, &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;pronti a tutto per rivendicare i nostri diritti&lt;/span&gt;: chiede alla tutor come dobbiamo comportarci. La tutor si preoccupa, ci dice “ora vedo, ne devo parlare coi prof, col direttore…non so”. Agitazione generale. Nessuno alla Lumsa aveva mai osato tanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mentre nell’aria &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;si respira già l’odore della lotta contro il sistema&lt;/span&gt; per rivendicare la nostra libertà la sottoscritta si accorge d’una cosa e dice sommessamente: “Ragazzi, lo sciopero comincia alle 17 del giorno prima e dura tutta la notte, in attesa che domani si riunisca il Senato.. .. ..” neanche il tempo a finire la frase che in un coro stonato si sentivano singole voci dire: “ah, ma allora non riusciamo a saltare Mazzà….”, “ah, ma mi sa che così io non vengo”, “però questo mica l’avevo capito”. Per poi concludersi con una voce solista e unanime al contempo: &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;“Vabbè, mi sa che giovedì da Mazzà veniamo”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Governo ladro. &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Il sistema ha di nuovo soffocato la rivoluzione&lt;/span&gt;. Che mossa scorretta…ricattarci usando gli orari. &lt;span style="color:#ffff99;"&gt;Maledetti orari&lt;/span&gt;…se non fosse stato per loro saremmo stati disposti a tutto pur di saltare Maz…ops, un lapsus…intendevo dire pur di far rispettare i nostri diritti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-4313741144063748960?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/4313741144063748960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=4313741144063748960' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/4313741144063748960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/4313741144063748960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/10/sciopero-sciopero-sciopero.html' title='Sciopero, sciopero, sciopero!'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-7658977430130617187</id><published>2008-10-28T11:57:00.000+01:00</published><updated>2008-10-28T12:05:14.528+01:00</updated><title type='text'>Quanto mi piace il LumsaNews...sopratutto le lezioni di Mazzà!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Welcome to Lumsa’s journalism school!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;OFFERTA FORMATIVA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni Martedì e Giovedì mattina la scuola offre un corso di diritto basato sulla &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;pedagogia tincaniana&lt;/span&gt;: “La reciprocità tra studenti e professori”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le lezioni si svolgono intorno a un &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;tavolo rigorosamente ovale&lt;/span&gt; (rotondo non c’entrava) pensato apposta per permettere a tutti di guardarsi in faccia gli uni gli altri, soluzione che permette ad ogni partecipante di sentirsi al pari degli altri…salvo i ritardatari: spesso arrivano e trovano il tavolo completamente occupato…a quel punto per loro ci sono dei posti riservati nelle retrovie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La didattica è semplice: il titolare di cattedra, Pietro Mazzà, si presenta ogni volta con un &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;questionario da 40-50 domande&lt;/span&gt; a cui i ragazzi tentano di rispondere e poi si provvede ad una correzione di gruppo in cui ognuno dice la sua…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capita così che alla domanda &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;chi sia il Dalai Lama&lt;/span&gt; si ci senta rispondere “Io lo so! Io lo so! Posso dirlo io? Il Dalai Lama &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;è un cialtrone&lt;/span&gt;!” o cose analoghe che poi qualcuno (ndr io) scrive negli appunti pensando sia una definizione, salvo poi accorgersi del fatto che così non è, suscitando l'ilarità generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’accadere di scene analoghe il professore non dispera e, ritenendo i suoi praticanti esseri pensanti (ndr questa è la prova che ci sopravvaluta), gli offre il caffè, convinto che il loro sia solo un problema di sonno dato lo &lt;span style="color:#ffff99;"&gt;straziante orario della lezione (ndr ore 8 a.m.).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I praticanti allora, per riconoscenza, &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;offrono al prof&lt;/span&gt;essore (tra l’altro &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;con i suoi stessi soldi&lt;/span&gt;) un caffè che gli portano direttamente dal bar, chiuso in quei fantastici bicchierini di plastica che (in teoria) dovrebbero preservarne l’aroma. Scene in cui il prof non si accorge del coperchio e vi versa sopra lo zucchero, oppure in cui chiede a Ilario di togliergli il coperchio dopo aver invano provato lui stesso, spesso finendo con lo stritolare il bicchierino di leggerissima plastica tra le sue possenti dita, sono all’ordine del giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lezione è così interessate che da tempo ormai vi partecipa anche un altro docente, il professor Re, che se avesse facebook sarebbe il fondatore del gruppo “&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;fan della ricreazione&lt;/span&gt;”. Nella lezione odierna, ad esempio, arrivati alla domanda 25 si è preso lui la briga d’esprimere per conto di tutti un dubbio che ormai da almeno 5 domande attanagliava i ragazzi: “scusi professore, ma io non ho capito una cosa: &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;qual è la domanda arrivati alla quale si va a fare colazione&lt;/span&gt;?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;MA…&lt;/span&gt; c’è un ma. Non pensiate che tutto sia sempre schematico e ripetitivo: succedono &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;imprevisti sempre nuovi e sorprendenti che rendono ogni lezione un momento indimenticabile.&lt;/span&gt; Dopo la vicenda già raccontata della pasta adesiva per la dentiera, oggi è stata la volta della multa alla macchina del professore. Le nostre lezioni hanno valore inestimabile e prezzo quantificabile: oggi è costata &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;66 euro&lt;/span&gt;. 30 euro le colazioni e 36 il parcheggio…sul marciapiede. Infondo, come ha obiettato Mazzà ai vigili, “chi cavolo è che costruisce i questi marciapiedi intorno all’auditorium? E poi c’è un conflitto tra il divieto di fermata all’inizio della via e i parcheggi blu alla sua fine…farò ricorso!”&lt;br /&gt; Insomma: &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;VENITE ANCHE VOI ALLA LUMSA’S JOURNALISM SCHOOL!..il posto dove si impara divertendosi! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-7658977430130617187?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/7658977430130617187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=7658977430130617187' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7658977430130617187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7658977430130617187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/10/quanto-mi-piace-il-lumsanewssopratutto.html' title='Quanto mi piace il LumsaNews...sopratutto le lezioni di Mazzà!'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-5346488077743566891</id><published>2008-10-24T17:57:00.000+02:00</published><updated>2008-10-24T18:01:46.324+02:00</updated><title type='text'>Mi godo le mie 24 ore di celebrità</title><content type='html'>Il video del post precendente è stato mandato tre volte in una sola giornata da Sky, ha ricevuto 1750 visualizzazioni su Youdem (tv del partito democratico), 398 su YouTube e un punteggio di 4.58 stelline su 5...e oggi &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;a sorpresa&lt;/span&gt; è nell'home page video di Repubblica.it ...&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;scusate se è poco&lt;/span&gt;!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lo so che chi si loda si sbroda, però...non m'era mai capitato e non so se e quando ricapiterà ancora, quindi...&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;lasciatemi assaporare le mie 24 ore di celebrità&lt;/span&gt;!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-5346488077743566891?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/5346488077743566891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=5346488077743566891' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/5346488077743566891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/5346488077743566891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/10/mi-godo-le-mie-24-ore-di-celebrit.html' title='Mi godo le mie 24 ore di celebrità'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-3398822475972635342</id><published>2008-10-21T18:58:00.000+02:00</published><updated>2008-10-21T18:59:05.420+02:00</updated><title type='text'>Manifestazioni a "La Sapienza" contro la Gelmini</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/pA3bQ5WIskw&amp;amp;hl=" fs="1" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il frutto di tre giorni senza una vita privata....&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-3398822475972635342?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/3398822475972635342/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=3398822475972635342' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3398822475972635342'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3398822475972635342'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/10/manifestazioni-la-sapienza-contro-la.html' title='Manifestazioni a &quot;La Sapienza&quot; contro la Gelmini'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-4472652601096049603</id><published>2008-10-20T13:16:00.000+02:00</published><updated>2008-10-20T13:18:23.092+02:00</updated><title type='text'>Comunicazione di servizio ai replicanti facebookiani</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Io facebook non me lo voglio fare!!!!&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ma perché la gente continua a chiedermi “ce l’hai facebook?” e a mia risposta negativa esclama “come sei indietro…” e mi guarda sconcertata?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…per non parlare dei commenti! “come fai senza facebook a sapere chi sono i tuoi amici?” oppure “se ti scordi una data di compleanno facebook te la ricorda e non fai mai brutte figure!” o anche “dai, è bello che i tuoi amici delle elementari ti cercano su facebook e ti trovano!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora…&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;LO DICO UNA VOLTA PER TUTTE E  PER TUTTI&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A – Non mi interessa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;B – Conoscendomi, se comincio finisce che divento dipendente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C – Coi miei amici mi ci vado a mangiare una pizza e non ho bisogno di farmi un registro su facebook per ricordarmi chi è mio amico e chi no&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D – se non mi ricordo un compleanno evidentemente è perché non sono così in confidenza con quella persona da farle gli auguri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E – come i miei amici delle elementari anche futuri datori di lavoro mi cercherebbero su facebook e… visto che (non si è capito perché) nelle foto sono sempre in atteggiamenti da ubriaca è meglio che non mi trovi nessuno (io guardando le mie foto non mi assumerei…)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiuso  discorso! Chi vuole seguirmi può farlo sul mio blog…magari tra dieci anni cederò anch’io al fascino di facebook e sarete tutti lì a dirmi “te lo avevamo detto noi!”, va bene, va bene, voi me lo avevate detto, però….per i prossimi dieci anni voglio vivere tranquilla, protetta dal mio anonimato…e mentre voi cercate la popolarità non rompete le scatole a me e lasciate &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;che io mi goda la mia adorata invisibilità&lt;/span&gt;!...grazie a tutti per la gentile collaborazione…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-4472652601096049603?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/4472652601096049603/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=4472652601096049603' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/4472652601096049603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/4472652601096049603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/10/comunicazione-di-servizio-ai-replicanti.html' title='Comunicazione di servizio ai replicanti facebookiani'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-1620410000496328817</id><published>2008-10-10T13:06:00.000+02:00</published><updated>2008-10-10T13:08:22.240+02:00</updated><title type='text'>Polident regala momenti sensazionali</title><content type='html'>Dopo un anno di scuola di giornalismo ho imparato una cosa (almeno una): non si fa sensazionalismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come dice il buon Chizzola: è inutile iniziare un pezzo con “tragico incidente, quattro giovani vite spezzate da un destino crudele” se basta dire “morti quattro ventenni in un incidente d’auto”….è ovvio che l’incidente è tragico e le giovani vite sono state spezzate, la gente mica è scema, lo capisce da sola senza che voi gli fate venire l’ansia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora vi dico, senza sensazionalismi cosa è successo ieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;SCENA:&lt;/span&gt; Lumsa News. 20 praticanti di età compresa tra i 23 e i 30 anni e due professori di cui per rispetto non dico l’età. Franco esce dal bagno strillando a tutti: &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;“Ohi, chi è che ha lasciato l’adesivo della dentiera in bagno??”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Non dico altro….tutto il resto, secondo l’insegnamento Chizzoliano, sarebbe superfluo, “la gente mica è scema, capisce da sola”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-1620410000496328817?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/1620410000496328817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=1620410000496328817' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1620410000496328817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1620410000496328817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/10/polident-regala-momenti-sensazionali.html' title='Polident regala momenti sensazionali'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-5733739978615004232</id><published>2008-10-01T15:16:00.000+02:00</published><updated>2008-10-01T15:22:23.467+02:00</updated><title type='text'>Cade la pioggia e tutto lava (non c'entrano i Negramaro)</title><content type='html'>È arrivato Ottobre e con lui l’autunno…..Piove, e questo è normale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che non è normale è che &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;PIOVE DENTRO LA MIA CAMERA…&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ieri c’era una macchiolina sul soffitto, ma lì per lì ho pensato che si fosse staccata una delle stelline fluorescenti che il primo giorno a casa a Roma attaccai con tanta cura sul soffitto scendendo e risalendo dalla scala un milione di volte…e mentre salivo e scendevo mi ripetevo &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;“cavoli, sono appena tre metri quadri…che pazienza Dio a fare tutto il firmamento…”&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ma questa è un’altra storia. Torniamo alla macchiolina. Stamattina svegliandomi sentivo uno strano rumore…&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;tuc-tuc-tuc&lt;/span&gt;…credevo fosse il lavandino del bagno che perde. Tiro su la serranda in camera e l'alba che si infrangeva sul vetro della mia finestra mi ha rivelato una triste verità:la macchiolina era diventata una macchiolona e a perdere non era il rubinetto del bagno, ma...&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;il soffitto che gocciolava ai piedi del mio letto…&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Se tornado a casa dovessi trovare delle foglie a terra in camera non mi stupirei: è l’autunno. In questi giorni stanno succedendo talmente tante cose di questo tipo che ormai mi spiego tutto così…ieri non usciva acqua calda in bagno…il tecnico sosteneva che fosse la pressione della caldaia, ma per me &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;era l’autunno&lt;/span&gt;. L’altroieri i pomodori in frigo ingiallivano e sull’insalata compariva la rugiada…il tecnico (un altro) sosteneva che si fosse rotto il termostato, ma per me &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;era l’autunno&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Un'unica questione: casa mia ha visto tre tecnici in tre giorni, ma…per la pioggia dal soffitto chi si chiama? L’idraulico, l’imbianchino, i pompieri o il piscione (Ilario dice che sul vocabolario il tecnico che monta le piscine si chiama così….ho qualche dubbio, ma voglio fidarmi. Grazie Ilario!)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-5733739978615004232?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/5733739978615004232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=5733739978615004232' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/5733739978615004232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/5733739978615004232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/10/cade-la-pioggia-e-tutto-lava-non.html' title='Cade la pioggia e tutto lava (non c&apos;entrano i Negramaro)'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-7870879961160810244</id><published>2008-09-26T17:23:00.001+02:00</published><updated>2008-09-26T17:31:15.823+02:00</updated><title type='text'>Cara Tutor ti scrivo, così mi distraggo un pò....</title><content type='html'>....vi racconto un pò di vita da redattore d'una scuola di giornalismo. Oggi, venerdì 26 settembre, io e Ilario siamo di turno in pomeriggio. Lui fotografia, io impaginazione. Il resto delle persone a casa a godersi il "per-loro" già cominciato week-end. Per capire la drammatica situazione credo che a poco serva raccontarla, ma possa essere utile ai miei sei lettori la visione di questa letterina che la nostra tutor lunedì troverà sulla sua scrivania. Ah, piccola precisazione: per la cronaca, in teoria il lunedì il nostro settimanale va in stampa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;"&lt;/span&gt;Cara Tutor,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;stamattina , com'era prevedibile, non arriverò in ritardo perché il lavoro è allo stadio "carissimo amico".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io e Ilario (che abinamento: grande idea mettere me e lui a fare il numero!) siamo rimasti fino a sera, ma a nulla sono valsi i nostri sforzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto NON ABBIAMO UNA COPERTINA. Ciarlo non solo si è categoricamente rifiutato di pubblicare le foto di Donna Massenti in copertina come da Paoluzi indicato, ma ha deciso di non usare le stesse nemmeno per la pagina con l'articolo di Vale. Risultato: il numero ha una foto di meno e non ha una copertina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soluzione proposta da Ciarlo: mandare qualcuno lunedì (cioè oggi ) a fare le foto dei "musulmani salvatori di ebrei"…a te l'onore della scelta del fortunato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli altri guai te li elenco pagina per pagina…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- pag.2 manca ancora il sommario, l'editoriale, la rubricchetta "le parole di…" (m'avevi detto di farle per ultime, quindi…) i servizi di Radio Lumsa e Lumsa Tv….e chi più ne ha più ne metta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- pag. 5 ARTICOLO NON PERVENUTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- pag.7  ARTICOLO NON PERVENUTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- pag. 11,  non ha più la foto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-pag.16 straborda, va accorciata, ma Casale si è rifiutato di farlo (giustamente) se prima Paoluzi non gli corregge il pezzo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…In compenso IL PAGINONE CENTRALE È FATTO!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; …ti ho messo questa BELLA NOTIZIA finale nel tentativo di indorarti la pillola….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al mio arrivo, per favore, non mi uccidere…al massimo prenditela con Ilario: venerdì, pur di fare almeno un'altra pagina, m'ero proposta di finirgli io il pezzo mentre lui lavorava le foto con Ciarlo, ma lui non ha acconsentito quindi…credo attenderemo quel pezzo in eterno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proposta di soluzione: ma se usciamo direttamente la settimana prossima?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero tu abbia passato un buon weekend perché a rovinarti il lunedì, a quanto pare, ci ho pensato io…SCUSAMI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Monia"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(ndr Ciarlo è il professore di fotografia, Paoluzi è il professore di giornalismo scritto che ci corregge i pezzi)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-7870879961160810244?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/7870879961160810244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=7870879961160810244' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7870879961160810244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/7870879961160810244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/09/cara-tutor-ti-scrivo-cos-mi-distraggo.html' title='Cara Tutor ti scrivo, così mi distraggo un pò....'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-8422727738879160301</id><published>2008-09-23T12:55:00.000+02:00</published><updated>2008-09-23T12:57:36.146+02:00</updated><title type='text'>Come cambiano i viaggi di uno studente fuori sede</title><content type='html'>Due venerdì fa sono partita da Roma per farmi una settimana di ferie (dalla scuola di giornalismo) a casa, dai miei a Rieti. Vi racconto l’andata e il ritorno. A voi la facoltà di trarne una morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;PARTENZA&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; Esco da casa alle 16, prendo il 492 e in un’oretta da San Pietro arrivo alla stazione Tiburtina. Degrado imperante: barboni immersi nei propri escrementi e zingarelli intenti a rovistare nelle borse di sprovveduti turisti (e non solo) appena approdati a Roma. Per cinque minuti di ritardo perdo il pullman e sono costretta ad aspettare un’ora. 60 minuti in cui ho avuto il tempo di assistere a innumerevoli scene pietose che nemmeno ai tempi della peste dei Promessi Sposi si sono viste: gente ubriaca cadere a terra e ivi rimanere cantando, teppistelli di ogni sorta e genere, rivenditori di orologi d’oro ben allineati all’interno d’un impermeabile decisamente fuori stagione, zingare d’altri tempi (ormai solo a Tiburtina si vedono quelle in gonna lunga, coi denti d’oro e i bambini appesi al collo in enormi fazzoletti) che leggono la mano a passanti impauriti (pure loro: se hai paura di queste cose che ti fai leggere la mano?!) che lasciano somme direttamente proporzionali all’espressione di paura sulle proprie facce…tutto questo senza considerare i barboni (molti mezzi nudi…e per “mezzi nudi” intendo la metà di sotto del corpo!) e i bambini impegnati nei furtarelli di cui sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa bagarre le persone “normali”, viaggiatori, pendolari e studenti che tornano a casa per il weekend, si riconoscono subito: se ne stanno qua e là a gruppetti, tutti vicini vicini in punti strategici: se non sono dentro il bar o al Mc Donald sono fuori la pizzeria o alla fermata del proprio pullman, tutti rigorosamente stretti gli uni vicini agli altri intenti a guardarsi le spalle come se da un momento all’altro dovesse succedere chissà cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente arriva il mio pullman, salgo e stranamente tiro un sospiro di sollievo. Quell’ora in attesa del bus deve avermi messo molta ansia: appena salita ho inspiegabilmente controllato se avessi ancora cellulare e portafogli. Fortunatamente c’erano entrambe. Non sono da me questi gesti, ma in quel momento ho davvero compreso che cosa volesse dire rientrare a casa in quelle zone di sera…magari nessuno ti dice niente, ma l’ansia che si ha vivendo in questi posti e vedendo cosa ti accade intorno, anche se non ti tocca da vicino, basta a non darti tranquillità. Ho ringraziato di vivere a San Pietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pullman. Un traffico pazzesco avvolge la capitale, ma non tanto dentro Roma dove, seppur lentamente, si cammina. Appena fuori Roma: la salaria è congestionata. Tutto bloccato per ore. Ogni tanto ci muoviamo, ma facciamo dieci metri ogni volta. A un certo punto (dopo due ore di sosta!) capisco che c’è speranza, inizio a vedere il termine della fila: c’è un magico punto in cui il traffico ricomincia a scorrere! Mano mano che ci avviciniamo, sempre molto lentamente, capisco che non si tratta di un semaforo. Inizio a pensare ci sia un incidente. Penso addirittura sia stato mortale, non c’è altro motivo per cui le macchine siano così in difficoltà nel passare. Quando ormai manca un centinaio di metri capisco (e tiro un altro sospiro di sollievo) che un incidente non può essere: non c’è nemmeno un lampeggiante, né polizia, né carabinieri, né ambulanza. Niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma allora COSA CI SARA’ MAI?...dieci minuti per percorrere cento metri ed ecco la scoperta: 5 o 6 prostitute erano impegnate a “lavorare” per cui, tra chi le caricava, chi le faceva scendere, chi si fermava a parlare senza poi farle salire, chi faceva manovre azzardate per rimettersi in carreggiata, e semplici curiosi che rallentavano per assistere a spettacolini di dubbio gusto (non potete capire che balletto con cambio di mutande incorporato hanno fatto quando siamo passati col pullman) il traffico impazziva. Passate le prostitute niente più intoppi per tutto il viaggio. Non commento. La faccenda si commenta da sé: Roma-Rieti, 90 Km, tempo di percorrenza 4 ore. Sono arrivata a casa alle 10 di sera dalle 4 del pomeriggio che ero partita da casa mia a Roma. NO COMMENT.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;IL RITORNO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il venerdì successivo, cioè quello appena passato, devo tornare a Roma. Mi preparo psicologicamente a riaffrontare tutte le scene dell’andata, ormai rassegnata (dopo anni di viaggi affini a quello sopra descritto) all’idea di una Roma anarchica in cui i furbi se la spassano e i cittadini soffocano nello stress più che nello smog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partenza da Rieti ore 17 del pomeriggio. Sulla salaria tutto scorre. Strano. Mai successo in cinque anni di università. All’altezza degli stabili della Rai e di Sky noto una cosa a cui prima non avevo fatto caso: questo, il punto in cui di solito maggiormente si concentrano le prostitute, è libero. Neanche una ragazza con una sciarpa sul sedere (passatemi il termine “sciarpa”, perché mi rifiuto di chiamare “minigonna” una cosa che arriva a metà sedere lasciando intravedere davanti le mutande…quando ci sono, sennò si vede altro). Il vuoto. Un caso? Comincio a prestare attenzione e per tutto il viaggio cerco con gli occhi quelle ragazzette folcloristiche disturbatrici di molti dei miei viaggi. Niente: arrivo a Viale Somalia e non ne avvisto neanche una. Incredibile. Zero prostitute e un viaggio normale: Rieti-Roma, 90 Km, tempo di percorrenza: 90 minuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle 19.30 ero a Tiburtina. Mai successo. Per la prima volta in cinque anni sono arrivata in un’ora e mezza. E non solo: la stazione è stata una sorpresa. Niente zingari e nemmeno barboni, o meglio, qualcuno c’era, ma di quelli simpatici che hanno solo voglia di scambiare due parole, nessuno nudo, ubriaco, o col vomito addosso. Niente. Incredibile ma vero: al loro posto erano comparsi tanti militari. Soldatini rassicuranti e perché no, diciamolo: di bella presenza (scusate, ma se i maschi una settimana fa potevano bloccare il traffico d’una città per guardare cinque o sei cretine in abiti succinti e in atteggiamenti di dubbio gusto, io donna posso pure ammirare dei baldi giovani in divisa,  al lavoro e al servizio della società, oh! E quando ce vò, ce vò! Tiè! …e vi farei notare che io non ho manco bloccato il traffico!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel dubbio dell’essere approdata o meno nella città giusta riprendo il mio consueto 492 per tornare a casa. Ennesima sorpresa del giorno: mai successo in cinque anni a Roma, alle ore 20 sono saliti i controllori che hanno distribuito multe a destra e manca. Mi dispiace per i multati, ma per la prima volta non mi sono sentita cretina io che timbro sempre, anche sul notturno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;CONCLUSIONE:&lt;/span&gt; Non sono nella Roma che ho lasciato una settimana fa. Credo d’esser approdata in un universo parallelo. Un’ora e mezzo di viaggio, niente prostitute, l’esercito a Tiburtina e controllori sugli autobus. Decisamente non è la Roma da cui sono partita. Le disposizioni della nuova giunta capitolina per me sono state proprio un bel regalo: è la prima volta da quando sto a Roma che mi sono sentita tutelata come dovrebbe esserlo ogni cittadino d’un paese democratico…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-8422727738879160301?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/8422727738879160301/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=8422727738879160301' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/8422727738879160301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/8422727738879160301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/09/come-cambiano-i-viaggi-di-uno-studente.html' title='Come cambiano i viaggi di uno studente fuori sede'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-1217744272471098650</id><published>2008-09-21T17:29:00.000+02:00</published><updated>2008-09-21T17:33:46.532+02:00</updated><title type='text'>Un sabato dedicato alla tesi</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ffff00;"&gt;Propositi per il mio primo sabato libero&lt;/span&gt;: studiare per la tesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff33;"&gt;Il mio primo sabato libero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffcc66;"&gt;MATTINA.&lt;/span&gt; Cinque ore di studio per la tesi. Ho letto 220 pagine tratte da varie enciclopedie alla ricerca delle personalità che dovrò intervistare (non potendo intervistare tutto il mondo, devo scegliere le figure più significative al mio scopo…quale metodo migliore del leggersi tutte le biografie?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;POMERIGGIO.&lt;/span&gt; Pranzo a base di carne, tanta carne rossa: per studiare c’è bisogno di energie. Caffè, no niente caffè: mi manda un messaggio Pina e mi invita a casa sua per il caffè. Vado da lei, tanto…un’oretta di chiacchierata con un amica ci vuole, mi rilasserà prima di rimettermi sui libri. Durata dell’oretta da Pina: 4 ore, dalle 15 alle 19 per l’esattezza. Diciamo che il caffè è stato un po’ lungo, ma…era necessario: Pina aveva fatto così tanti scoop durante la mia estate mantovana che  necessitavo di essere aggiornata (scusate se non pubblico le scoperte, ma se rivelassi ciò che mi ha detto finiremmo entrambe in galera, e…non mi pare il caso).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffcc66;"&gt;SERATA.&lt;/span&gt; Torno a casa e mi metto al computer per scrivere la tesi. Scrivo: “ INTRODUZIONE. L’intento di questo lavoro è…” poi mi accorgo che è ora di prepararsi: alle 21 dobbiamo essere tutti da Luciano per il suo compleanno. Spengo il computer e vado.&lt;br /&gt;Una bella festa in giardino (miracolosamente non ha piovuto) che…è finita alle ore di tre di notte!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffcc66;"&gt;Risultato:&lt;/span&gt; nemmeno stamattina, essendomi svegliata a ora di pranzo, ho fatto niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;BILANCIO.&lt;/span&gt; Con la tesi sono a buon punto: ho già scritto la prima riga e si sa che chi ben comincia….&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-1217744272471098650?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/1217744272471098650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=1217744272471098650' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1217744272471098650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/1217744272471098650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/09/un-sabato-dedicato-alla-tesi.html' title='Un sabato dedicato alla tesi'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-8488621782521553590</id><published>2008-09-10T19:53:00.000+02:00</published><updated>2008-09-10T20:02:13.960+02:00</updated><title type='text'>La privacy entra anche nel mio blog</title><content type='html'>Comunicazione di servizio a chi dovesse notare l'improvvisa sparizione d'un certo personaggio dal mio blog: in base al D.Lgs. 196/2003 in materia di tutela dei dati personali, il terzo stagista mantovano non ha espresso il consenso all'utilizzo del suo nome (tra l'altro nomignolo!) per ragioni a me poco chiare. Ha acconsentito solo all'utilizzo della propria immagine, quindi...se in vecchi post al posto di un certo nome trovate un'anonima "A." (lettera scelta a caso dall'alfabeto in quanto prima fra le altre, il prossimo tutelato potrebbe chiamarsi "B.", quello dopo ancora "C." e così via) non vi preoccupate, non è succeso nulla di strano: sto solo proteggendo il diritto alla privacy!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-8488621782521553590?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/8488621782521553590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=8488621782521553590' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/8488621782521553590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/8488621782521553590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/09/la-privacy-entra-anche-nel-mio-blog.html' title='La privacy entra anche nel mio blog'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-3382261395578685065</id><published>2008-09-10T12:02:00.000+02:00</published><updated>2008-09-10T12:06:30.389+02:00</updated><title type='text'>Un esame da fine del mondo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Esami finiti…che soddisfazione. Libretto chiuso con lode e tanti complimenti per le mie “doti conduttive”. Oltre alla solita interrogazione questo esame prevedeva un project work per la realizzazione di un Tg in piena regola. Col mio gruppo abbiamo realizzato degli ottimi servizi ma…nessuno voleva fare il conduttore. Per disperazione ci siamo cimentati io e Francesco…sembravamo due scimmie ammaestrate e ogni lancio è stato ripetuto almeno dieci volte prima di ottenere la versione definitiva. Però a quanto pare il montaggio fa miracoli e la nostra prova è piaciuta al prof. Damosso (Caporedattore e conduttore del TG1) che ha detto che sono un successone: ho preso dei complimenti tali per la conduzione che adesso (sarà così per due giorni, almeno finché non mi passerà la tipica euforia del 30 e lode all’ultimo esame della mia carriera universitaria) sono convinta che &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;il mio futuro è condurre il &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;telegiornale&lt;/span&gt;! Pa-pa-pa-para-pààààà pappa-ra-papa-papaaaaaaaaaa (leggere come la sigla del Tg!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se durante l’esame temevo il peggio…nel mentre a &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Ginevra&lt;/span&gt; era in atto &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;l’esperimento del secolo&lt;/span&gt;: ricreare in piccolo &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;il big bang&lt;/span&gt;…l’origine della materia. Piccolo effetto collaterale previsto dall’esperimento: la creazione di un &lt;span style="color:#ffff66;"&gt;buco nero&lt;/span&gt; che avrebbe potuto risucchiare la terra intera e forse pure il cosmo…ma già la terra mi sembra abbastanza. Temevo che da un momento all’atro tutto il mio corso di studi potesse essere vanificato, oppure che mi venisse comunicato il voto e prima di poterlo verbalizzare il mondo finisse…ma menomale che tutto è andato bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oddio…almeno spero. Il giornale dava solo l’ora d’inizio del famigerato esperimento (9.30) ma non quella di fine…non vorrei che l’ora di fine fosse indicata dal momento in cui inizieremo a vedere tutto buio….AIIIIUUUUTOOOO!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt; Beh…mi metterei pure a lavorare alla tesi, ma con la spada di Damocle della fine del mondo sulla testa non mi pare il caso…meglio riposarsi. Davvero stavolta.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36732269-3382261395578685065?l=monianik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monianik.blogspot.com/feeds/3382261395578685065/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36732269&amp;postID=3382261395578685065' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3382261395578685065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36732269/posts/default/3382261395578685065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monianik.blogspot.com/2008/09/un-esame-da-fine-del-mondo.html' title='Un esame da fine del mondo'/><author><name>Monia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16016436478472251649</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_HgEe1S5-OlQ/Sok-wrEfZ-I/AAAAAAAAANA/XfXSB0TnVmM/S220/dc+BOTTONATA.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36732269.post-1143489530871876110</id><published>2008-09-03T11:56:00.000+02:00</published><updated>2008-09-03T11:59:21.503+02:00</updated><title type='text'>...comunicazione di servizio: sto rimbambendo</title><content type='html'>Tornata da Mantova, tre giorni a Rieti in totale relax e poi di nuovo a Roma: ricomincia il Lumsa News. Primo giorno, ore 9.00 lezioni di diritto penale. Fatica assurda per seguire…non mi ricordavo niente e Morfeo continuava a ripetermi: “non ascoltare, rimani ancora un po’ con me!”. Risultato: tre righe di appunti in due ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo giorno: internet. Compito: mettere l’ultimo numero del settimanale e relativi articoli corredati da foto sul sito, cambiando anche l’home page. Tempo stimato per questo lavoro: 3-4 ore. Tempo impiegato da Monia: 7 ore e mezzo…quasi il doppio. Anche qui non mi ricordavo nulla, ma proprio nulla…a un certo punto avevo anche creato dei link A SORPRESA!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che vuol dire? Praticamente a chi cliccava sul titolo “Speciale mosaici” poteva benissimo uscire un’interessantissima inchiesta sull’Africa, e chi voleva leggere l’inchiesta sui rom  poteva tranquillamente finire nell’articolo sulle olimpiadi cinesi…davvero divertente. E anche rischioso: ho rischiato di farmi licenziare da un lavoro che nemmeno è tale…sorvoliamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conclusione è una: LO STAGE MI HA TOTALMENTE RIMBAMBITO!!!…ho bisogno d’una vacanza….tanto bisogno d’una vacanza…ma non posso: il 10 DOVREI avere un esame (condizionale d’obbligo: in queste condizioni studiare è un’impresa)….AIUUUUUUTOOOO…ho appena notato una cosa….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Scrivendo il post ho notato che blogger ha questa data: 03/09/’08…ma oggi è 3 settembre????ma com’è potuto succedere??????…no
